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Regolamentazione delle criptovalute: Coinbase minaccia di ritirarsi nuovamente dal disegno di legge del Senato

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Confronto sulla Regolamentazione delle Criptovalute

Il confronto sulla regolamentazione delle criptovalute tra Coinbase e il Senato degli Stati Uniti si è intensificato questo mese, quando l’exchange ha informato formalmente gli uffici del Senato di non poter sostenere l’ultima bozza del CLARITY Act. Questo segna il secondo ritiro di Coinbase da una legislazione che potrebbe definire le normative sugli asset digitali negli Stati Uniti per una generazione.

Preoccupazioni di Coinbase

Come riportato da TheStreet, i rappresentanti di Coinbase hanno comunicato che non possono ancora sostenere l’ultima versione del disegno di legge, citando preoccupazioni significative riguardo al linguaggio relativo ai rendimenti delle stablecoin. Il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, ha confermato che i colloqui sono in corso.

Implicazioni della Bozza di Legge

La bozza di Tillis-Alsobrooks va oltre le limitazioni sui rendimenti esistenti nel disegno di legge di base, restringendo anche l’accesso degli exchange ai dati sulle dimensioni delle transazioni, che sono fondamentali per calcolare i premi in stablecoin basati sul volume o sull’attività. Per Coinbase, questa seconda disposizione è particolarmente allarmante, poiché non solo rimuove una caratteristica del prodotto, ma compromette anche l’infrastruttura tecnica necessaria per generare rendimenti.

I ricavi derivanti dalle stablecoin rappresentano quasi il 20% del totale dei ricavi di Coinbase per il 2025. Sotto l’accordo USDC con Circle, Coinbase riceve la maggior parte degli interessi sui USDC detenuti sulla sua piattaforma. Qualsiasi restrizione che elimini la capacità di calcolare o distribuire rendimenti attacca direttamente questa linea di ricavi.

Negoziazioni e Sostegno dell’Industria

Ogni round di negoziazione da gennaio ha ristretto le eccezioni sui rendimenti, piuttosto che ampliarle. Il potere contrattuale di Coinbase è reale: un markup senza il suo sostegno segnala ai senatori di entrambi i lati che il consenso dell’industria si è fratturato e che il disegno di legge ha bisogno di voti bipartisan che non può permettersi di perdere.

Tuttavia, Coinbase non rappresenta l’intera industria. Andreessen Horowitz e altri importanti investitori hanno pubblicamente sostenuto il CLARITY Act anche nella sua forma attuale, affermando che la legittimità istituzionale fornita dal disegno di legge supera le concessioni sui ricavi delle stablecoin.

Disaccordi e Prospettive Future

Una chiamata dell’industria a fine marzo ha evidenziato disaccordi netti su come procedere. Come riportato da crypto.news, il CLARITY Act affronta quattro fazioni, ognuna con potere di veto effettivo. Il sostegno trattenuto da Coinbase non uccide automaticamente il disegno di legge, ma complica significativamente il conteggio dei voti.

Come notato da crypto.news, il quadro delle stablecoin del GENIUS Act avanza attraverso i regolatori finanziari indipendentemente dal destino del CLARITY. Ciò che il CLARITY fornisce, inclusa la chiarezza giurisdizionale della SEC e della CFTC, le regole di supervisione del DeFi e i quadri di equity tokenizzati, non ha un percorso legislativo alternativo.

Il senatore Bernie Moreno ha avvertito che perdere il mese di maggio rischia di compromettere completamente il disegno di legge in vista della stagione delle elezioni di medio termine. L’obiettivo di markup del Comitato Bancario del Senato rimane fissato per la fine di aprile, e il rifiuto continuo di Coinbase di sostenere la bozza rappresenta il più grande ostacolo tra quell’obiettivo e un voto effettivo.