Crypto Prices

L’EU DAC8 Porta le Criptovalute Sotto la Segnalazione Fiscale dal 1 Gennaio 2026

prima di 4 settimane
1 minuto di lettura
11 visualizzazioni

Introduzione al DAC8

L’Unione Europea ha formalmente ampliato il suo quadro di trasparenza fiscale agli asset crittografici con l’entrata in vigore del DAC8, prevista per il 1 gennaio 2026. Questa direttiva estende le regole di scambio automatico di informazioni alle transazioni crittografiche e ai redditi correlati, segnando il primo regime di segnalazione fiscale unificato del blocco progettato specificamente per gli asset digitali.

Estensione delle Regole di Segnalazione

Il DAC8 si basa su precedenti quadri di cooperazione utilizzati per conti bancari e strumenti finanziari, ma questa volta l’ambito si amplia per includere i fornitori di servizi di asset crittografici che operano all’interno o mirano all’UE. Di conseguenza, le autorità fiscali degli Stati membri ora dispongono di un canale standardizzato per raccogliere e condividere dati relativi alle criptovalute.

Questa iniziativa arriva mentre i governi continuano a colmare le lacune di segnalazione legate all’attività crittografica transfrontaliera.

Obiettivi e Requisiti del DAC8

I funzionari dell’UE hanno ripetutamente sottolineato che le regole nazionali frammentate lasciavano spazio a sotto-segnalazioni. Il DAC8 mira a rimuovere questi punti ciechi allineando la raccolta dei dati fiscali in tutti i 27 Stati membri.

A partire dal 1 gennaio 2026, le piattaforme crittografiche dovranno iniziare a raccogliere informazioni fiscali sui clienti, anche se la segnalazione formale arriverà in un secondo momento. Le regole si applicano ai “fornitori di servizi di asset crittografici che segnalano”, che includono scambi, broker e piattaforme che eseguono o facilitano transazioni crittografiche per gli utenti.

Processi di Due Diligence e Monitoraggio

I fornitori dovranno identificare gli utenti residenti fiscali nell’UE e raccogliere dati personali verificati, tra cui nomi, indirizzi, date di nascita e numeri di identificazione fiscale collegati a ciascuno Stato membro di residenza. La direttiva collega questi requisiti ai processi di due diligence dei clienti e di auto-certificazione.

Il DAC8 richiede inoltre alle piattaforme di monitorare l’attività a livello di transazione per tipo di asset crittografico. Sebbene non classifichi le criptovalute come moneta legale, tratta i trasferimenti e le cessioni di criptovalute come eventi segnalabili quando coinvolgono residenti dell’UE.

Tempistiche e Cooperazione Internazionale

L’obiettivo è creare un dataset coerente che le autorità fiscali possano confrontare oltre confine. Sebbene la raccolta dei dati inizi nel 2026, la segnalazione effettiva avrà inizio nel 2027. I fornitori dovranno presentare rapporti annuali che coprono l’anno solare 2026 alla loro autorità fiscale nazionale. Le autorità dell’UE scambieranno quindi tali informazioni tra gli Stati membri entro il 30 settembre 2027.

Questa tempistica rispecchia il Crypto Asset Reporting Framework dell’OECD, che ha influenzato il design del DAC8.

Conclusione: Integrazione con il MiCA

Sincronizzando il suo sistema con standard globali, l’UE spera di ridurre l’arbitraggio normativo e migliorare la cooperazione con le giurisdizioni non UE. Il DAC8 completa anche il MiCA, la regolamentazione del mercato delle criptovalute dell’UE. Mentre il MiCA si concentra su licenze e protezione dei consumatori, il DAC8 si occupa di tassazione e condivisione dei dati.

Insieme, i due quadri segnano un cambiamento verso una copertura normativa completa dell’attività crittografica all’interno del blocco, dalle regole di trading all’applicazione fiscale.

Popolare