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Le banche chiedono restrizioni più severe sui premi per le stablecoin nel Clarity Act

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Richiesta di restrizioni sui premi per le stablecoin

Otto gruppi di settore bancario hanno esortato i leader del Senato a inasprire le restrizioni sui premi per le stablecoin nel Clarity Act, sostenendo che le eccezioni nel disegno di legge potrebbero consentire pagamenti simili agli interessi, allontanando così i depositi dalle banche.

Lettera ai leader del Senato

Nella loro lettera indirizzata ai leader del Senato John Thune e Chuck Schumer, il gruppo ha dichiarato di non poter sostenere le ultime revisioni del Clarity Act riguardanti i premi per le transazioni che coinvolgono stablecoin—token tipicamente ancorati al dollaro—e ha chiesto restrizioni più severe sui pagamenti legati a quanto i clienti detengono o per quanto tempo li detengono.

“Sosteniamo questa distinzione in linea di principio, anche se riteniamo che il modo in cui il testo legislativo attuale è redatto fornisca scappatoie e vie per eludere facilmente il divieto, consentendo comunque di effettuare pagamenti di interessi e simili sui saldi delle stablecoin,” ha scritto il gruppo.

Firmatari e contesto

I firmatari includono l’American Bankers Association, il Bank Policy Institute e l’Independent Community Bankers of America, che rappresentano grandi banche e prestatori comunitari. La lettera arriva in vista di un voto procedurale chiave del Senato previsto per martedì, dopo il rilascio di una versione rivista del Clarity Act.

Richieste specifiche

Sebbene il disegno di legge stabilisca regole federali per le attività digitali e chiarisca le responsabilità dei regolatori, il gruppo desidera rimuovere “esclusivamente” da una restrizione sui pagamenti collegati al possesso di stablecoin. Chiedono anche di sostituire uno standard di equivalenza con un test “sostanzialmente simile”, ampliando la restrizione per includere incentivi che somigliano agli interessi sui depositi.

“Dato che i pagamenti di interessi sono spesso calcolati in riferimento a durata, saldo e anzianità, questo sottoparagrafo sembra contraddire il divieto iniziale,” hanno scritto i gruppi.

Impatto sulle banche e sui prestatori comunitari

Le banche sostengono che tali incentivi potrebbero attrarre denaro che altrimenti utilizzerebbero per finanziare mutui, fattorie e piccole imprese. La lettera afferma che i prestatori comunitari e orientati alla missione potrebbero essere particolarmente esposti, ma non fornisce stime di potenziali deflussi o prove che le riduzioni di prestiti previste siano già avvenute.

Critiche alla proposta di “circuit breaker”

I gruppi hanno anche respinto una proposta di “circuit breaker” per il volo dei depositi, descrivendola come un modo per consentire ai regolatori di rispondere solo dopo deflussi sostanziali.

“Un circuito che si attiva solo dopo che è già avvenuto un volo sostanziale di depositi non è affatto una salvaguardia,” ha scritto il gruppo.

Conclusioni e richieste future

“Il Congresso dovrebbe affrontare questo rischio in anticipo, assicurando che il Clarity Act proibisca premi e incentivi per le stablecoin che funzionano come interessi sui depositi, piuttosto che aspettare che ci siano danni per le banche, i mutuatari e le comunità prima che i regolatori siano autorizzati a rispondere.”

La lettera ha rinnovato le richieste avanzate da sei gruppi di settore bancario a maggio, inclusi limiti sui premi legati ai saldi dei conti e l’adozione di uno standard “sostanzialmente simile”. La disputa si è da allora diffusa negli stati di origine dei senatori, dove i banchieri comunitari hanno spinto per restrizioni più severe e gli avvocati delle criptovalute hanno mobilitato supporto per il disegno di legge. Le aziende di criptovalute sostengono che i premi per le stablecoin dovrebbero rimanere disponibili e che l’industria ha bisogno di regole federali più chiare.

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