Critiche al CLARITY Act
La senatrice Cynthia Lummis ha rinnovato le sue critiche ai Democratici del Senato riguardo al bloccato CLARITY Act, accusandoli di aver rifiutato pene più severe per i crimini legati alle criptovalute e di non aver garantito adeguate protezioni per gli investitori, come richiesto in precedenza.
Disputa e Voto Procedurale
La repubblicana del Wyoming ha sostenuto che i Democratici si sono opposti all’avanzamento della legislazione, nonostante le modifiche riguardanti l’applicazione delle norme, i fondi dei clienti, le finanze degli scambi e il capitale regolamentare. La disputa è emersa dopo il voto procedurale del Senato del 15 settembre, quando la legislazione non ha ottenuto il supporto necessario per avviare il dibattito formale.
“Il CLARITY Act le aumenta,” ha scritto Lummis, sostenendo che i Democratici si sono comunque opposti a portare la proposta davanti al Senato.
Protezione degli Investitori
I Democratici hanno votato contro la mozione per procedere, dimostrando di non ritenere opportuno imporre pene più severe per i crimini legati alle criptovalute. La senatrice ha continuato a criticare i Democratici in una serie di post che esaminano le singole protezioni incluse nella legislazione sostenuta dai Repubblicani.
Il 21 ottobre, ha evidenziato disposizioni che richiedono una regolamentazione formale su come gli scambi di commodity digitali proteggono i fondi dei clienti. Lummis ha sostenuto che i Democratici avevano richiesto standard di custodia, ma si erano poi opposti all’avanzamento di una legislazione che li contenesse.
Requisiti di Registrazione e Supervisione
La proposta richiederebbe alle piattaforme di commodity digitali di conformarsi agli standard operativi federali. Una revisione del Congressional Research Service della bozza di settembre conferma i requisiti affinché gli asset dei clienti rimangano separati dai fondi propri degli intermediari, soggetti a eccezioni specificate.
La misura porrebbe gli scambi di commodity digitali sotto la supervisione della Commodity Futures Trading Commission, mantenendo un ruolo per la Securities and Exchange Commission in alcune transazioni di token.
Preoccupazioni e Obiezioni
Lummis ha affermato che il disegno di legge richiederebbe agli scambi di commodity digitali di presentare dichiarazioni finanziarie annuali certificate da contabili indipendenti alla CFTC. Un’altra disposizione, secondo Lummis, impedirebbe agli scambi di creare i propri token per soddisfare i requisiti di capitale regolamentare, una questione che ha collegato al crollo di FTX.
“Proteggere i consumatori da un altro crollo in stile FTX non era ancora sufficiente,” ha affermato Lummis.
Risposta dei Democratici
I Democratici hanno richiesto un divieto diretto sugli scambi che creano token dal nulla per soddisfare i requisiti di capitale regolamentare, esattamente ciò che FTX ha fatto prima di crollare. Il CLARITY Act scrive la regola di FTX nella legge.
La senatrice ha sostenuto che prevenire un altro fallimento degli scambi avrebbe dovuto essere un motivo sufficiente per iniziare a dibattere il disegno di legge.
Situazione Attuale
Il Senato ha respinto la chiusura sulla mozione per procedere il 15 settembre con 49 voti contro 50. La mozione richiedeva 60 voti, lasciando i sostenitori a 11 voti sotto la soglia per aprire il dibattito. I registri di voto ufficiali del Senato confermano che quattro Repubblicani si sono uniti ai Democratici nel votare contro la mozione.
Il senatore repubblicano Thom Tillis ha cambiato il suo voto per preservare la possibilità di riesaminare la questione. I legislatori Democratici hanno offerto una spiegazione diversa per la loro opposizione, citando preoccupazioni riguardo all’autorità di enforcement e alle disposizioni etiche.
Sebbene il voto di settembre abbia impedito una considerazione immediata, non ha vietato permanentemente un altro tentativo. Sette senatori Democratici hanno successivamente espresso interesse a continuare i negoziati.
Prospettive Future
Qualsiasi tentativo rinnovato avrebbe comunque bisogno di una coalizione capace di ottenere 60 voti al Senato, seguita dai restanti passaggi legislativi. Nel frattempo, la Securities and Exchange Commission e la CFTC hanno continuato a sviluppare regolamenti sulle criptovalute all’interno della loro autorità esistente.
La risposta normativa al contrattempo ha incluso proposte di regole della SEC riguardanti le offerte di asset digitali e le esenzioni, sebbene le normative dell’agenzia non possano attuare indipendentemente ogni disposizione contenuta nella legislazione.
La mozione di Tillis per riconsiderare rimane un percorso procedurale per un altro voto. A partire dal 23 ottobre, i leader del Senato non avevano annunciato una nuova data di chiusura o un accordo rivisto che risolvesse le controversie in sospeso.