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Il divieto degli strumenti di privacy nelle criptovalute sarebbe controproducente, avverte un think tank del Regno Unito

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Rapporto del RUSI sulla Privacy nella Crypto

Un rapporto del think tank di difesa e sicurezza più antico del mondo ha messo in guardia contro il divieto degli strumenti di privacy basati su blockchain, sostenendo che una proibizione totale porterebbe semplicemente a un aumento dell’uso di servizi non conformi da parte di attori illeciti.

Necessità di Bilanciare Conformità e Privacy

Nel documento intitolato ‘Tecnologie per il miglioramento della privacy nell’industria crypto’, il Royal United Services Institute (RUSI), con sede a Londra, ha evidenziato la necessità di bilanciare gli obiettivi di conformità con il crescente ruolo dei protocolli e delle piattaforme legate alla privacy nel settore delle criptovalute.

Il rapporto osserva che la crescente domanda di soluzioni per la privacy proviene attualmente da quattro fonti legittime:

  • Individui ed entità che desiderano evitare di essere presi di mira da hacker;
  • Preoccupazioni per la privacy di fronte all’estrazione di dati legati all’intelligenza artificiale da parte delle aziende;
  • La privacy nelle attività commerciali di criptovalute;
  • Riduzione del rischio che individui ad alto patrimonio netto e/o prominenti vengano presi di mira da criminali o governi autoritari.

Discussioni e Raccomandazioni

Basato su discussioni a tavola rotonda convocate dal Ministero dell’Interno del Regno Unito e dal National Economic Crime Centre nel luglio 2025, il rapporto evidenzia diverse tecnologie di privacy basate su blockchain, tra cui prove a conoscenza zero, stablecoin riservate e pool di privacy.

“I partecipanti hanno evidenziato che vietare la tecnologia porterebbe gli attori illeciti a utilizzare servizi non regolamentati,” si legge nel rapporto.

Invece, i partecipanti alla tavola rotonda hanno concordato sul valore di espandere la collaborazione tra funzionari e fornitori, e di utilizzare tecnologie per il miglioramento della privacy per supportare le pratiche delle forze dell’ordine e migliorare la rilevazione di attività illecite.

Collaborazione tra Settore Pubblico e Privato

L’autore del rapporto, la Fellow Associata del RUSI Allison Owen, ha dichiarato a Decrypt che è importante che i responsabili politici e le agenzie di enforcement lavorino insieme agli sviluppatori per garantire che le soluzioni per la privacy integrino funzionalità di conformità.

“Dalla tavola rotonda, è chiaro che le aziende partecipanti che integrano PET e funzionalità di conformità sono disposte a collaborare con il settore pubblico,” ha affermato.

Pur accettando che ci saranno sempre individui con cattive intenzioni, Owen ha sottolineato che questo non dovrebbe offuscare la possibilità che attori responsabili utilizzino la tecnologia a beneficio della società.

Usi Legittimi delle Soluzioni per la Privacy

Infatti, il rapporto si concentra quasi esclusivamente sugli usi legittimi delle soluzioni per la privacy, evidenziando la loro utilità nel contesto degli sempre più frequenti “attacchi con chiavi da $5”, che nel 2025 hanno causato perdite record di $41 milioni.

Discute anche altri fattori che guidano l’uso, come le aziende di criptovalute che desiderano mantenere riservati gli stipendi basati su crypto, così come mantenere le loro pratiche commerciali e i flussi di fondi privati dai concorrenti.

Basato su tali pratiche, i partecipanti alla tavola rotonda hanno generalmente ritenuto che i meccanismi per il miglioramento della privacy continueranno a crescere, con le prove a conoscenza zero in particolare che verranno integrate sempre di più nelle pratiche commerciali entro la fine di quest’anno.

Conclusioni e Prospettive Future

Tuttavia, nonostante questo ottimismo, Owen stessa ha dichiarato a Decrypt che è necessaria una collaborazione estesa tra sviluppatori e settore pubblico prima che la fiducia nelle soluzioni di privacy legate alle crypto raggiunga una massa critica.

“Costruire fiducia attraverso l’integrazione di funzionalità di conformità espanderà infine l’uso della tecnologia,” ha detto. “La tavola rotonda riflette un passo avanti nel promuovere queste discussioni su come bilanciare conformità e privacy degli utenti.”