Operazione della Polizia Italiana contro la Mafia
La polizia italiana ha smantellato una presunta banca sotterranea gestita dalla mafia, che operava dietro un’attività di noleggio auto vicino a Milano. L’operazione ha portato alla scoperta di oltre 110 milioni di euro in fatture false e al trasferimento di circa 68 milioni di euro all’estero, utilizzando sia banche tradizionali che criptovalute.
Dettagli dell’Indagine
L’indagine ha portato a 30 misure restrittive ordinate dal tribunale e al sequestro di circa 21 milioni di euro in beni, rivelando legami finanziari tra alcune delle organizzazioni criminali più potenti d’Italia.
Secondo quanto riportato dall’ANSA, l’attività di noleggio auto situata nei pressi di Milano fungeva da banca segreta per alcune delle più influenti organizzazioni mafiose italiane.
La polizia finanziaria ha scoperto una rete criminale responsabile di oltre 110 milioni di euro (circa 128 milioni di dollari) in fatture fraudolente e di circa 68 milioni di euro (79 milioni di dollari) in trasferimenti di denaro internazionali, alcuni dei quali coinvolgevano criptovalute.
Arresti e Sequestri
Annunciata il 21 ottobre 2026, l’operazione ha comportato arresti in più paesi e il sequestro di beni per un valore di circa 21 milioni di euro (24 milioni di dollari). Gli investigatori affermano che l’operazione bancaria sotterranea è durata circa tre anni.
Il quotidiano italiano La Stampa ha riportato che la Guardia di Finanza ha identificato il presunto quartier generale a Pero, vicino a Milano, dove tre uomini, Giuseppe Piscioneri, Paolo Pelaggi e Luigi Mercadante, avrebbero diretto l’operazione.
Collegamenti con la Mafia
I sospetti avrebbero mantenuto collegamenti con le organizzazioni mafiose ‘Ndrangheta, Camorra e Foggia, collaborando con soci cinesi e albanesi. Gli investigatori hanno descritto un’operazione sorprendentemente organizzata, completa di fogli di calcolo per monitorare le transazioni, macchine professionali per il conteggio del denaro e corrieri che trasportavano ingenti somme di denaro.
Lo schema si basava su aziende che pagavano società di comodo per servizi inesistenti, creando spese false che riducevano le tasse. I corrieri restituivano contante ai clienti dopo aver dedotto commissioni che variavano dal 2% al 5%. Il denaro rimanente nei conti aziendali veniva trasferito attraverso banche europee prima di raggiungere exchange di criptovalute e portafogli digitali controllati dalla rete.
Alcune transazioni coinvolgevano la stablecoin USDT, una criptovaluta progettata per mantenere un valore di 1 dollaro.
Proventi Illegali e Conseguenze
Le autorità hanno anche rintracciato i proventi del traffico di droga e delle truffe di investimento in criptovalute online. Gli investigatori sostengono che alcuni proventi sostenessero membri della mafia in prigione e aiutassero a finanziare acquisti di armi.
L’operazione ha portato a 16 ordini di detenzione e 14 ordini di arresti domiciliari, con azioni che si sono estese in Spagna e Svizzera. Più di 350 agenti hanno partecipato all’operazione. Un ispettore della polizia finanziaria è anche accusato di corruzione in relazione a un pagamento di 3.000 euro.
L’indagine rimane attiva e le accuse non sono state ancora stabilite in tribunale.
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