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Cos’è la Proof of Reserves? Come gli Exchange Dimostrano di Detenere le Tue Criptovalute

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Dopo il crollo di FTX

Dopo il crollo di FTX, che ha portato via miliardi di dollari dei clienti, il termine “proof of reserves” è diventato un mantra per ogni exchange. Questa guida spiega cosa prova realmente, cosa viene omesso silenziosamente e come distinguere un’attestazione significativa da un semplice badge di marketing.

Cosa è la Proof of Reserves

La proof of reserves è un metodo crittografico utilizzato da un exchange per dimostrare di detenere effettivamente gli asset crittografici depositati dai suoi clienti. Questo avviene pubblicando prove verificabili delle sue partecipazioni on-chain e, nelle versioni più robuste, confrontandole con le passività. La prima parte di questa definizione è quella che gli exchange amano pubblicizzare; la seconda parte, il confronto con le passività, è ciò che distingue una prova di solvibilità genuina da un grafico rassicurante, ed è dove risiedono molte delle difficoltà.

Il contesto del settore

L’idea è passata da una curiosità di nicchia a uno standard del settore quasi da un giorno all’altro alla fine del 2022, quando FTX, uno dei più grandi exchange al mondo, è crollato, rivelando un buco stimato di otto miliardi di dollari tra ciò che affermava di detenere e ciò che aveva realmente. Nella confusione che ne seguì, ogni exchange sopravvissuto si affrettò a dimostrare di non essere il prossimo FTX, e “proof of reserves” divenne il termine a cui si aggrapparono.

Importanza della Proof of Reserves

Il motivo per cui questo è importante è semplice e scomodo. Quando depositi criptovalute su un exchange centralizzato, generalmente non detieni tu stesso quelle monete; l’exchange le detiene e deve restituirle a te, esattamente come una banca detiene il tuo deposito. Tale accordo funziona solo se l’exchange ha realmente gli asset, li tiene separati dai fondi che scommette o presta e può restituirli su richiesta. FTX ha dimostrato che un exchange può affermare tutto ciò mentre utilizza segretamente i fondi dei clienti per coprire perdite altrove, e che quando la verità emerge, il denaro è andato.

Come funziona la Proof of Reserves

La proof of reserves è il tentativo dell’industria di rendere quel tipo di frode rilevabile in anticipo, sostituendo “fidati di noi” con “verificalo tu stesso”. Se ci riesce dipende interamente da come viene implementata, e il divario tra le versioni forti e deboli è la cosa più importante che questa guida ti insegnerà.

Comprendere un Exchange

Per comprendere la proof of reserves, inizia con ciò che è realmente un exchange dal punto di vista finanziario. Un exchange centralizzato custodisce asset per conto di milioni di utenti, raggruppandoli in portafogli che controlla. Il tuo saldo sullo schermo non è una moneta con il tuo nome sopra; è un’entrata nel database dell’exchange, una promessa che la piattaforma ti deve quell’importo e lo pagherà quando ritiri.

Il fallimento di FTX

Questo è precisamente il fallimento che FTX ha incarnato. Ha preso i depositi dei clienti e li ha canalizzati verso una società di trading affiliata, che li ha persi, mentre i saldi dei conti dei clienti continuavano a mostrare come se il denaro fosse al sicuro.

Prova degli Asset e delle Passività

Il concetto più importante nella proof of reserves è che la vera solvibilità richiede di dimostrare due cose separate, e che un exchange detenga un numero sufficiente di asset è solo una di esse. La prima parte è la prova degli asset: dimostrare che l’exchange controlla una certa quantità di criptovalute nei suoi portafogli. Questa è la parte più facile, perché le blockchain sono pubbliche.

La seconda parte è la prova delle passività: dimostrare l’importo totale che l’exchange deve a tutti i suoi clienti messi insieme. Questa è la parte difficile, ed è quella che le implementazioni deboli saltano. Senza conoscere le passività totali, dimostrare gli asset non significa nulla, perché la solvibilità è un confronto.

Albero di Merkle

La crittografia intelligente nella proof of reserves è principalmente sul lato delle passività, perché dimostrare ciò che un exchange deve senza esporre il saldo privato di ogni cliente è il problema veramente difficile. Lo strumento standard è una struttura chiamata albero di Merkle. Immagina il saldo di ogni cliente come una foglia in fondo a un albero. Ogni foglia è hashata, il che significa che viene elaborata attraverso una funzione crittografica unidirezionale che la trasforma in una stringa fissa di caratteri.

Limitazioni della Proof of Reserves

Anche la proof of reserves più sofisticata ha gravi limitazioni, e comprenderle è ciò che separa un utente informato da qualcuno rassicurato da un segno di spunta. La prima e più dannosa è il problema dello snapshot. La proof of reserves cattura un singolo momento nel tempo. Un exchange con pochi asset potrebbe prendere in prestito fondi, magari da un altro exchange o da un prestatore, tenerli giusto il tempo necessario per superare lo snapshot, dimostrare riserve sane e restituire il denaro preso in prestito il giorno successivo.

Il Ruolo dei Revisori

Poiché la crittografia da sola non può chiudere ogni lacuna, i revisori di terze parti sono diventati centrali per una credibile proof of reserves, e il loro ruolo è sia prezioso che contestato. Un revisore indipendente o una società di verifica specializzata può esaminare i portafogli di un exchange, confermare il controllo degli asset, rivedere la costruzione delle passività e attestare che, al momento esaminato, gli asset superavano le passività di un certo margine.

Conclusione

La proof of reserves è un progresso significativo rispetto al mondo pre-FTX, in cui gli utenti avevano solo fede cieca. Una prova forte, frequente, attestata in modo indipendente e bilaterale riduce davvero il rischio di un’insolvenza nascosta. Allo stesso tempo, è uno strumento ristretto che non può vedere le obbligazioni off-chain, i vincoli o la condotta della direzione che hanno caratterizzato molti fallimenti di exchange.

La cosa più importante da portare via è al di sopra di tutta la crittografia. La proof of reserves riduce la fiducia che devi riporre in un exchange, ma non la elimina, e l’unico modo per rimuovere completamente il rischio di custodia è detenere le proprie chiavi in custodia personale, dove nessun exchange si frappone tra te e le tue monete.

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