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Jane Street citata in giudizio per presunto insider trading di 134 milioni durante il crollo di Terra

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La causa di insider trading contro Jane Street

I liquidatori di Terraform Labs hanno accusato Jane Street di insider trading che avrebbe fruttato 134 milioni di dollari durante l’implosione di Terra/LUNA di maggio 2022. Secondo il ricorso depositato presso il Southern District di New York, Jane Street “ha utilizzato informazioni materiali non pubbliche ottenute da insider di Terraform per anticipare eventi che muovono il mercato” e uscire dalle posizioni mentre gli investitori ordinari rimanevano esposti a UST e LUNA in crollo.

L’amministratore che sta liquidando Terraform Labs ha intentato una causa federale accusando Jane Street, il suo co-fondatore Robert Granieri e i trader Bryce Pratt e Michael Huang di insider trading legato al crollo di Terra. Il ricorso sostiene che Jane Street ha coordinato i suoi scambi di UST attraverso una chat privata su Telegram ed ha eseguito una vendita di 85 milioni di UST il 7 maggio 2022, pochi minuti dopo che istruzioni riservate erano state impartite per ritirare liquidità da un pool chiave.

Le conseguenze e il contesto del crollo

L’amministratore del piano di Terraform sostiene che questi scambi facevano parte di uno schema più ampio che ha generato profitti illegittimi mentre la stablecoin algoritmica di Terra ha perso il suo peg e l’ecosistema si è disintegrato in pochi giorni. La causa colloca il trading di Jane Street direttamente all’interno di uno degli episodi più distruttivi della storia delle criptovalute, descrivendo il fallimento di Terra come un crollo di 40 miliardi di dollari che ha innescato liquidazioni a cascata e ha contribuito a una crisi di credito più ampia nei mercati degli asset digitali.

Il ricorrente sta cercando di recuperare i 134 milioni di dollari presunti più danni aggiuntivi da Jane Street e dai suoi dirigenti, sostenendo che i loro scambi “hanno accelerato il declino” di Terraform drenando liquidità e accelerando il panico.

La difesa di Jane Street e il dibattito legale

Jane Street ha categoricamente negato le accuse e ha chiesto a un tribunale di Manhattan di archiviare il caso. Nel suo ricorso per il rigetto, l’azienda sostiene che l’amministratore “non identifica alcuna informazione materiale non pubblica che Jane Street avrebbe presumibilmente ricevuto” e che il ricorso “ammette che la più grande vendita di UST di Jane Street si è verificata dieci minuti dopo che la presunta informazione materiale non pubblica era visibile al mercato”, rendendola “auto-contraddittoria nei suoi stessi termini”.

L’azienda di trading inquadra inoltre la causa come un tentativo di colmare il buco di Terra utilizzando il bilancio di terzi.

“Questa causa è un disperato tentativo di perseguire fondi dove nessuno è dovuto. Le perdite subite dai detentori di LUNA e UST sono il risultato diretto della frode multimiliardaria perpetrata dalla leadership di Terraform Labs, non dalle azioni di Jane Street.”

Jane Street ha dichiarato al tribunale di aver semplicemente “venduto un investimento in deterioramento” mentre i segni pubblici del fallimento di Terra si moltiplicavano, insistendo sul fatto che le aziende sofisticate e i trader retail stavano reagendo alle stesse informazioni mentre il peg si rompeva.

L’intersezione tra struttura di mercato e responsabilità

Il caso si trova ora all’intersezione tra la realtà della struttura di mercato e il capro espiatorio post-crollo: un’azienda di trading ad alta frequenza che ha tratto profitto muovendosi velocemente e un liquidatore che cerca di inquadrare quella velocità come accesso illecito a informazioni privilegiate. Indipendentemente dall’esito, la causa assicura che la battaglia forense su chi ha veramente accelerato la distruzione di 40 miliardi di dollari di Terra—Terraform stesso, Jane Street o una combinazione di entrambi—si svolgerà in tribunale aperto piuttosto che solo nella memoria collettiva della comunità crypto.