Introduzione delle nuove regole per le stablecoin
Il Tesoro degli Stati Uniti sta introducendo regole che obbligheranno gli emittenti di stablecoin ancorate al dollaro a implementare sistemi di “kill switch” e a gestire programmi completi di anti-riciclaggio (AML) e sanzioni, aumentando il controllo sui flussi on-chain.
Dettagli delle nuove normative
Secondo un pacchetto di regole esaminato da CoinDesk, queste normative trasformeranno gli emittenti di stablecoin in custodi di conformità, costringendoli a bloccare, congelare o rifiutare transazioni sospette. La proposta congiunta della Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN) e dell’Office of Foreign Assets Control (OFAC) richiede agli emittenti che operano negli Stati Uniti di integrare meccanismi tecnici nei loro token e di gestire programmi completi in linea con il Bank Secrecy Act, che includono la due diligence dei clienti e la segnalazione di attività sospette.
“Gli emittenti di stablecoin dovranno disporre di sistemi capaci di ‘bloccare, congelare e rifiutare’ transazioni e di fermare flussi specificamente contrassegnati, dedicando ‘maggiore attenzione e risorse’ a clienti e attività ad alto rischio.”
Implicazioni del GENIUS Act
Questa proposta segue una spinta più ampia sotto il GENIUS Act (Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins), che tratta gli emittenti di stablecoin di pagamento come istituzioni finanziarie ai sensi del Bank Secrecy Act, attivando obblighi completi di AML e sanzioni. I funzionari del Tesoro hanno presentato il GENIUS Act e le normative correlate come un bilanciamento tra le esigenze delle forze dell’ordine e l’innovazione, sostenendo che standard federali chiari supporteranno l’uso delle stablecoin all’interno del sistema finanziario statunitense.
Strumenti di conformità e responsabilità
Un rapporto del Tesoro di marzo 2026 al Congresso ha affermato che strumenti di conformità innovativi per le attività digitali dovrebbero “contrastare il finanziamento illecito che coinvolge attività digitali”, garantendo al contempo che gli Stati Uniti “rimangano un leader” nell’innovazione finanziaria. In precedenza, il consigliere per le criptovalute della Casa Bianca, Patrick Witt, ha sostenuto che un quadro normativo per le stablecoin potrebbe portare “nuovo capitale netto nel sistema bancario statunitense”.
Reazioni e preoccupazioni
In pratica, queste regole formalizzerebbero ciò che alcuni grandi emittenti di token ancorati al dollaro stanno già facendo: le stablecoin centralizzate possono tecnicamente congelare, bloccare o bruciare token, anche nei mercati secondari, in risposta a sanzioni statunitensi o ordini delle forze dell’ordine. Il GENIUS Act e le normative successive del Tesoro renderebbero queste capacità un prerequisito legale, incorporando strumenti di enforcement direttamente nell’infrastruttura delle stablecoin ed esponendo i dirigenti a potenziali responsabilità penali per certificazioni di conformità false.
“Il requisito di monitorare e intervenire nell’attività del mercato secondario potrebbe costringere gli emittenti a implementare analisi blockchain avanzate su larga scala, aumentando i costi e affinando la linea tra entità di stablecoin regolamentate, simili a banche, e progetti crittografici senza permesso.”
Conclusioni
Il lavoro dei legislatori sul GENIUS Act è stato descritto come un punto di svolta per la supervisione delle stablecoin, con Circle che ha accolto regole più chiare, mentre rivali come Tether hanno affrontato nuove domande su sanzioni e conformità AML. Le battaglie territoriali tra stati e federali sulla supervisione delle stablecoin potrebbero influenzare dove gli emittenti scelgono di stabilirsi e raccogliere capitale, ora che il Tesoro ha iniziato a definire quando i regimi statali sono “sostanzialmente simili” agli standard federali.