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Le borse di criptovalute coreane si oppongono a un rigoroso requisito di reporting AML di 10 milioni di won

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Obiezioni di DAXA alle Modifiche Regolamentari

L’alleanza delle borse di asset digitali della Corea del Sud (DAXA), che rappresenta 27 fornitori di servizi di asset virtuali registrati, ha presentato obiezioni formali alla Commissione dei Servizi Finanziari e all’Unità di Intelligenza Finanziaria riguardo alle modifiche proposte al decreto di attuazione della Legge sulle Informazioni Finanziarie Specifiche.

Regole in Bozza e Impatti Previsti

Secondo le regole in bozza, le borse domestiche dovrebbero presentare un rapporto di transazione sospetta per qualsiasi trasferimento a un VASP estero una volta che questo raggiunge i 10 milioni di won, indipendentemente dagli indicatori di rischio o dalle controparti. Questo approccio trasforma di fatto una soglia di valore in un trigger automatico di sospetto.

DAXA sostiene che questo approccio ignora il principio “transazioni a basso rischio consentite, transazioni ad alto rischio limitate” stabilito nella stessa comunicazione legislativa dell’FIU e costringe le borse a segnalare un numero vasto di trasferimenti transfrontalieri di routine come sospetti.

L’alleanza stima che sulle cinque principali piattaforme del paese — Upbit, Bithumb, Coinone, Korbit e Gopax — le segnalazioni annuali di transazioni sospette (STR) salirebbero di 85 volte, passando da circa 63.000 casi l’anno scorso a oltre 5,4 milioni, un aumento che, secondo loro, soprafferebbe i team di conformità e diluirebbe i segnali significativi di AML.

Opposizione ai Requisiti di Verifica

DAXA si oppone anche a un requisito proposto che obbligherebbe le borse a verificare l’accuratezza delle informazioni sui clienti oltre ai doveri esistenti di Conosci il tuo Cliente (KYC), sostenendo che il decreto subordinato sta cercando di imporre obblighi “non chiaramente fondati nella legislazione primaria“.

Contesto Legale e Sanzioni

La resistenza dell’industria si sta sviluppando mentre le borse coreane combattono sanzioni separate in tribunale. Il 9 aprile, un tribunale di Seoul ha dato ragione a Dunamu, operatore di Upbit, annullando una sospensione parziale dell’attività di tre mesi imposta dall’FIU dopo aver denunciato 44.948 transazioni con 19 piattaforme estere non registrate; l’FIU ha presentato appello.

Bithumb ha ottenuto una sentenza simile il 30 aprile, quando il tribunale ha bloccato una sospensione parziale dell’attività di sei mesi legata a presunti violazioni delle regole sulle informazioni finanziarie specifiche, mentre Coinone ha ottenuto una sospensione temporanea contro una sospensione di tre mesi e una multa di 5,2 miliardi di won per carenze KYC.

Consultazione e Futuro Regolamentare

La consultazione attuale dell’FIU sulla regola di reporting di 10 milioni di won si svolgerà fino all’11 maggio, dopo di che il decreto dovrebbe essere finalizzato a luglio, dopo una revisione normativa e legale, lasciando poco tempo per un compromesso tra un controllo più rigoroso e quelli che le borse descrivono come oneri di conformità “eccessivi e operativamente impossibili“.

Implicazioni Future

In una recente panoramica di crypto.news, il trigger di 10 milioni di won è stato segnalato come parte di una spinta più ampia che potrebbe vedere le principali piattaforme globali classificate come ad alto rischio per gli utenti coreani. Un’altra analisi di crypto.news ha sottolineato come un “vuoto normativo sulle criptovalute” abbia costretto l’FIU a fare affidamento su interpretazioni espansive delle leggi esistenti, generando una serie di multe e sospensioni ora in fase di verifica in tribunale.

Un rapporto separato di crypto.news ha evidenziato che queste vittorie in tribunale per le borse stanno già rimodellando l’equilibrio di potere, poiché i giudici insistono affinché i regolatori tengano conto degli sforzi di conformità delle aziende piuttosto che fare affidamento esclusivamente sulla responsabilità oggettiva.

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