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L’exploit del wallet ETH si ritorce contro: un bot MEV cattura $7,7 milioni mentre Kelp congela l’indirizzo

prima di 18 ore
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Attacco MEV e Intercettazione di Fondi

Un bot MEV noto come “Yoink” ha anticipato un attaccante che tentava di sfruttare un modulo Safe personalizzato, riuscendo a catturare il rsETH rubato prima che Kelp congelasse temporaneamente l’indirizzo di ricezione. L’attaccante aveva tentato di estrarre circa $7,7 milioni in rsETH sfruttando un modulo personalizzato collegato a un wallet Ethereum Safe, ma i fondi sono stati intercettati dal bot MEV.

Dettagli dell’Attacco

Secondo la società di sicurezza blockchain Blockaid, l’attaccante ha utilizzato un multicall di un keeper pubblico per indirizzare un modulo di liquidità Uniswap v4 in una pool creata dallo stesso attaccante, dove aEthrsETH è stato disimballato in rsETH. Blockaid ha identificato il wallet coinvolto come un Safe appartenente a un utente non identificato e ha dichiarato che circa $7,73 milioni in rsETH erano stati persi al momento del suo rapporto iniziale.

Intervento del Bot MEV

L’attacco è stato anticipato dal bot MEV “Yoink”, un programma automatizzato che monitora le transazioni blockchain per opportunità redditizie. Il bot ha catturato il rsETH prima che l’exploit originale potesse prendere il controllo dei fondi. I dati di Etherscan mostrano che Yoink ha trasferito circa 18,93 ETH, del valore di circa $46.000, a un indirizzo etichettato come costruttore di blocchi nella stessa transazione.

Misure di Sicurezza di Kelp

Kelp, il protocollo dietro rsETH, ha successivamente messo l’indirizzo che ha ricevuto i fondi sotto una pausa di 24 ore, impedendo temporaneamente il trasferimento dei token.

“Questa è solo una misura precauzionale a livello di wallet,”

ha dichiarato Kelp.

“I contratti Kelp sono sicuri, rsETH rimane completamente garantito.”

Indagini in Corso

Il protocollo ha affermato che la creazione, i prelievi e le integrazioni continuano normalmente mentre lavora con esperti di sicurezza per indagare sull’incidente. Il presunto vettore d’attacco coinvolgeva il modulo personalizzato collegato al Safe della vittima, mentre Kelp ha confermato che i propri contratti non erano stati colpiti. Cointelegraph ha contattato Blockaid e Kelp per ulteriori commenti, ma non aveva ricevuto risposta al momento della pubblicazione.

Conclusione

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