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Il problema di governance che Bitcoin non ha mai risolto | Opinione

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Introduzione a Bitcoin

Quando Bitcoin (BTC) è entrato per la prima volta nel mondo, lo ha fatto con un’aria di definitività, come se un enigma intellettuale di lunga data fosse stato risolto. Finalmente, un sistema monetario capace di funzionare senza appelli alla fiducia o all’autorità. Il registro poteva essere verificato da chiunque. Le regole erano fisse. La macchina di emissione e regolamento operava senza riguardo per confini, istituzioni o discrezione umana.

Il Problema della Governance

Eppure, sotto quel trionfo si celava un’omissione più sottile, che si sarebbe rivelata solo quando Bitcoin sarebbe passato dai margini alla sfera istituzionale. Bitcoin ha risolto il problema del consenso, ma ha lasciato intatto il problema della governance.

Per gli individui, questa omissione può sembrare liberatoria. Possedere Bitcoin significa detenere uno strumento il cui controllo è preciso e non negoziabile. La chiave privata è sia il gateway che il guardrail. La rete non riconosce gerarchie, catene di comando o organigrammi. Riconosce solo la prova crittografica che un dato attore ha l’autorità di muovere una certa somma.

Le Organizzazioni e la Governance

Tuttavia, le organizzazioni non possono operare in termini così austeri. La loro esistenza è basata sulla responsabilità condivisa, su processi verificabili e su un registro di azioni che può resistere a controlli interni. Funzionano attraverso sistemi di autorità delegata e supervisione di routine. Le decisioni devono essere documentate, le approvazioni devono essere giustificate e la recuperabilità deve essere assicurata.

Il Ruolo dei Custodi

In assenza di un modello di governance nativo, le istituzioni si sono rivolte ai custodi. È stata una deviazione prevedibile. I custodi promettevano di tradurre il minimalismo rigido di Bitcoin in qualcosa di più consonante con la vita aziendale. Hanno creato documenti di policy, offerto assicurazioni, prodotto rapporti di attestazione e parlato il linguaggio dei regolatori e degli officer del rischio.

Il dilemma, tuttavia, è che la governance custodiale rimane opaca. Le parti esterne possono raramente vedere come l’autorità è distribuita all’interno di queste istituzioni.

Il Paradosso della Governance

L’organizzazione che credeva di aver esternalizzato il proprio rischio scopre invece di aver esternalizzato la propria visibilità. Il problema più profondo non è che i custodi abbiano commesso errori, ma che il controllo custodiale non può mai allinearsi completamente con i principi che rendono Bitcoin distintivo.

La Necessità di Visibilità nella Governance

Questo è il divario di governance. Non è né un capriccio filosofico né un inconveniente temporaneo. È un disallineamento strutturale tra il design di Bitcoin e le realtà operative delle organizzazioni che cercano di adottarlo. Si manifesta nelle domande più semplici:

  • Chi controlla i fondi?
  • Come viene determinata quell’autorità?
  • Cosa succede quando una chiave viene persa o quando un dirigente senior se ne va?
  • Come può un revisore, un assicuratore o un comitato di consiglio verificare che l’organizzazione che supervisionano sia effettivamente in controllo dell’asset di cui riporta nel proprio bilancio?

Conclusione

Bitcoin è iniziato come un esperimento di autorità decentralizzata. Il suo prossimo capitolo potrebbe dipendere dalla capacità delle istituzioni umane di imparare a creare un’autorità che sia decentralizzata, ma comunque comprensibile. In questo senso, la sfida più grande che Bitcoin affronta ora non è quella del codice, ma quella della governance: la difficoltà più antica e persistente nell’organizzazione degli affari umani.

Kevin Loaec