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Bitcoin: I sostenitori chiedono ai legislatori statunitensi di estendere le esenzioni fiscali ai token oltre ai stablecoin

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Richiesta di Esenzioni Fiscali per Bitcoin e Criptovalute

I gruppi di advocacy per Bitcoin hanno sollecitato il Congresso a estendere le esenzioni fiscali pianificate a Bitcoin e ai principali token di rete, oltre ai stablecoin. Hanno avvertito che limitare il sollievo fiscale solo ai token ancorati al dollaro non risolverebbe le sfide di conformità che affrontano milioni di americani che utilizzano criptovalute per i pagamenti quotidiani.

Il Bitcoin Policy Institute, insieme a Bitcoin Voter, Blocks, Crypto Council, Digital Chamber, MoonPay, River e altri, ha inviato una lettera domenica al presidente della Commissione Finanze del Senato, Michael Crapo, e al presidente della Commissione Ways and Means della Camera, Jason Smith.

Preoccupazioni sulle Proposte Fiscali

La coalizione ha avvertito che le attuali proposte di limitare le esenzioni fiscali de minimis esclusivamente ai stablecoin di pagamento, conformi al GENIUS Act, firmato in legge a luglio, minerebbero il vero scopo della riforma fiscale. La lettera arriva mentre i legislatori si confrontano con la necessità di semplificare la segnalazione fiscale per le transazioni in criptovaluta, con l’IRS che continua a trattare le criptovalute come proprietà.

“I stablecoin di pagamento non operano in un vuoto; funzionano su reti blockchain aperte che si basano su token di rete separati per consenso, sicurezza ed esecuzione delle transazioni,” ha scritto la coalizione, sostenendo che entrambi i tipi di asset devono ricevere sollievo affinché la politica funzioni nella pratica.

Proposte della Coalizione

La coalizione ha proposto una soglia di capitalizzazione di mercato di 25 miliardi di dollari per determinare quali token di rete qualificano per le esenzioni, insieme a un limite di 600 dollari per transazione e un tetto annuale di 20.000 dollari.

Circa 45 milioni di americani possiedono criptovalute, guidati da Bitcoin, e i dati della Federal Reserve mostrano che circa 7 milioni di americani hanno utilizzato Bitcoin o altri token di rete per pagamenti nel 2024, come evidenziato nella lettera. I gruppi affermano che oltre 3.500 commercianti in tutti i 50 stati americani accettano ora Bitcoin al punto vendita, rendendo il paese la giurisdizione più grande per i pagamenti in Bitcoin.

Contesto e Urgenza della Situazione

L’iniziativa riporta in vita uno sforzo che si era bloccato a luglio, quando la senatrice Cynthia Lummis (R-WY) non è riuscita ad allegare emendamenti fiscali sulle criptovalute al piano di riconciliazione del presidente Donald Trump. Il fondatore di Block, Jack Dorsey, ha riacceso il dibattito lo scorso ottobre, chiedendo esenzioni fiscali federali sulle transazioni quotidiane in Bitcoin, mentre la sua azienda di pagamenti ha lanciato portafogli integrati con criptovalute per piccole imprese.

All’epoca, Lummis aveva promesso di reintrodurre la proposta nelle prossime sessioni del Senato, definendola un passo chiave verso l’adozione di Bitcoin. L’urgenza è aumentata con le nuove regole di segnalazione per i broker, che richiedono la segnalazione delle vendite di asset digitali sul Modulo 1099-DA per le transazioni che si verificano il 1 gennaio 2025 o dopo, come notato dalla coalizione.

“Senza un sollievo de minimis calibrato, il risultato saranno ampie discrepanze, rischi di audit non necessari e complessità di segnalazione enormemente sproporzionate rispetto alla sostanza economica delle transazioni coinvolte,” afferma la lettera.