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Le banche regionali devono collaborare con le startup crypto ora o rischiano di perdere entrate dai stablecoin | Opinione

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Le opinioni espresse in questo articolo appartengono esclusivamente all’autore e non riflettono necessariamente quelle della redazione di crypto.news.

Il GENIUS Act e il Mercato dei Stablecoin

Il GENIUS Act ha dato una spinta significativa al mercato dei stablecoin negli Stati Uniti, e le banche più grandi del paese stanno già raccogliendo i frutti di questa evoluzione. Le banche regionali devono collaborare con le startup crypto ora, se vogliono colmare il divario digitale, fornire ai clienti accesso al mercato e condividere i profitti in crescita dei stablecoin. In caso contrario, rischiano di essere completamente escluse dal mercato dai loro concorrenti più grandi.

Opportunità per le Banche Regionali

In un ambiente di mercato così cupo e ribassista, i stablecoin sono emersi come i vincitori inaspettati. Grazie al GENIUS Act, il mercato ha ricevuto il tanto atteso sigillo di approvazione normativa, registrando un aumento massiccio nel sentiment dei consumatori e nell’abbraccio istituzionale. La domanda è alta, l’umore è positivo e il mercato è al suo apice. Con un enorme potenziale pronto per essere sfruttato, le banche regionali non possono permettersi di perdere l’occasione di brillare.

I volumi delle transazioni di stablecoin sono saliti a un record di 33 trilioni di dollari nel 2025, e la divisione pagamenti di JPMorgan ha generato oltre 4 miliardi di dollari di entrate solo nel secondo trimestre dello scorso anno, dopo aver lanciato il proprio token. Tra i rapporti attuali di aumenti degli utili a Wall Street, una cosa è chiara: coloro che si assumono il rischio e investono nella loro capacità di facilitare le transazioni di stablecoin vinceranno clienti e ricavi.

Certo, c’è una differenza evidente in termini di scala tra le Big Four e le banche regionali, ma le istituzioni regionali non devono dominare il mercato per beneficiarne. Anche in stati che ci si aspetterebbe siano bastioni tradizionali, come il Wyoming, la domanda dei consumatori è in forte crescita.

Strategie per le Banche Regionali

Fondamentale è che le banche regionali hanno anche una forte presenza in queste comunità. Sfruttando i stablecoin, possono attrarre nuovi clienti, inclusi quelli con redditi più elevati, che sono più propensi ad adottare metodi di pagamento basati su criptovalute. Attirare e mantenere i clienti sono due dei problemi più grandi che i dirigenti di queste banche mi segnalano di affrontare, ed è esattamente per questo che i stablecoin devono diventare una priorità strategica se vogliono espandere la loro base di clienti.

Il problema è che molte banche regionali sono già indietro nella digitalizzazione del settore. Non è un segreto che queste istituzioni, con capitale limitato, non abbiano i budget da miliardi di dollari di Bank of America e JPMorgan per investire in nuove tecnologie, infrastrutture specializzate amiche dei stablecoin e sperimentazioni interne. Questo porta quindi alla domanda: come possono queste banche offrire ai clienti accesso al mercato dei stablecoin in modo rapido, conveniente e prima che le Big Four catturino la maggior parte della domanda dei consumatori?

La mia risposta è collaborare con startup crypto agili e all’avanguardia. Ci sono centinaia di startup di pagamento in criptovaluta che operano negli Stati Uniti e possono aiutare le banche regionali a colmare il divario digitale. Sfruttando l’infrastruttura tecnologica delle startup, le banche regionali possono evitare costose sperimentazioni interne e soddisfare la domanda dei consumatori in modo più efficiente.

Il Successo delle Partnership

Su scala più ampia, questo approccio ha già dimostrato di avere successo. JPMorgan, Standard Chartered e altri hanno stabilito partnership con una varietà di aziende crypto, sia piccole che grandi, tra cui Coinbase, Circle e la startup Digital Asset. Anche istituzioni non tradizionali, come Stripe, hanno seguito questa strada lo scorso anno, acquisendo la piattaforma di orchestrazione dei stablecoin Bridge per espandere le loro offerte. È già stato provato e testato, ed è per questo che anche le banche regionali devono seguire l’esempio se vogliono una parte del bottino.

Rischi e Considerazioni

Certo, non sono cieco ai rischi. Il mercato dei stablecoin ha un passato travagliato che porta con sé significative sfide reputazionali, e le banche regionali hanno ragione a essere caute. Gli investitori hanno perso 40 miliardi di dollari quando TerraUSD è crollato nel 2022, e non ho dubbi che questo pesi sulle menti dei dirigenti.

Ma erano quattro anni fa. Le criptovalute — e in effetti, i stablecoin — non sono più il Far West dei servizi finanziari. Infatti, con il GENIUS Act che chiarisce i quadri normativi e rafforza le protezioni contro il riciclaggio di denaro, i stablecoin sono diventati rapidamente più mainstream nel panorama dei pagamenti globali per istituzioni e consumatori.

Le preoccupazioni sui rischi che i stablecoin comportano sono esattamente il motivo per cui queste partnership sono così critiche. Le banche regionali, collaborando con startup regolamentate che hanno già quadri tecnici, saranno in grado di mitigare il rischio e evitare gli errori costosi che potrebbero derivare dalla costruzione di sistemi non testati internamente.

Il pericolo più grande che affrontano le banche regionali è l’inazione. Le quattro banche più grandi degli Stati Uniti attualmente controllano oltre la metà dei profitti totali del settore, e il loro dominio crescerà solo mentre accumulano entrate dai pagamenti. Man mano che la regolamentazione matura e le banche più grandi bloccano una quota di mercato iniziale, le banche regionali affrontano una finestra di opportunità sempre più ristretta per capitalizzare sulla domanda dei consumatori.

Dato che queste istituzioni più grandi sono poco propense a voler diluire la loro potenziale quota di entrate dai stablecoin tra migliaia di concorrenti, la corsa per soddisfare la domanda dei consumatori è già avviata. Se le banche regionali aspettano, regaleranno ai giganti del settore un ulteriore vantaggio competitivo, uno che non possono permettersi di perdere.

Adam Turmakhan

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