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Il CEO di Ripple critica Jamie Dimon di JPMorgan per le sue osservazioni sul Clarity Act

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Le Critiche di Jamie Dimon e la Risposta di Brad Garlinghouse

Il CEO di Ripple, Brad Garlinghouse, ha espresso la sua opinione riguardo alle critiche di Jamie Dimon, il capo di JPMorgan, nei confronti del Clarity Act, una legislazione in fase di approvazione che fornirebbe un quadro normativo per gran parte dell’ecosistema delle criptovalute negli Stati Uniti.

Garlinghouse ha reagito ai recenti commenti di Dimon durante un’intervista con la conduttrice di Fox Business, Maria Bartiromo. In quell’occasione, Dimon aveva criticato anche Brian Armstrong, co-fondatore e CEO di Coinbase, per il suo sostegno al progetto di legge.

“Quello che Jamie Dimon ha fatto è stato un disservizio… perché sta insinuando che questo riduce le preoccupazioni di conformità e rende più facile compiere atti illeciti,” ha dichiarato Garlinghouse in merito ai commenti di Dimon. “Non è affatto vero,” ha aggiunto. “È una rappresentazione intenzionalmente errata o addirittura negligente, che mira a minare il supporto per il Clarity Act.”

Le Motivazioni di Dimon e le Implicazioni del Clarity Act

Il malcontento di Dimon nei confronti del Clarity Act sembra derivare principalmente da una sezione del progetto di legge che consentirebbe agli exchange di criptovalute, come Coinbase, di offrire rendimenti su stablecoin o ricompense agli utenti che mantengono saldi di stablecoin sulle loro piattaforme. Secondo Garlinghouse, questa posizione è motivata dal desiderio di JPMorgan di “mantenere lo status quo” del proprio business e di non affrontare nuovi concorrenti potenziati dal mondo delle criptovalute.

“Jamie Dimon dovrebbe essere chiaro sul fatto che sta cercando di proteggere e approfondire un fossato per un business che è estremamente redditizio per loro,” ha affermato Garlinghouse.

La questione dei rendimenti sulle stablecoin è stata uno dei punti più controversi del Clarity Act, con il lobby bancario che si oppone fortemente a tale misura. Altri, come Armstrong di Coinbase, hanno sottolineato l’importanza della sua inclusione, arrivando a ritirare il supporto per una bozza di legge che non la prevedeva.

Le Dichiarazioni di Dimon e le Prospettive Future

Durante la sua intervista di maggio, Dimon ha affermato che Armstrong è l’unico a combattere per l’inclusione di tale misura, sostenendo che Armstrong e Coinbase stanno spendendo “centinaia di milioni di dollari a Washington” per questo. Dimon ha infine definito l’esecutivo di Coinbase “pieno di contraddizioni.”

Sebbene Garlinghouse riconosca che Armstrong rappresenta Coinbase e non l’intera industria delle criptovalute, ha sottolineato che “l’industria desidera chiarezza e regolamentazione.” Il progetto di legge ha superato un importante voto della Commissione del Senato il mese scorso e ora passerà al Senato per l’approvazione finale.

Le probabilità che il Clarity Act venga firmato in legge quest’anno sono attualmente del 47%, secondo gli utenti del mercato delle previsioni su Polymarket, circa il 18% in meno rispetto a quanto stimato dai predittori la settimana scorsa.