Introduzione al Digital Asset Market Clarity Act del 2025
Il Digital Asset Market Clarity Act del 2025 è un testo legislativo di 257 pagine suddiviso in sei titoli, ognuno dei quali affronta un diverso aspetto della regolamentazione degli asset digitali negli Stati Uniti. La maggior parte della copertura descrive il disegno di legge in termini vaghi, come “stabilisce regole chiare per la crypto”. Tuttavia, la legislazione effettiva è più specifica e significativa. Essa definisce le materie prime digitali attraverso una soglia di controllo del 20% per i “sistemi blockchain maturi”, riclassifica i token da titoli a materie prime una volta che raggiungono i mercati secondari, esclude lo sviluppo software DeFi dai requisiti di registrazione ai sensi delle Sezioni 309 e 409, e proibisce alla Federal Reserve di emettere una valuta digitale della banca centrale agli individui.
Struttura del disegno di legge
La legislazione è suddivisa in sei titoli, ognuno dei quali affronta un pezzo discreto del puzzle normativo.
Titolo I: Definizioni e quadro normativo
Il Titolo I stabilisce le definizioni e il quadro normativo. Questa parte del disegno di legge è cruciale, poiché definisce i termini (materia prima digitale, asset digitale, sistema blockchain maturo, stablecoin di pagamento consentite) che determinano quali asset rientrano sotto quale regime normativo. Se le definizioni sono corrette, il resto del disegno di legge segue; se sono errate, l’intero quadro crolla nell’ambiguità.
Titolo II: Offerte e vendite di materie prime digitali
Il Titolo II tratta delle offerte e delle vendite di materie prime digitali. Questo titolo stabilisce le regole per le transazioni nel mercato primario (quando un token viene emesso per la prima volta) e nel mercato secondario (quando un token esistente viene comprato e venduto su scambi). Il trattamento di queste due categorie è diverso, e la differenza è una delle disposizioni più importanti del disegno di legge.
Titolo III: Requisiti di registrazione per gli intermediari presso la SEC
Il Titolo III stabilisce i requisiti di registrazione per gli intermediari presso la SEC. Gli scambi, i broker, i dealer e i sistemi di trading alternativi che gestiscono asset digitali devono registrarsi secondo le regole specifiche stabilite da questo titolo. Il Titolo III è anche dove si trova l’esclusione DeFi ai sensi della Sezione 309.
Titolo IV: Requisiti di registrazione per gli intermediari presso la CFTC
Il Titolo IV stabilisce i requisiti di registrazione per gli intermediari presso la CFTC. Questo è il quadro parallelo per le entità che commerciano materie prime digitali piuttosto che titoli digitali. La CFTC ottiene una giurisdizione ampliata sui mercati spot per le materie prime digitali, il che rappresenta un cambiamento significativo rispetto alla struttura normativa attuale.
Titolo V: Innovazione e tecnologia
Il Titolo V tratta delle disposizioni relative all’innovazione e alla tecnologia, inclusi studi, programmi pilota e disposizioni relative al ruolo della Federal Reserve nei mercati degli asset digitali.
Titolo VI: Anti-CBDC Surveillance State Act
Il Titolo VI contiene l’Anti-CBDC Surveillance State Act, che proibisce alla Federal Reserve di emettere una valuta digitale della banca centrale direttamente agli individui. Questa parte del disegno di legge ha suscitato opposizione da parte di alcuni Democratici progressisti, ma ha ricevuto supporto da libertari e sostenitori della crypto.
Dettagli chiave del CLARITY Act
Il testo completo è lungo 257 pagine nella versione approvata dalla Camera il 17 luglio 2025, con un voto di 294-134, ed è stato emendato attraverso la revisione del Comitato Bancario del Senato il 14 maggio 2026. La versione del Senato è di circa 309 pagine, riflettendo le disposizioni aggiuntive negoziate durante le deliberazioni del comitato.
Definizione di materia prima digitale
La disposizione più importante nel CLARITY Act è la definizione di “materia prima digitale”. Questo termine, definito nelle Sezioni 101-104 del Titolo I, determina quali token rientrano sotto la giurisdizione della CFTC (con un onere normativo minore) e quali rientrano sotto la giurisdizione della SEC (con l’applicazione completa della legge sui titoli). Una materia prima digitale, ai sensi del disegno di legge, è un asset digitale il cui valore è “sostanzialmente derivato dall’uso e dal funzionamento della blockchain” a cui si riferisce.
Soglia di controllo del 20%
Il disegno di legge affronta la questione di quando un token qualifica effettivamente come materia prima digitale piuttosto che come titolo attraverso il concetto di “sistema blockchain maturo”. La Sezione 205 stabilisce i criteri per la maturità della blockchain. Un sistema blockchain, insieme alla sua materia prima digitale correlata, qualifica come maturo quando “non è controllato da alcuna persona o gruppo di persone sotto controllo comune”.
Implicazioni pratiche per token specifici
La soglia del 20% ha implicazioni pratiche per token specifici. XRP, data la detenzione in escrow di Ripple, potrebbe affrontare domande su se il controllo effettivo di Ripple sull’offerta di XRP superi la soglia. Bitcoin ed Ethereum soddisfano chiaramente la soglia, date le loro basi di validatori e detentori distribuiti.
Esclusione DeFi
La Sezione 309 del Titolo III, e la parallela Sezione 409 del Titolo IV, contengono l’esclusione DeFi del disegno di legge. Questa è la disposizione che determina se gli sviluppatori di software, i validatori, i fornitori di portafogli e gli operatori di interfacce front-end nell’ecosistema della finanza decentralizzata possono operare senza registrarsi come intermediari regolamentati.
Conclusioni e considerazioni finali
Il CLARITY Act stabilisce un quadro definitorio che separa le materie prime digitali (giurisdizione CFTC) dai titoli digitali (giurisdizione SEC) sulla base della soglia di controllo del 20% e del test del sistema blockchain maturo. I token che superano questi test rientrano nel regime normativo più leggero della CFTC, mentre quelli che non superano rimangono sotto il regime più pesante della SEC.
Il disegno di legge codifica il principio di riclassificazione del mercato secondario, assicurando che i token scambiati su scambi siano trattati come materie prime indipendentemente dal loro status di emissione originale. Inoltre, l’esclusione DeFi fornisce protezione legale per lo sviluppo open-source, mentre le disposizioni Anti-CBDC preservano le banche commerciali come strato intermedio nell’infrastruttura monetaria degli Stati Uniti.
In sintesi, il CLARITY Act rappresenta un passo significativo verso la definizione della regolamentazione crypto negli Stati Uniti per il prossimo decennio o più.
“Il disegno di legge, se diventa legge, rappresenterebbe il pezzo legislativo più significativo della crypto negli Stati Uniti nella storia dell’industria.”