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La polizia australiana sequestra 4,1 milioni di dollari in Bitcoin in una grande operazione contro il dark web

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Sequestro di Bitcoin da parte della Polizia del New South Wales

Un raid condotto dalla polizia del New South Wales, guidato da esperti di cripto-forense, ha portato al sequestro di 52,3 BTC, mentre le normative del 2026 di AUSTRAC stringono il cappio sulle piattaforme di scambio collegate al darknet e sui VASP debolmente regolamentati.

Dettagli dell’Operazione

La polizia del New South Wales ha dichiarato di aver sequestrato 52,3 bitcoin collegati ad attività di mercato del darknet, descrivendo il bottino come uno dei più grandi sequestri di criptovalute di questo tipo in Australia. In un comunicato ufficiale, la Cybercrime Squad ha affermato che gli investigatori hanno eseguito un mandato di perquisizione in una casa a Ingleburn, a sud-ovest di Sydney, il 4 maggio, recuperando dispositivi elettronici che contenevano 52,3 bitcoin, valutati circa 5,7 milioni di dollari AUD al momento del sequestro, ovvero circa 4,1 milioni di dollari USD.

Indagine e Arresti

L’operazione ha concluso un’indagine di 15 mesi sotto la Strike Force Andalusia, istituita nel settembre 2024 per tracciare un sostanziale portafoglio bitcoin ritenuto contenere proventi da transazioni di mercato del darknet. Secondo quanto riportato da Dark Web Informer, la pista è iniziata con un raid nel maggio 2025 a Surfside, sulla costa sud del NSW, dove gli investigatori hanno sequestrato circa 7,2 grammi di cocaina, diversi dispositivi e circa 47.000 dollari in criptovaluta, portandoli infine a due uomini di 39 e 41 anni che avrebbero controllato un portafoglio molto più grande.

Yahoo News Australia riporta che entrambi gli uomini sono stati ora accusati per presunti ruoli nella fornitura di droghe proibite e nel trasferimento di oltre 100.000 dollari in criptovaluta legati al dark web.

Implicazioni e Regolamentazioni Future

La polizia sostiene che i fondi siano collegati a un mercato online che facilita la vendita di droghe e armi illecite, e afferma che il lavoro forense ha comportato un ampio tracciamento dei portafogli e il collegamento delle attività on-chain a identità nel mondo reale. L’operazione di Ingleburn, supportata dalla Public Order and Riot Squad, viene considerata internamente come un modello per future indagini guidate da cripto-forense sui mercati del darknet.

Il sequestro avviene mentre l’agenzia di intelligence finanziaria australiana AUSTRAC stringe il suo regime anti-riciclaggio attorno agli asset digitali. A marzo, AUSTRAC ha emesso linee guida aggiornate sui “servizi designati per asset virtuali”, confermando che gli scambi, i broker, i fornitori di custodia e altri VASP con un collegamento australiano avranno pieni obblighi AML/CTF a partire dal 1° luglio 2026, inclusi la due diligence sui clienti, la segnalazione e il monitoraggio delle transazioni in corso.

Truth Technologies osserva che le modifiche alle regole AML/CTF di AUSTRAC del 2026 introducono nuove scadenze ed espandono la cosiddetta copertura “Tranche 2” a avvocati, commercialisti, agenti immobiliari e gioiellieri, richiedendo esplicitamente ai fornitori di servizi di asset virtuali di implementare la regola di viaggio FATF per i trasferimenti di criptovaluta a partire dal 1° luglio 2026.

Un’analisi separata di AMLWatcher evidenzia che AUSTRAC ha anche creato un registro pubblico per i VASP e rimosso entità inattive, mirando a prevenire che operazioni di facciata vengano utilizzate per riciclare fondi del darknet.

Conclusioni

Per il mercato delle criptovalute, il sequestro del NSW rappresenta un ulteriore dato in una tendenza globale: le forze dell’ordine stanno migliorando nel tracciare i flussi di bitcoin, mentre i regolatori chiudono simultaneamente le lacune che una volta permettevano ai fondi collegati al darknet di sfuggire a scambi poco regolamentati. Con l’entrata in vigore delle nuove regole australiane, le piattaforme offshore che servono utenti locali senza controlli robusti KYC e della regola di viaggio troveranno più difficile operare nella zona grigia che ha reso possibili casi come quello della Strike Force Andalusia.

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