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Coin Center: “Il codice crypto è discorso, non condotta”

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Coin Center e la Difesa degli Sviluppatori di Criptovalute

Coin Center ha intensificato la sua difesa a favore degli sviluppatori di criptovalute, sostenendo che la pubblicazione del codice software dovrebbe essere considerata come discorso protetto ai sensi della Costituzione degli Stati Uniti. Secondo un rapporto pubblicato lunedì da Coin Center, il Direttore Esecutivo Peter Van Valkenburgh e il Direttore della Ricerca Lizandro Pieper hanno affermato che scrivere e condividere codice crypto non è diverso dalla pubblicazione di un libro o di una ricetta, collocandolo chiaramente all’interno delle protezioni del Primo Emendamento. Questo documento arriva in un momento in cui gli sviluppatori stanno affrontando una crescente pressione legale riguardo all’uso dei loro strumenti, inclusi casi penali di alto profilo legati a software di privacy e applicazioni decentralizzate.

Distinzione tra Discorso Protetto e Condotta Regolabile

Il rapporto di Coin Center si propone di tracciare una linea chiara tra discorso protetto e azioni che i regolatori possono supervisionare, sostenendo che non tutte le attività degli sviluppatori dovrebbero essere trattate allo stesso modo.

“La confusione dei tribunali di grado inferiore sulla distinzione tra condotta e discorso, naturalmente presente nella pubblicazione di software, ha alimentato lo sviluppo di quella che potrebbe essere chiamata una teoria del codice funzionale di protezione diminuita del Primo Emendamento,”

hanno scritto gli autori.

I tribunali, a volte, hanno adottato il punto di vista che il software si comporta come condotta perché può produrre risultati nel mondo reale. Coin Center ha contestato questa idea, affermando:

“Alcuni tribunali hanno suggerito che poiché il software può essere eseguito per produrre effetti nel mondo reale, assomiglia più a una condotta piuttosto che a un discorso.”

Sosteniamo che tali attività siano puro discorso e che la giurisprudenza esistente della Corte Suprema insista su questa interpretazione, anche se alcuni tribunali di grado inferiore si sono smarriti. Il gruppo ha affermato che uno sviluppatore entra in un territorio regolamentabile solo quando prende il controllo diretto dei fondi degli utenti, eseguendo transazioni per conto degli utenti o prendendo decisioni per loro. Pubblicare e mantenere codice da solo, ha sostenuto, non dovrebbe attivare obblighi di licenza o conformità.

“Essi sono oratori e inventori, non agenti, custodi o fiduciari. Estendere i requisiti di pre-registrazione o licenza a questa attività di discorso abbandona la logica storica della supervisione finanziaria e impone una classica restrizione preventiva su attività che sono principalmente discorso ed espressione, che è quasi sempre incostituzionale.”

Coin Center ha indicato le recenti persecuzioni come segno che i tribunali e i regolatori stanno ancora lottando su come applicare la legge esistente alla tecnologia decentralizzata.

Casi Legali e Precedenti

Roman Storm, uno sviluppatore legato al protocollo Tornado Cash, è stato condannato l’anno scorso con accuse legate all’operazione di un’attività di trasmissione di denaro non autorizzata. Il suo team legale ha da allora cercato di ottenere l’assoluzione, citando precedenti della Corte Suprema, inclusa Cox Communications Inc. v. Sony Music Entertainment, per sostenere che non aveva l’intenzione di partecipare ad attività criminali. Gli sviluppatori dietro Samourai Wallet, un portafoglio Bitcoin focalizzato sulla privacy, sono stati anch’essi condannati per accuse simili e hanno ricevuto pene detentive che vanno da quattro a cinque anni. Questi casi hanno sollevato preoccupazioni in tutta l’industria che la scrittura di codice open-source potrebbe esporre gli sviluppatori a responsabilità in base a come terzi lo utilizzano.

Coin Center ha fondato il suo argomento su un precedente legale di lunga data, inclusa la decisione della Corte Suprema del 1985 in Lowe v. SEC, che ha stabilito che la pubblicazione di informazioni senza gestire beni dei clienti o agire per loro conto rientra nel discorso protetto piuttosto che in attività finanziarie regolate. Le regole finanziarie tradizionali sono state costruite attorno a intermediari che detengono o trasferiscono fondi per gli utenti. I sistemi crypto spesso rimuovono quei ruoli, consentendo trasferimenti peer-to-peer e auto-custodia senza controllo centralizzato.

Conclusioni di Coin Center

Van Valkenburgh e Pieper hanno sostenuto che applicare una regolamentazione in stile intermediario agli sviluppatori per “convenienza amministrativa” rischia di estendere la legge oltre il suo ambito previsto.

“Il software crypto non richiede l’invenzione di nuove dottrine legali o nuove eccezioni. Richiede l’applicazione fedele dei principi consolidati del Primo Emendamento a un nuovo contesto tecnologico.”

Nell’era dei computer, dove il software è il principale mezzo per esprimere idee e organizzare la vita economica, quei principi contano di più, non meno. Scrivere e pubblicare codice è discorso. E in una società libera, il discorso non può essere autorizzato al silenzio.