Suspensione delle Operazioni di Cryptolink
L’agenzia di intelligence finanziaria australiana ha sospeso le operazioni degli ATM crypto di Cryptolink per tre mesi, a seguito di irregolarità nella segnalazione delle transazioni e di preoccupazioni persistenti sulla gestione da parte dell’azienda di attività ad alto rischio.
Dettagli della Sospensione
Secondo il Centro australiano per i rapporti e l’analisi delle transazioni (AUSTRAC), la registrazione di Cryptolink come fornitore di servizi di asset virtuali è stata sospesa dal 9 agosto, impedendo all’azienda di operare i suoi 96 ATM Bitcoin durante il periodo di sospensione. Il CEO di AUSTRAC, Brendan Thomas, ha dichiarato che il regolatore è preoccupato per la capacità di Cryptolink di gestire transazioni ad alto rischio attraverso i suoi ATM crypto.
“Come parte del nostro continuo focus sulla valuta digitale come rischio di riciclaggio di denaro, AUSTRAC ha preoccupazioni persistenti sulla capacità dell’azienda di gestire transazioni ad alto rischio attraverso i suoi ATM” – Brendan Thomas
Storia Normativa di Cryptolink
Questa azione segue un impegno esecutivo imposto all’operatore nell’ottobre 2025, a causa di precedenti inadempienze normative identificate dal gruppo di lavoro sulle criptovalute dell’agenzia. Cryptolink gestisce macchine che consentono ai clienti di scambiare contante per Bitcoin, con la maggior parte dei suoi 96 ATM situati in grandi città come Sydney, Melbourne e Brisbane.
AUSTRAC ha affermato che Cryptolink non ha soddisfatto i requisiti di segnalazione di base, in particolare per quanto riguarda le obbligazioni relative ai rapporti sulle transazioni soglia. Inoltre, l’azienda non ha risposto a una richiesta di informazioni da parte del regolatore.
Impatto della Sospensione
La sospensione della registrazione di tre mesi ora impedisce a Cryptolink di fornire i servizi di asset virtuali registrati coperti dall’ordine, portando di fatto offline la sua rete di ATM Bitcoin australiana per la durata della sospensione.
La sospensione di Cryptolink arriva dopo oltre un anno di scrutinio normativo del settore degli ATM crypto in Australia, che è cresciuto rapidamente attirando l’attenzione delle autorità contro il crimine finanziario. L’Australia ha il mercato di ATM crypto più grande della regione Asia-Pacifico.
Statistiche e Rischi Associati
Parlando al National Press Club di Canberra nell’ottobre 2025, il Ministro degli Interni Tony Burke ha dichiarato che il numero di macchine era aumentato da 23 sei anni prima a circa 2.000. Burke ha affermato che l’Australia era diventata il terzo mercato di ATM crypto più grande al mondo in quel momento, mentre le autorità avevano collegato alcune attività riguardanti le macchine a truffe, frodi, riciclaggio di denaro, transazioni di droga illecite e altre attività criminali.
Citando i dati di AUSTRAC, Burke ha affermato che l’85% dei fondi che passano attraverso gli ATM crypto tra gli utenti ad alto volume erano associati a truffe o money mules.
Risposta delle Autorità e Misure di Sicurezza
AUSTRAC aveva iniziato ad aumentare il suo scrutinio sugli operatori mesi prima. Nel marzo 2025, l’agenzia aveva avvertito i fornitori di ATM crypto riguardo alla conformità con le normative australiane sul riciclaggio di denaro prima di condurre indagini mirate nel settore. Entro giugno, il regolatore aveva introdotto un limite di transazione in contante di A$5.000 per i depositi e i prelievi degli ATM crypto.
Le autorità hanno anche documentato casi in cui i truffatori hanno indirizzato le vittime verso gli ATM crypto per trasferire denaro. La Polizia della Tasmania ha riportato nel luglio 2025 che 15 vittime avevano perso un valore stimato di A$2,5 milioni attraverso truffe che coinvolgevano gli ATM crypto.
Conclusioni
La risposta dell’Australia non ha raggiunto l’approccio adottato oltre il Mare di Tasman. La Nuova Zelanda ha annunciato un divieto sugli ATM crypto nel giugno 2025 come parte di misure destinate a prevenire ai criminali di convertire contante illecito in asset digitali. Le autorità australiane, invece, si sono orientate verso limiti più severi, controlli sui clienti e supervisione normativa degli operatori.