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Il Brasile vieta le donazioni in criptovaluta per le campagne elettorali in vista delle elezioni del 2026

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Divieto di Donazioni in Criptovaluta per le Campagne Elettorali in Brasile

Il Ministero Pubblico Federale del Brasile ha ricordato ai partiti politici e ai candidati che non possono accettare donazioni in criptovaluta per le campagne elettorali. L’MPF ha dichiarato che questa regola è in vigore poiché tutte le donazioni devono consentire una chiara identificazione del donatore. L’avviso è stato diffuso attraverso la serie “Me explica, MPF!” il 22 giugno.

“Le regole elettorali vietano l’uso delle criptovalute per le donazioni a partiti e candidati,” ha dichiarato l’MPF nel suo avviso pubblico.

L’agenzia ha collegato il divieto alla natura pseudonima delle transazioni in criptovaluta. Il sistema di finanziamento delle campagne in Brasile richiede che le donazioni passino attraverso canali che identificano sia il donatore che il destinatario. L’MPF ha affermato che questo aiuta le autorità elettorali a rivedere i conti delle campagne e a tracciare l’origine dei fondi.

Regole di Finanziamento delle Campagne

Le regole consentono strumenti come Pix e bonifici bancari, a condizione che il donatore possa essere identificato. Anche il crowdfunding è consentito, ma solo attraverso piattaforme registrate e autorizzate dalla Corte Elettorale Superiore. Le campagne che violano queste regole possono affrontare sanzioni, e l’MPF ha avvertito che i partiti e i candidati possono ricevere multe, dover restituire il denaro al Tesoro Nazionale o affrontare procedimenti legati all’abuso di potere economico.

Prossime Elezioni e Regolamentazioni

L’avviso arriva in vista delle elezioni di ottobre 2026 in Brasile. Il primo turno è previsto per il 4 ottobre, mentre un eventuale secondo turno per le elezioni presidenziali o per i governatori si svolgerà il 25 ottobre. Il Brasile ha anche preso provvedimenti contro i mercati di scommesse legati alle elezioni. Ad aprile, le autorità hanno limitato le piattaforme di mercato delle previsioni dall’offrire contratti legati a eventi politici, elettorali, sociali, culturali e sportivi.

Questa misura ha colpito piattaforme come Polymarket e Kalshi, che avevano offerto mercati legati agli esiti politici brasiliani. Secondo Reuters, il Brasile ha bloccato 27 piattaforme di mercato delle previsioni e ha limitato i contratti per eventi a settori come gli indicatori economici.

Contesto Normativo sulle Criptovalute

Il divieto delle donazioni in criptovaluta è separato dalle regole del mercato delle previsioni. Entrambe le azioni dimostrano che il Brasile ha stabilito limiti più chiari riguardo all’uso degli asset digitali nelle elezioni, nel finanziamento politico e nei mercati pubblici regolamentati. Come riportato in precedenza da crypto.news, il Brasile ha anche bloccato l’uso delle criptovalute all’interno dei circuiti di pagamento transfrontalieri regolamentati a maggio.

Questa regola non ha vietato i trasferimenti di criptovaluta nel paese, ma ha mantenuto gli asset virtuali al di fuori del regolamento eFX supervisionato. Il Brasile rimane uno dei più grandi mercati di criptovalute dell’America Latina, ma i regolatori continuano a definire i confini entro cui la criptovaluta può operare.

In un aggiornamento recente, crypto.news ha trattato il nuovo mandato di audit del Brasile per gli exchange di criptovalute che cercano autorizzazione. In precedenza, crypto.news ha esplorato il piano del Brasile di inasprire le regole sulle stablecoin, con un disegno di legge che vieterebbe le stablecoin algoritmiche e richiederebbe agli emittenti nazionali di coprire completamente i loro token.

In un articolo precedente, crypto.news ha discusso della consultazione fiscale sulle criptovalute sospesa dal Brasile durante un anno elettorale. Questo ritardo ha dimostrato che i funzionari potrebbero attendere su alcune misure fiscali pur continuando a far rispettare le regole esistenti nei settori dei pagamenti, degli scambi e del finanziamento delle campagne.

L’avviso dell’MPF non introduce nuove leggi sulle criptovalute, ma ribadisce una regola già in vigore dal 2019. Per i candidati e i partiti, il messaggio rimane chiaro: il denaro della campagna deve essere identificabile e le donazioni in criptovaluta non soddisfano tale standard secondo le attuali normative elettorali.