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La senatrice Warren accusa l’OCC di aver approvato illegalmente le licenze bancarie per le criptovalute

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La Questione delle Licenze di Fiducia per Criptovalute

La senatrice Elizabeth Warren ha messo in discussione la legalità delle licenze di fiducia per criptovalute rilasciate dall’OCC, in base al National Bank Act. Ha accusato l’Ufficio del Comptroller of the Currency (OCC) di violare potenzialmente il National Bank Act approvando una serie di licenze bancarie nazionali per aziende di criptovalute che definisce “non qualificate” e che operano oltre i limiti consentiti dalla legge federale.

Lettera al Comptroller

In una lettera inviata questa settimana al Comptroller of the Currency, Jonathan Gould, la senatrice democratica del Massachusetts ha sostenuto che la recente ondata di licenze nazionali di fiducia legate alle criptovalute da parte dell’OCC “costituisce una chiara violazione del National Bank Act”, poiché i destinatari “sembrano superare di gran lunga il ristretto ambito di attività consentito dalla legge”.

“Questi fondi fiduciari per criptovalute sembrano superare di gran lunga il ristretto ambito di attività consentito dalla legge”.

Secondo Bloomberg, Warren ha dichiarato che l’agenzia ha approvato almeno nove di queste licenze per aziende di asset digitali che “sembrano non qualificate” e ha sollecitato Gould a spiegare se il suo ufficio abbia applicato correttamente gli standard statutari nella valutazione della loro idoneità a operare come banche nazionali di fiducia.

Implicazioni Legali e Regolatorie

Warren ha inquadrato la questione come una semplice questione di legalità, piuttosto che di discrezionalità politica, sollevando così la prospettiva che l’OCC stia effettivamente riscrivendo il National Bank Act attraverso decisioni di concessione di licenze. Il suo intervento arriva solo pochi mesi dopo che l’OCC ha emesso approvazioni condizionali per cinque aziende di asset digitali, permettendo loro di operare come banche nazionali di fiducia non assicurate, focalizzate sulla custodia e sul regolamento, piuttosto che su depositi o prestiti.

Questo sviluppo ha intensificato il dibattito su quanto possa essere estesa la legge bancaria esistente per accogliere gli asset digitali. La lettera della senatrice mette anche in discussione se il regolatore abbia rispettato tutte le disposizioni legali pertinenti durante il processo di approvazione e richiede chiarimenti sulla conformità delle aziende di criptovalute nell’ottenere le licenze bancarie.

Posizione dell’OCC e Reazioni del Settore

L’OCC ha trascorso l’ultimo anno aprendo metodicamente percorsi fiduciari federali per le aziende di criptovalute, sostenendo che la custodia, il regolamento e le transazioni di “principale senza rischio” di asset crittografici rientrano nell’attività bancaria quando sono adeguatamente supervisionate sotto la sua autorità esistente. Nel dicembre 2025, ha confermato che le banche nazionali possono agire come principali senza rischio nelle transazioni di asset crittografici, a condizione che le posizioni siano abbinate e non mantenute in inventario.

I sostenitori del settore descrivono il percorso della licenza fiduciaria come un modo per portare la custodia e il regolamento degli asset digitali su larga scala sotto un supervisore federale uniforme. Tuttavia, Warren ha avvertito più volte che concedere licenze di fiducia nazionali ai giocatori delle criptovalute senza una solida base statutaria potrebbe radicare l’arbitraggio normativo e il favoritismo politico nel cuore del sistema bancario.

Richiesta di Maggiore Trasparenza

I suoi precedenti scontri su offerte di licenze di alto profilo hanno già evidenziato preoccupazioni riguardo all’indipendenza dell’OCC e al rischio che le aziende di criptovalute possano ottenere privilegi bancari senza adeguate garanzie. Gould ha precedentemente insistito sul fatto che le revisioni delle licenze per criptovalute siano “apolitiche e non partigiane”, ma la nuova lettera di Warren richiede documentazione dettagliata delle analisi legali alla base di ciascuna approvazione e un rendiconto di come l’OCC abbia concluso che queste aziende di asset digitali si qualificano come banche nazionali di fiducia ai sensi del National Bank Act.

Questo confronto ora stabilisce una prova più ampia di quanto lontano possa essere spinta la legge bancaria statunitense per accogliere l’infrastruttura crittografica, prima che il Congresso sia costretto a chiarire o limitare l’autorità dell’OCC.

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