Introduzione
Il principale fintech Revolut e alcuni dei suoi clienti, vittime di estorsioni da parte di truffatori, hanno nuovamente messo in luce l’inefficienza e i pericoli delle politiche KYC/AML. In questo articolo, esploreremo alcune alternative a piattaforme che richiedono KYC, per aiutarti a gestire meglio i tuoi rischi.
Il Caso di Revolut
Revolut ha dichiarato che “un numero limitato” dei suoi clienti è stato colpito da criminali che si spacciavano per un’agenzia governativa, richiedendo informazioni personali, comprese le transazioni in bitcoin. Tuttavia, International Cyber Digest ha rivelato che gli aggressori hanno già pubblicato online dati sensibili rubati.
Secondo quanto riportato, i truffatori hanno condiviso informazioni personali sul tennista Alexander Shevchenko e su Felix Römer, CEO di Gamdom e Skinscom.
I criminali avrebbero richiesto a Revolut di pagare un riscatto o di affrontare la pubblicazione di ulteriori dati dei clienti, insieme a “informazioni su come opera il team di Revolut”. Bitcoin.com News ha contattato Revolut per un commento su queste affermazioni e aggiornerà la storia se riceverà una risposta.
Rischi Legati alla Verifica dell’Identità
Nel frattempo, Swiss Bitcoin Pay, una società di elaborazione pagamenti BTC, ha dichiarato di “credere” che qualcuno “possa aver avuto accesso agli indirizzi email dei clienti, agli indirizzi Bitcoin, agli IBAN, alla cronologia delle transazioni e alle password hashate”, aggiungendo un altro esempio dei rischi legati alla verifica dell’identità.
Le informazioni personali trapelate riguardanti utenti di bitcoin e criptovalute hanno già portato a numerosi furti e attacchi fisici, e il caso di Revolut potrebbe rappresentare solo un’altra opportunità per i criminali in cerca di colpire più persone.
Alternative alle Piattaforme KYC
Come riportato, il detective on-chain ZachXBT stima che l’incidente sia stato relativamente contenuto, mirato a individui ad alto patrimonio netto. Sebbene possa essere vero che i tuoi dati personali siano già stati compromessi e utilizzati da truffatori per colpirti, puoi rinunciare a molte piattaforme che utilizzano politiche KYC/AML per ridurre il rischio di ulteriori attacchi.
Ad esempio, il progetto Kycnot.me, attivo da sei anni, elenca centinaia di piattaforme e strumenti in diverse categorie che potrebbero aiutarti a ridurre i tuoi rischi legati al KYC. Tuttavia, questa risorsa, fondata dallo sviluppatore pluja, dovrebbe essere utilizzata con cautela.
Secondo il proprio avviso, alcuni progetti sono stati caricati dalla comunità, non sono stati verificati o si sono rivelati truffe.
Puoi filtrare i progetti in base al loro livello di verifica, ma prima di utilizzare qualsiasi piattaforma, fai le tue ricerche e tieni traccia delle sue politiche KYC, poiché queste potrebbero cambiare nel tempo.
Servizi Non KYC
In ogni caso, numerosi servizi non KYC, comprese le piattaforme di scambio P2P, VPN, piattaforme di shopping, SIM, carte di pagamento e altri, hanno già aiutato i bitcoiners a proteggere i propri dati personali per molti anni. Ad esempio, puoi acquistare e vendere bitcoin in modo anonimo su piattaforme peer-to-peer come Bisq, Hodl Hodl, RoboSats e Vexl, tra le altre.
Quando si tratta di servizi VPN non KYC, Mullvad, NymVPN e Obscura VPN potrebbero essere opzioni da considerare. Inoltre, accettano pagamenti sia in BTC che in Monero (XMR).
Se stai cercando servizi di hosting non KYC, Private Alps e Servers Guru affermano che non ti chiederanno mai di verificare la tua identità. Tuttavia, secondo pluja, queste piattaforme possono comunque sospendere il tuo account se qualcosa va storto.
Considerazioni Finali
Questa lista di servizi non KYC non è esaustiva e rimane ancora più corta rispetto a ciò che il mondo KYC può offrire. Inoltre, i servizi regolamentati dal governo con verifica dell’identità obbligatoria possono comunque offrire prezzi migliori, come sugli scambi, una selezione più ampia di beni e servizi sui mercati, o una migliore protezione degli utenti e assistenza clienti.
La domanda chiave rimane: cosa faranno i governi? Continueranno a stringere le loro politiche KYC, o ammetteranno finalmente che i costi, i rischi e i danni del KYC superano i benefici? L’Istituto di Basilea ha già confermato che il suo Indice Globale di Riciclaggio di Denaro 2025 è rimasto praticamente invariato nonostante l’aumento della spesa globale nella lotta all’AML.