Veto del Presidente Polacco sulle Regolamentazioni delle Criptovalute
Il presidente polacco Karol Nawrocki ha posto il veto a un secondo tentativo del governo di regolamentare le aziende di criptovalute nell’ambito del framework “Markets in Crypto Assets” (MiCA) dell’Unione Europea, approfondendo l’incertezza per le aziende locali di asset digitali e spingendo alcune di esse a considerare la possibilità di ottenere licenze in altri paesi dell’UE.
Motivazioni del Veto
Nawrocki ha respinto il disegno di legge a metà febbraio 2026, affermando che era troppo simile a una versione precedente che aveva bloccato nel dicembre 2025. La legge proposta avrebbe conferito all’Autorità di Vigilanza Finanziaria Polacca (KNF) la responsabilità di supervisionare i mercati delle criptovalute in linea con il MiCA. Tuttavia, dopo due tentativi, il presidente ha concluso che la legislazione presentava ancora difetti significativi.
“La legislazione presentava ancora difetti significativi”
Il rifiuto ripetuto lascia la Polonia senza un chiaro percorso interno per le aziende di criptovalute per ottenere una licenza MiCA, mettendo così le aziende polacche in una posizione di svantaggio competitivo rispetto ai colleghi negli stati dell’UE che hanno già adottato misure attuative.
Dettagli del Disegno di Legge Bocciato
Il disegno di legge bocciato era progettato per allineare formalmente le regole della Polonia con il MiCA, il regolamento dell’UE che entrerà in vigore completamente a metà 2026. Esso delineava i requisiti per la segnalazione, la supervisione e le sanzioni per la non conformità, e dava potere alla KNF di monitorare le attività dei fornitori di servizi di asset crittografici.
Il Parlamento ha apportato una modifica significativa rispetto alla bozza precedente, riducendo il limite sulle tasse annuali di supervisione imposte dalla KNF dallo 0,4% dei ricavi allo 0,1%. I legislatori hanno affermato che la riduzione avrebbe reso la Polonia più attraente per le imprese. Tuttavia, Nawrocki ha dichiarato che la diminuzione della tassa non affrontava quelli che ha descritto come problemi strutturali più profondi nel testo.
Preoccupazioni e Conseguenze
Il presidente ha anche ribadito le sue preoccupazioni riguardo alle ambiguità nei poteri di enforcement e ai potenziali conflitti legali con la legislazione polacca esistente. Il suo ufficio ha esortato i legislatori e il governo a rivedere il disegno di legge in modo più approfondito prima di rimandarlo.
Il fallimento della Polonia nell’attuare una regolamentazione allineata al MiCA ha già avuto effetti sulle aziende locali di criptovalute. Un vice ministro delle finanze ha avvertito che, senza un’autorità di vigilanza ufficiale designata entro il 1° luglio 2026, le aziende potrebbero essere escluse dalla registrazione in Polonia sotto il regime del MiCA.
Di conseguenza, alcune aziende di criptovalute polacche stanno esplorando la possibilità di ottenere licenze in altre giurisdizioni dell’UE, come Lituania, Malta e Francia, dove i regolatori si sono mossi più rapidamente per attuare le linee guida del MiCA. Ottenere una licenza dell’UE al di fuori della Polonia consentirebbe a queste aziende di continuare a servire i clienti dell’UE senza interruzioni legali.
Prospettive Future
I funzionari governativi non hanno escluso un altro tentativo di approvare una legge sulle criptovalute rivista, ma superare un veto presidenziale richiede una maggioranza dei tre quinti in Parlamento, un obiettivo difficile nel clima politico frammentato della Polonia. Gli analisti affermano che è necessaria un’azione rapida se Varsavia spera di mantenere un mercato interno competitivo per le aziende di asset digitali.