Accordo tra il Maine e Bitcoin Depot
I regolatori del Maine hanno raggiunto un accordo di 1,9 milioni di dollari con Bitcoin Depot, risolvendo un’indagine di due anni sulle perdite legate a truffe connesse ai chioschi di criptovaluta dell’azienda e restituendo fondi ai consumatori truffati da malintenzionati.
Dettagli dell’accordo
L’accordo di consenso, annunciato lunedì dal Maine Bureau of Consumer Credit Protection, richiede a Bitcoin Depot di risarcire i residenti del Maine per le transazioni fraudolente effettuate attraverso le sue macchine. Come parte dell’accordo, all’azienda è stata concessa anche una licenza di trasmettitore di denaro, che le consente di operare legalmente nello stato, sebbene il Maine non sia elencato tra le sue sedi attive sul sito web dell’azienda.
“Sono grata che il nostro Bureau of Consumer Credit Protection abbia ottenuto questo accordo, che restituirà denaro nelle tasche delle persone del Maine truffate da malintenzionati,” ha dichiarato il Governatore Janet Mills in una nota, esortando i residenti a parlare con i propri cari per evitare schemi di frode sempre più sofisticati.
Statistiche sulle truffe
Gli americani hanno segnalato perdite per 246 milioni di dollari legate agli ATM di criptovaluta nel 2024, un aumento del 99% rispetto all’anno precedente, secondo i dati dell’FBI, con circa il 43% di queste perdite riguardanti vittime di età superiore ai 60 anni.
I truffatori spesso indirizzano le vittime a prelevare contante, convertirlo in criptovaluta presso i chioschi e inviare fondi a malintenzionati che si spacciano per funzionari governativi, aziende o lavoratori di supporto tecnico.
Critiche e regolamentazioni
Negli Stati Uniti ci sono oltre 30.000 chioschi di criptovaluta. Questi chioschi hanno attirato un’attenzione crescente, mentre legislatori, regolatori e governi locali si muovono per limitarne l’uso. I critici sostengono che la natura irreversibile delle transazioni in criptovaluta e le strutture tariffarie poco trasparenti espongano i consumatori, in particolare gli anziani, a rischi elevati.
Gli operatori, d’altra parte, sostengono che i chioschi forniscono un accesso legittimo agli asset digitali per gli utenti di contante.
Iniziative normative
L’azione del Maine segue una serie di iniziative normative e legali in altre giurisdizioni. I procuratori generali dell’Iowa e di Washington, D.C., hanno citato in giudizio i principali operatori—Bitcoin Depot e CoinFlip in Iowa, e Athena Bitcoin a Washington, D.C.—contestando le commissioni nascoste e le inadeguate protezioni per i consumatori.
A livello federale, il Senatore Dick Durbin dell’Illinois ha introdotto lo scorso anno una legislazione mirata a limitare le transazioni e a obbligare i rimborsi per le vittime di frodi, mentre diversi stati hanno emanato o proposto limiti, requisiti di licenza e divulgazioni di avvertimento.
A giugno dello scorso anno, il Maine stesso ha introdotto una legislazione di emergenza, “Una legge per regolare i chioschi di valuta virtuale,” che limita gli importi delle transazioni giornaliere, fissa un tetto alle commissioni e fornisce un ricorso per i consumatori.
Situazione internazionale
A livello internazionale, la Nuova Zelanda ha vietato completamente gli ATM di criptovaluta come parte degli sforzi per combattere la finanza criminale, mentre il Regno Unito richiede la registrazione presso la Financial Conduct Authority, che fino ad oggi non ha concesso approvazione a nessun operatore.
Informazioni su Bitcoin Depot
Bitcoin Depot, fondata nel 2016 e ora guidata dal Presidente Scott Buchanan dopo che il fondatore Brandon Mintz si è dimesso da CEO all’inizio di quest’anno, gestisce oltre 9.000 chioschi in Nord America e ha anche chioschi in Australia, Canada, Hong Kong e Messico. In base all’accordo del Maine, l’azienda ha accettato di conformarsi pienamente alle leggi statali sulla protezione dei consumatori.
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