Divieto sulle Donazioni in Criptovaluta
Il Primo Ministro del Regno Unito, Keir Starmer, ha annunciato un immediato divieto sulle donazioni in criptovaluta ai partiti politici britannici, a seguito di una revisione indipendente volta a contrastare l’influenza finanziaria straniera nella politica del Regno Unito, come riportato dalla Press Association.
Dettagli del Divieto
Il divieto, attivato dalla revisione Rycroft commissionata dal governo, si applica a donazioni di qualsiasi importo e sarà retroattivo per tutte le donazioni in criptovaluta ricevute a partire da oggi. I partiti politici avranno 30 giorni per restituire qualsiasi criptovaluta ricevuta una volta che la legislazione sarà approvata; in caso contrario, saranno previste sanzioni penali.
Limitazioni sulle Donazioni dall’Estero
La revisione ha anche raccomandato che le donazioni dall’estero da parte di cittadini britannici residenti all’estero e ancora iscritti nel registro elettorale siano limitate a 100.000 sterline all’anno. Le nuove regole saranno inserite nel “Representation of the People Bill”, attualmente in fase di approvazione in Parlamento.
Reform UK e Criptovalute
Fino ad oggi, l’unico grande partito politico nel paese ad accettare donazioni in criptovaluta è Reform UK. Secondo i rapporti, il partito ha ricevuto la prima donazione in criptovaluta del Regno Unito nell’ottobre 2025, sebbene non sia stata fatta alcuna dichiarazione alla Commissione Elettorale.
Il leader di Reform UK, Nigel Farage, si è posizionato come un “campione” della criptovaluta, chiedendo una riduzione delle tasse sulle plusvalenze per le criptovalute e la creazione di una riserva nazionale di Bitcoin.
Reazioni all’Annuncio
Durante l’annuncio del divieto, i membri di Reform UK avrebbero lasciato il Parlamento, mentre Starmer ha lanciato una frecciatina a Farage, suggerendo che “c’è solo un leader di partito che ha dimostrato di dire qualsiasi cosa, indipendentemente da quanto divisiva, se viene pagato per farlo.”
Considerazioni Finali
Philip Rycroft, l’ex alto funzionario che ha redatto la revisione, si è astenuto dal chiedere un divieto permanente sulle donazioni in criptovaluta. Nella revisione, ha scritto che un divieto “non dovrebbe essere visto come un preludio a un divieto totale e permanente,” ma come un “interludio” per consentire all’ambiente normativo di recuperare il terreno rispetto ai cryptoasset e raccogliere l’expertise necessaria per garantire l'”uso sicuro dei cryptoasset nel processo politico.”