I Vault di Prestito Crypto: Crescita e Rischi
I vault di prestito crypto hanno attratto oltre 10 miliardi di dollari in depositi, rispetto ai circa 4 miliardi all’inizio del 2025, poiché gli investitori si rivolgono sempre più alle piattaforme di finanza decentralizzata (DeFi) per ottenere rendimenti su stablecoin e altri asset digitali. Questa espansione del 150% ha attirato l’attenzione dei gestori che controllano le strategie di prestito, con la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti e i regolatori europei che esaminano come le normative finanziarie esistenti si applichino a queste strutture.
Il Financial Times ha riportato gli ultimi sviluppi il 19 ottobre, evidenziando rendimenti annuali che variano dal 3% a oltre il 20% attraverso diverse strategie.
A differenza dei tradizionali pool di prestito, molti vault crypto si affidano a gestori specializzati noti come curatori. Questi operatori selezionano i mercati di prestito, stabiliscono i requisiti di garanzia, regolano i parametri di rischio e allocano i fondi depositati tra le strategie di prestito. Gli investitori depositano asset come USDC o USDT e ricevono token che rappresentano i loro interessi nel vault. I rendimenti provengono generalmente dagli interessi pagati dai mutuatari, anche se alcune strategie comportano incentivi aggiuntivi o esposizioni più complesse.
Integrazione e Rischi del Settore
L’espansione è particolarmente notevole poiché le aziende crypto consolidate integrano sempre più l’infrastruttura di prestito decentralizzato. Coinbase, ad esempio, ha ampliato i suoi servizi di prestito on-chain utilizzando Morpho, mentre i suoi nuovi prestiti a tasso fisso introducono diverse modalità di prestito. Anche il coinvolgimento istituzionale sta crescendo. Flare ha precedentemente integrato FXRP in un vault di prestito RLUSD da 280 milioni di dollari operato tramite Morpho, dimostrando come la garanzia supportata da XRP possa connettersi con i mercati di credito basati su Ethereum.
Tuttavia, rendimenti attraenti non indicano necessariamente un basso rischio. I mutuatari possono fornire garanzie volatili, mentre meccanismi di liquidazione complicati possono amplificare le perdite durante bruschi cali di mercato. L’attenzione normativa si concentra sempre più sul fatto che i curatori dei vault svolgano funzioni simili a quelle dei gestori di investimenti tradizionali.
In una dichiarazione di luglio, la Commissaria della SEC Hester Peirce ha avvertito che alcune attività crypto potrebbero rientrare nelle leggi esistenti sui titoli, indipendentemente dalla tecnologia coinvolta.
I suoi commenti non hanno stabilito che tutti i vault di prestito siano prodotti di investimento, ma hanno rafforzato l’importanza di valutare le singole strutture. Anche le autorità europee hanno identificato rischi legati alle catene di garanzia, alla liquidità e alle liquidazioni a cascata nel prestito decentralizzato. Queste preoccupazioni diventano più rilevanti quando più protocolli dipendono dagli stessi asset o da posizioni di prestito interconnesse.
Valutazione e Sviluppi Futuri
I fallimenti passati illustrano le potenziali conseguenze. Il crollo della stablecoin Elixir ha esposto connessioni finanziarie che coinvolgono più piattaforme DeFi, mentre le precedenti liquidazioni di mercato hanno mostrato come il calo dei prezzi delle criptovalute possa rapidamente costringere le posizioni a leva a chiudere. La discussione normativa coincide con uno sviluppo significativo nell’infrastruttura crypto istituzionale.
Il 4 ottobre, S&P Global Ratings ha lanciato un framework di valutazione dedicato per i vault di prestito di asset digitali. La sua metodologia valuta sei aree: qualità del credito del portafoglio, disallineamento di liquidità, rischio del curatore, rischio blockchain, rischio del protocollo e sicurezza e governance del vault. S&P ha sottolineato che queste valutazioni non sono rating creditizi convenzionali e non valutano i rendimenti pubblicizzati.
L’iniziativa riflette la crescente domanda di informazioni sui rischi standardizzate, poiché la DeFi somiglia sempre più a prodotti di investimento gestiti tradizionali. L’interesse istituzionale si sta già estendendo ai mercati di prestito crypto, incluso il più ampio ecosistema Sky.