La Dichiarazione della Cina sulla Tokenizzazione degli Asset
La Cina ha dichiarato illegale la tokenizzazione degli asset del mondo reale (RWA), colpendo le catene di servizi Web3 sia onshore che a Hong Kong. Sette importanti associazioni dell’industria finanziaria cinese hanno emesso una dichiarazione congiunta in cui affermano che la tokenizzazione degli RWA è un’attività finanziaria non autorizzata, secondo un rapporto locale.
Le Associazioni Coinvolte
L’Associazione Internet Finance della Cina, l’Associazione Bancaria della Cina, l’Associazione dei Titoli della Cina, l’Associazione di Gestione degli Asset della Cina, l’Associazione dei Futures della Cina, l’Associazione delle Aziende Quotata della Cina e l’Associazione di Pagamento e Clearing della Cina hanno avvertito i professionisti nazionali e internazionali che le attività legate agli RWA non hanno una base legale per operare secondo la legislazione cinese.
Rischi Associati alla Tokenizzazione
La dichiarazione ha incluso gli RWA tra stablecoin, criptovalute e mining di criptovalute, classificando i progetti di tokenizzazione come metodi ad alto rischio e potenzialmente fraudolenti, piuttosto che come tecnologie finanziarie emergenti in attesa di chiarimenti normativi. L’avvocato Liu Honglin ha descritto l’annuncio come un’operazione di “messaggistica unificata” tra settori e regolatori, sottolineando che tali collaborazioni si verificano tipicamente solo in momenti critici per prevenire rischi finanziari sistemici.
L’avviso ha definito esplicitamente la tokenizzazione degli RWA come “attività di finanziamento e trading attraverso l’emissione di token o altri diritti e strumenti di debito con caratteristiche di token”, affermando che tali operazioni comportano “numerosi rischi, incluso il rischio di asset fittizi, il rischio di fallimento aziendale e il rischio di speculazione.”
Posizione dei Regolatori
I regolatori hanno chiarito che le autorità di regolamentazione finanziaria cinesi non hanno approvato alcuna attività di tokenizzazione degli RWA, escludendo qualsiasi possibilità che i progetti possano affermare di essere in fase di esplorazione normativa o in attesa di approvazione per la registrazione. Questa posizione contrasta con quella di Singapore, che nel 2025 si prevede sarà in testa alla classifica globale per l’adozione degli RWA.
Violazioni Critiche e Rischi Legali
I funzionari hanno delineato tre violazioni critiche secondo la legge cinese esistente associate alle operazioni RWA. I progetti che emettono token al pubblico generale mentre raccolgono fondi rischiano accuse di raccolta fondi illegale, mentre facilitare transazioni o distribuire token senza autorizzazione costituisce offerte pubbliche di titoli non autorizzate. Inoltre, il trading di token che coinvolge meccanismi di leva o scommesse può costituire operazioni di business di futures illegali, con queste caratterizzazioni basate direttamente sulle disposizioni della Legge Penale e della Legge sui Titoli della Cina.
Implicazioni per l’Ecosistema Web3
Il documento afferma che le strutture di token RWA non possono garantire la proprietà legale o la liquidazione degli asset sottostanti, indipendentemente dalla convinzione dei team di progetto che i loro asset siano genuini e tecnologicamente trasparenti. I regolatori hanno stabilito che il rischio di spillover rimane incontrollabile anche nei progetti presumibilmente conformi.
Il regolatore dei titoli della Cina sta esortando le società di intermediazione domestiche a fermare le operazioni di tokenizzazione degli RWA a Hong Kong. L’avviso si è rivolto specificamente ai progetti che tentano di eludere le normative attraverso narrazioni di “ancoraggio degli asset del mondo reale”, “percorso di conformità all’estero” e “output di servizi tecnologici”.
Non solo gli operatori di progetto, ma l’intero ecosistema di servizi Web3 che supportano le attività RWA è stato preso di mira, affermando che “il personale domestico dei fornitori di servizi di token di valuta virtuale e di asset del mondo reale all’estero, così come le istituzioni e gli individui domestici che sanno o avrebbero dovuto sapere di essere coinvolti in attività legate alla valuta virtuale e continuano a fornire servizi a loro, saranno ritenuti responsabili secondo la legge.”
Conclusioni e Prospettive Future
Questo approccio di enforcement termina di fatto l’intera catena di servizi Web3 domestica costruita attorno agli RWA all’interno della Cina, poiché i servizi di supporto perdono modelli di business viabili insieme al divieto sulle operazioni primarie. La repressione segue frequenti attività fraudolente che operano sotto il marchio RWA, con il documento che nota che “i criminali stanno approfittando di questo per promuovere attività di trading e speculazione correlate, utilizzando stablecoin, monete senza valore (come la moneta π), token di Real-World Asset (RWA) e ‘mining’ come un pretesto per effettuare raccolta fondi illegale, schemi piramidali e altre attività illegali.”
Il tempismo coincide con la spinta della Cina a internazionalizzare il suo yuan digitale attraverso un nuovo centro operativo a Shanghai focalizzato su pagamenti transfrontalieri e servizi blockchain, mentre contemporaneamente blocca importanti aziende tecnologiche come Ant Group e JD.com dall’emissione di stablecoin a Hong Kong per preservare il monopolio statale sull’emissione di valuta.