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La Cina Attua una Nuova Repressione delle Criptovalute

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Nuovo Mandato della Banca Popolare Cinese

La Banca Popolare Cinese (PBOC) ha emesso un nuovo mandato completo volto a sradicare i rischi emergenti nel settore degli asset digitali, in collaborazione con altri sette ministeri governativi. Secondo quanto riportato da Sina, una importante pubblicazione con sede a Pechino, l’avviso, intitolato “Avviso per Ulteriori Misure di Prevenzione e Gestione dei Rischi Relativi alle Valute Virtuali“, è stato rilasciato congiuntamente dalla PBOC, dalla Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma (NDRC), dal Ministero della Pubblica Sicurezza e dalla Commissione per la Regolamentazione dei Titoli della Cina (CSRC), tra gli altri.

Divieti e Regolamentazioni

È stato stabilito che condurre attività commerciali relative alle valute virtuali all’interno della Cina costituisce un’attività finanziaria illegale ed è severamente vietato. Inoltre, è stato istituito un meccanismo di coordinamento per combattere l’hype del trading di valute virtuali, con l’obiettivo di ripulire e rettificare continuamente il caos nel settore.

L’avviso afferma esplicitamente che “le entità nazionali e le entità offshore da esse controllate” sono vietate dall’emissione di valute virtuali all’estero senza l’esplicito consenso delle autorità competenti.

Sottolinea che nessuna unità o individuo, nazionale o straniero, può emettere stablecoin ancorate al Renminbi all’estero senza l’approvazione dei dipartimenti competenti. L’avviso ribadisce la politica proibitiva sul mining di valute virtuali all’interno della Cina, con la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma che guiderà il rigoroso controllo delle attività di mining.

Storia delle Regolamentazioni in Cina

Dal 2013, la Cina ha emesso numerosi decreti che limitano gli asset digitali, ognuno dei quali è stato presentato come un colpo finale. Nel 2017, la seconda economia mondiale ha vietato gli exchange di criptovalute, causando un crollo massiccio. Nel 2021, la Cina ha vietato il mining di criptovalute, costringendo la “Grande Migrazione” del tasso di hash verso gli Stati Uniti.

All’inizio di dicembre 2025, la PBOC ha rilasciato una dichiarazione promettendo di intensificare la sua repressione sulle valute virtuali, mirando specificamente alle stablecoin.