Divieto delle Donazioni in Criptovaluta ai Partiti Politici
Un comitato parlamentare del Regno Unito ha sollecitato un divieto immediato delle donazioni in criptovaluta ai partiti politici. Tuttavia, almeno un esperto del settore avverte che questa mossa potrebbe avere effetti contrari, creando nuovi rischi per la cybersicurezza mentre i legislatori cercano di limitare l’influenza straniera. L’avvertimento arriva mentre il Comitato Congiunto sulla Strategia di Sicurezza Nazionale (JCNSS) ha chiesto nel suo ultimo rapporto un moratorio vincolante sulle donazioni in criptovaluta, descrivendole come un “rischio inutile e inaccettabilmente alto” per l’integrità del sistema di finanziamento politico.
Modifiche al “Representation of the People Bill”
Il comitato bipartisan ha affermato che il governo dovrebbe modificare il “Representation of the People Bill”, che entrerà in fase di commissione mercoledì, per vietare tali donazioni fino a quando non saranno in atto salvaguardie più forti. Questo rapporto fa parte di una spinta più ampia per inasprire le regole sul finanziamento politico in vista delle prossime elezioni generali, in un contesto di crescenti preoccupazioni riguardo al finanziamento illecito e all’interferenza straniera nella politica del Regno Unito.
“Poche cose sono più importanti del mantenere la fiducia nella nostra politica. L’idea pervasiva che i politici possano essere ‘comprati’ attraverso denaro straniero è sempre più corrosiva,” ha dichiarato in una nota il presidente del Comitato Congiunto sulla Strategia di Sicurezza Nazionale, Matt Western MP.
“Il governo deve immediatamente vietare le donazioni politiche effettuate tramite criptovaluta fino a quando non possono essere sviluppate regole ferme,” ha affermato il comitato, avvertendo che “la percezione che il denaro straniero stia plasmando la politica è sempre più corrosiva.”
Rischi Associati alle Nuove Regole
“L’unica cosa che regole KYC più severe per i donatori o un divieto totale realizzeranno è introdurre nuove vulnerabilità nella criptovaluta, costringendo i partiti politici a mantenere dati personali in database centralizzati,” ha dichiarato Kadan Stadelmann, fondatore di Komodo Blockchain ed esperto di cybersicurezza, a Decrypt. “Questo costituisce un enorme honeypot su cui i nemici del Regno Unito si leccano i baffi,” ha aggiunto.
Stadelmann ha citato la violazione del 2024 dei server della campagna del presidente statunitense Donald Trump e gli attacchi del 2016 a Hillary Clinton e al DNC come precedenti. “Questa ‘soluzione’ proposta sarebbe l’invidia dei gruppi di hacking ransomware e di altri attori online malintenzionati,” ha affermato, notando che solo “un’architettura veramente decentralizzata protetta dalla crittografia” potrebbe raggiungere l’obiettivo dichiarato del parlamento.
Opinioni degli Esperti
Le prove presentate al comitato hanno anche evidenziato come gli strumenti di criptovaluta, come mixer, monete di privacy e scambi cross-chain, possano oscurare l’origine dei fondi, mentre l’IA potrebbe consentire “micro-donazioni” automatizzate, che sono grandi donazioni suddivise in numerosi trasferimenti sotto le £500, ciascuno al di sotto della soglia di segnalazione secondo la legge elettorale esistente.
Nel suo rapporto, il comitato ha ascoltato le opinioni di esperti, con Ian Taylor, consigliere del consiglio di CryptoUK, che ha affermato che la criptovaluta può essere trasparente all’interno di sistemi regolamentati, mentre Tom Keatinge, direttore del Centro per la Finanza e la Sicurezza di RUSI, ha avvertito che un divieto potrebbe spingere l’attività all’estero senza affrontare i rischi sottostanti.
Conclusioni del Rapporto
Il rapporto ha concluso che, sebbene la criptovaluta possa fornire trasparenza e tracciabilità, l’attuale supervisione è inadeguata, avvertendo che “l’opportunità di eludere le regole è troppo alta.” Lo scorso anno, il Reform UK, l’unico grande partito del Regno Unito ad accettare donazioni in criptovaluta da giugno, ha attirato l’attenzione dopo aver ricevuto una donazione record di $12 milioni (£9 milioni) da parte dell’investitore legato a Tether, Christopher Harborne, suscitando richieste di indagine da parte dei Liberal Democrats e del Labour, che hanno anche contattato la Financial Conduct Authority.
All’inizio di questo mese, la deputata del Labour Rushanara Ali ha definito le donazioni in criptovaluta un vettore per “l’interferenza straniera nella nostra democrazia,” citando tattiche come micro-donazioni e l’uso di più portafogli per eludere le regole di divulgazione.