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La Cina formalizza un divieto totale sul trading di criptovalute e sulla tokenizzazione degli asset reali (RWA)

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Blocco delle Attività di Trading di Criptovalute in Cina

La Cina ha deciso di bloccare praticamente tutte le attività di trading di criptovalute e di tokenizzazione degli asset reali (RWA), emettendo un nuovo avviso che dichiara tali operazioni come attività finanziarie illegali, estendendo la responsabilità a tutta la catena di servizi.

Comunicazione della Banca Popolare Cinese

Il comunicato congiunto della Banca Popolare Cinese (PBoC) e di altri sette ministeri afferma chiaramente che “la valuta virtuale non ha lo stesso status legale della moneta a corso legale” e che token come Bitcoin, Ether, Tether non hanno compensazione legale e non possono essere utilizzati come valuta nel mercato.

Attività Commerciali Illegali

Tutte le “attività commerciali legate alla valuta virtuale” — inclusi scambi fiat-crypto, trading crypto-crypto, market-making, intermediazione informativa, emissione di token e prodotti finanziari legati alle criptovalute — “sono attività finanziarie illegali” e devono essere “strettamente proibite” e “risolutamente bandite.”

Tokenizzazione degli Asset Reali

La tokenizzazione degli asset reali è inclusa nello stesso insieme di rischi. Le autorità definiscono la tokenizzazione RWA come la conversione dei diritti di proprietà o di reddito in token per l’emissione e il trading, e avvertono che tali attività in Cina “saranno proibite” a meno che non siano esplicitamente approvate su infrastrutture finanziarie designate.

Divieti per Entità Offshore

Anche le entità offshore sono vietate dal “fornire illegalmente… servizi legati alla tokenizzazione RWA” agli utenti onshore. L’avviso indurisce il quadro multi-agenzia delineato per la prima volta nel Yinfa No. 237 del 2021, che ha etichettato le attività chiave delle criptovalute come illegali e ha vietato agli scambi offshore di servire i clienti della terraferma.

Restrizioni per Istituzioni Finanziarie

Le istituzioni finanziarie e le aziende di pagamento ora non possono aprire conti, trasferire fondi, regolare, custodire o assicurare alcun prodotto legato agli asset virtuali. Le piattaforme internet non possono fornire “luoghi di affari online, esposizioni commerciali, marketing, acquisto di traffico o promozione a pagamento” per servizi di criptovalute o RWA e devono aiutare a chiudere siti web, app e account pubblici pertinenti.

Campagna contro il Mining

Pechino rinnova anche la sua campagna contro il mining, ordinando alle province di “identificare e chiudere in modo completo i progetti di ‘mining’ di valuta virtuale esistenti” e “proibire rigorosamente” qualsiasi nuova capacità.

Principio di Regolamentazione

Sulla strutturazione offshore, i regolatori applicano un principio di “stessa attività, stesso rischio, stesse regole”: le entità domestiche e i veicoli all’estero che controllano non possono emettere valute virtuali o condurre cartolarizzazioni in stile RWA basate su asset onshore senza previa approvazione, deposito o registrazione.

Impatto sul Mercato delle Criptovalute

Il divieto arriva in un mercato in cui i trader globali continuano a trattare gli asset digitali come un rischio macro ad alta beta. Bitcoin (BTC) scambia vicino a $66,005, in calo di circa il 7,9% nelle ultime 24 ore. Ethereum (ETH) cambia mani intorno a $1,890, in calo di circa l’11,6% nel giorno. Solana (SOL) si attesta vicino a $77,8, in calo di circa il 15,4% in termini di 24 ore.

Conclusione

L’avviso entra in vigore immediatamente e abroga simultaneamente il famoso comunicato del 2021 sulla speculazione delle valute virtuali, segnalando che la posizione della Cina è passata da repressioni episodiche a un regime durevole e ad alta pressione progettato per “mantenere l’ordine economico e finanziario e la stabilità sociale” e non lasciare alcuna zona grigia per esperimenti con criptovalute o RWA.