Crypto Prices

La Russia approva la regolamentazione delle criptovalute per il commercio globale

prima di 3 ore
2 minuti letti
2 visualizzazioni

Introduzione alla Regolamentazione delle Criptovalute in Russia

La Duma di Stato russa ha approvato la prima lettura di un importante disegno di legge sulla regolamentazione delle criptovalute, che legalizza formalmente gli asset digitali per i pagamenti internazionali. Questa mossa rappresenta una risposta legislativa diretta alle sanzioni occidentali che hanno escluso le principali banche russe dall’infrastruttura di pagamento globale, incluso SWIFT.

Impatto sul Commercio Internazionale

Il disegno di legge ha superato la sua prima lettura, basandosi sul concetto normativo della Banca Centrale della Russia pubblicato alla fine di dicembre 2025, accelerando anni di dibattito politico incerto in una legge concreta. L’ambito di applicazione è significativo: gli esportatori e gli importatori russi, che gestiscono un volume commerciale stimato di 240 miliardi di dollari, affrontando frizioni nei pagamenti, ora hanno un percorso legale per regolare i contratti in criptovaluta.

Il Cremlino sta costruendo una ferrovia finanziaria alternativa, e l’architettura di questa infrastruttura è ora visibile per la prima volta. La domanda che il mercato dovrebbe porsi non è se questo disegno di legge diventerà legge, poiché è quasi certo che lo farà, ma quanto velocemente l’OFAC agirà per chiudere il corridoio che si apre.

Restrizioni e Opportunità

Cosa consente realmente il disegno di legge sulle criptovalute in Russia e cosa non permette deliberatamente? La disposizione centrale del disegno di legge traccia una linea netta: la criptovaluta è legale per i pagamenti commerciali internazionali, ma non per acquisti quotidiani come il caffè a Mosca. La circolazione domestica come mezzo di pagamento rimane esclusa, in risposta alle preoccupazioni di lunga data della Banca di Russia riguardo alla sovranità monetaria e alla fuga di capitali.

Struttura degli Investitori e Supervisione

La struttura degli investitori è un elemento significativo del disegno di legge, che si rivolge al mercato domestico. I partecipanti al dettaglio non qualificati sono limitati a 300.000 rubli (circa 3.800 USD) all’anno attraverso qualsiasi singolo intermediario autorizzato. Gli investitori qualificati, le banche, i trader professionisti e gli individui ad alto patrimonio netto non hanno limiti.

La Banca di Russia si trova al centro dell’architettura di supervisione: emette licenze per le piattaforme, approva o blocca le transazioni e mantiene l’autorità esclusiva su quali asset digitali possono essere legalmente scambiati all’interno dell’infrastruttura autorizzata russa. I criteri di idoneità degli asset sono deliberatamente ristretti: solo le criptovalute che superano una soglia di capitalizzazione di mercato di 5 trilioni di rubli (66,6 miliardi di USD) e che hanno una storia di trading verificata di cinque anni possono essere scambiate. Bitcoin ed Ethereum sono i primi qualificatori ovvi, e questa disposizione funziona meno come un quadro generale e più come un disegno di legge de facto su Bitcoin ed Ethereum, con possibilità di espansione.

Parità Fiscale e Mining di Bitcoin

Il governo mira anche a garantire una parità fiscale tra gli investitori in asset digitali e i tradizionali detentori di obbligazioni, un segnale che Mosca considera la partecipazione regolamentata alle criptovalute come una classe di asset legittima, piuttosto che come una zona grigia tollerata.

Insieme al quadro dei regolamenti internazionali, il disegno di legge introduce la prima struttura normativa formale per il mining di Bitcoin in Russia. I miner, sia individuali che industriali, devono registrarsi in un sistema obbligatorio; operare al di fuori di quel registro costituirà un’attività non autorizzata dopo il termine del 1 luglio 2027 per le piattaforme non autorizzate.

Il governo federale mantiene l’autorità esplicita di vietare le operazioni di mining nelle regioni con carenza di energia, una disposizione pensata per proteggere la rete elettrica nazionale durante i picchi di domanda.

Il settore del mining di criptovalute in Russia è cresciuto significativamente dalla proibizione del mining in Cina nel 2021, e il prelievo di energia non regolamentato è diventato una preoccupazione documentata per l’infrastruttura in Siberia e nel Far East. L’approccio dell’Uzbekistan, che prevede un periodo di esenzione fiscale di 10 anni all’interno di una zona speciale designata con requisiti obbligatori di energia rinnovabile, offre un modello contrastante di come gli stati post-sovietici competono per attrarre capitali nel mining.

La Commissione della Duma di Stato per la Protezione della Concorrenza ha già espresso preoccupazione che requisiti di licenza eccessivamente rigorosi potrebbero ritorcersi contro, lasciando i miner russi e le aziende di criptovalute nella stessa economia grigia che il disegno di legge intende eliminare. Ci si aspetta che la seconda lettura diventi il campo di battaglia per questi specifici limiti di applicazione.