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Il tribunale ordina il ritorno di 94.000 BTC a Bitfinex, stabilendo un precedente per i diritti delle vittime nel settore delle criptovalute

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Bitfinex e il Ritorno dei Bitcoin Sequestrati

Bitfinex sta per riavere una parte significativa del suo passato, poiché un tribunale statunitense ha ordinato il ritorno di oltre 94.000 bitcoin sequestrati, trasformando un hack del 2016 in un test pratico dei diritti di proprietà nel settore delle criptovalute.

Il Caso Giudiziario

Un tribunale federale degli Stati Uniti ha stabilito che oltre 94.000 bitcoin sequestrati in relazione all’hack di Bitfinex del 2016 devono essere restituiti all’exchange come risarcimento, dopo che i pubblici ministeri e gli avvocati della difesa hanno concordato un accordo di risarcimento volontario legato agli accordi di patteggiamento di Ilya Lichtenstein e Heather “Razzlekhan” Morgan.

Secondo i documenti del tribunale citati da BitcoinNews e Brave New Coin, l’ordine copre 94.643 BTC, insieme a piccole quantità di asset fork come Bitcoin Cash, Bitcoin SV e Bitcoin Gold, tutti recuperati dalle forze dell’ordine statunitensi da portafogli controllati da Lichtenstein e Morgan.

Il Dipartimento di Giustizia aveva precedentemente rivelato che gli agenti avevano sequestrato oltre 94.000 BTC – all’epoca del valore di circa 3,6 miliardi di dollari – dopo aver ottenuto le chiavi private di un portafoglio che aveva ricevuto 119.754 BTC rubati nella violazione del 2016. TRM Labs ha successivamente osservato che, grazie a ulteriori sequestri e all’apprezzamento dei prezzi, il governo ha recuperato in totale circa 10 miliardi di dollari in asset tra BTC, ETH, stablecoin e altre partecipazioni collegate al caso.

Il Punto Legale Chiave

Il punto legale chiave è chi possa essere considerato “vittima”. I pubblici ministeri hanno sostenuto, ai sensi del Mandatory Victims Restitution Act, che per i specifici reati di riciclaggio di denaro in questione, i clienti di Bitfinex non si qualificavano più come vittime poiché l’exchange li aveva già risarciti dopo l’hack.

Nel 2016, Bitfinex ha imposto un taglio del 36% su tutti i saldi degli utenti, quindi ha emesso token BFX che potevano essere riscattati per contante o convertiti in azioni della sua società madre iFinex; tutti i BFX sono stati riscattati entro otto mesi. Con quel risarcimento completato, il DOJ ha comunicato al tribunale che non c’era effettivamente “nessuna vittima” rimasta nel senso ristretto del decreto, aprendo la strada affinché Bitfinex stesso ricevesse le monete sequestrate tramite risarcimento volontario.

Utilizzo dei Bitcoin Restituiti

Bitfinex ha dichiarato che intende utilizzare l’80% dei bitcoin restituiti per riacquistare e bruciare i token di recupero emessi dopo l’hack, rimuovendoli dalla circolazione in un periodo di circa 18 mesi. Questo trasforma il risarcimento in un evento di ristrutturazione del capitale: un grande afflusso irregolare di BTC che, se eseguito come promesso, riduce i token di tipo passivo in circolazione e stringe il legame tra il bilancio dell’exchange e le monete recuperate.

Implicazioni per il Settore delle Criptovalute

Più in generale, la sentenza viene letta come un precedente sui diritti di proprietà nel settore delle criptovalute. Commentando il caso, un creditore di FTX lo ha descritto come una “sentenza chiara che i diritti di proprietà delle criptovalute sono riconosciuti negli Stati Uniti,” e ha sostenuto che i clienti degli exchange insolventi dovrebbero essere trattati in modo simile quando vengono recuperati grandi pool di asset.

Combinato con i precedenti sequestri del governo statunitense – oltre 94.000 BTC recuperati tramite tracciamento on-chain, e successivi hack di portafogli controllati dallo stato stesso – la saga di Bitfinex sottolinea come i registri blockchain trasparenti ma durevoli possano sia consentire il risarcimento che creare nuove superfici di attacco una volta che gli attori statali prendono custodia.

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