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L’industria cripto di Hong Kong riceve il sostegno della SFC per le modifiche all’esame CVAP

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Impegno della SFC di Hong Kong per il CVAP

La Securities and Futures Commission (SFC) di Hong Kong ha annunciato un impegno per separare l’esame per il Certified Virtual Asset Platform Practitioner (CVAP) dal corso obbligatorio, con l’obiettivo di ridurre le tasse di valutazione e migliorare i materiali di studio, a seguito di colloqui con rappresentanti del settore.

Secondo i media locali, tali impegni sono stati presi dopo un incontro tra l’Associazione dei Professionisti dei Titoli e dei Futures di Hong Kong e funzionari di regolamentazione, tra cui il Vice Segretario ai Servizi Finanziari e al Tesoro, Joseph Chan Ho-lim, e il Direttore Esecutivo della Divisione Intermediari della SFC, Ye Chi-heng.

L’associazione ha dichiarato che la SFC ha concordato di separare l’esame CVAP dal corso di formazione, consentendo ai candidati di sostenere l’esame senza dover prima completare le lezioni obbligatorie. Inoltre, il regolatore prevede di fornire materiali di revisione ufficiali e di abbassare le tasse d’esame per allinearle a quelle attualmente applicate per gli esami di licenza Paper 2 e Paper 3.

Programma di Certificazione per Professionisti degli Asset Virtuali

Il Programma di Certificazione per Professionisti degli Asset Virtuali rappresenta la qualifica professionale di riferimento a Hong Kong per il settore degli asset digitali. Amministrato dall’Hong Kong Securities and Investment Institute (HKSI) in conformità con gli standard della SFC, il programma convalida l’expertise nei fondamenti della blockchain, nei prodotti di asset digitali e nella conformità alle normative anti-riciclaggio (AML).

Durante l’incontro, l’associazione ha anche sollevato preoccupazioni riguardo a diversi requisiti recentemente introdotti per gli asset virtuali.

Ha evidenziato che la rimozione della precedente esenzione minima del 10% per la gestione degli asset virtuali e l’implementazione immediata di nuove regole senza un periodo di transizione hanno generato incertezze per le aziende che si preparano a entrare o già operano nel settore.

Preoccupazioni e Raccomandazioni

L’associazione ha aggiunto che molte delle nuove disposizioni rimangono basate su principi e mancano di linee guida operative pratiche, rendendo più difficile la conformità e la pianificazione aziendale per le istituzioni coinvolte nelle attività di asset virtuali. Sono state sollevate anche domande sul processo di governance dietro l’esame CVAP.

L’associazione ha chiesto se il framework dell’esame avesse ricevuto l’approvazione formale dal consiglio della SFC, data la sua influenza sui professionisti autorizzati.

La SFC non ha risposto direttamente a questa domanda, ma ha affermato che l’esame è condotto sotto i poteri conferiti dalla Securities and Futures Ordinance per migliorare gli standard professionali e ha incoraggiato i titolari di licenza esistenti a sostenere l’esame il prima possibile.

Colloqui Futuri e Semplificazione Normativa

Oltre all’esame, l’associazione ha dichiarato che continuerà i colloqui con il Financial Services and the Treasury Bureau e la SFC su questioni operative irrisolte. Queste includono linee guida per i fondi privati che cercano accordi di auto-custodia, il confine normativo tra i fornitori di servizi tecnologici e le attività autorizzate, e il framework che governa i pagamenti in asset virtuali.

L’associazione ha anche esortato i regolatori a semplificare alcuni requisiti operativi per le piattaforme di trading di asset virtuali autorizzate, mantenendo al contempo gli standard di sicurezza. Le sue proposte includevano la possibilità di consentire più opzioni di crittografia hardware, la revisione dei requisiti di rapporto tra portafogli caldi e freddi, la rivalutazione delle regole di copertura assicurativa e il miglioramento delle procedure per i trasferimenti on-chain.

Domande sul Processo di Licenza

Ha inoltre chiesto linee guida più chiare che distinguano i fornitori di servizi tecnologici dalle attività finanziarie regolamentate, sostenendo che le aziende che non gestiscono asset dei clienti o non raccolgono commissioni non dovrebbero automaticamente affrontare obblighi di licenza senza regole di classificazione dettagliate.

Secondo l’associazione, la SFC ha riconosciuto che la crescente domanda di licenze per asset virtuali è stata accompagnata da sfide di personale, contribuendo all’incertezza sui tempi di approvazione. Il gruppo ha raccomandato che il regolatore pubblichi programmi di elaborazione più chiari e linee guida basate su traguardi per aiutare i richiedenti a pianificare le esigenze di personale e capitale.

Espansione del Framework Normativo

L’associazione ha anche chiesto ai regolatori di accelerare l’approvazione dei derivati di asset virtuali, notando che gli investitori al dettaglio di Hong Kong sono attualmente limitati all’acquisto di cinque criptovalute spot: Bitcoin, Ether, Avalanche, Chainlink e Solana, e non hanno accesso a prodotti di copertura regolamentati.

Questi ultimi colloqui avvengono mentre Hong Kong continua ad espandere il suo framework normativo sugli asset virtuali. A maggio, il Financial Services and the Treasury Bureau e la SFC hanno confermato i piani per introdurre regimi di licenza per i fornitori di servizi di consulenza e gestione di asset virtuali, estendendo la supervisione oltre le piattaforme di trading, i servizi di custodia e gli emittenti di stablecoin.

Più recentemente, il governo ha dichiarato che la legislazione che copre il trading di asset virtuali, la custodia, i servizi di consulenza e gestione continuerà ad essere implementata insieme al framework delle stablecoin regolamentate della città, con le prime stablecoin autorizzate che dovrebbero entrare in circolazione tra la metà e la seconda metà del 2026.

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