Proposta di Sistema Assicurativo per Navi in Transito
L’Iran sta valutando un sistema assicurativo per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, mentre affermazioni non verificate sui pagamenti in Bitcoin aggiungono incertezze su come potrebbe funzionare il regime di transito in tempo di guerra.
Dettagli della Proposta
Secondo l’Agenzia di Stampa Fars, vicina allo stato iraniano, il Ministero degli Affari Economici ha proposto di gestire il traffico marittimo attraverso lo Stretto utilizzando un quadro assicurativo formale legato al transito e ai certificati di responsabilità finanziaria. Fars ha dichiarato di aver ottenuto un documento ufficiale che delinea la proposta, secondo cui il sistema potrebbe generare oltre 10 miliardi di dollari di entrate per Teheran.
Contesto di Conflitto e Navigazione
In un contesto di conflitto tra Stati Uniti e Iran, la proposta arriva mentre la navigazione commerciale attraverso lo Stretto è fortemente interrotta. Circa un quinto del commercio globale di petrolio normalmente passa attraverso questo stretto, sebbene diversi rapporti abbiano indicato che il movimento delle navi si sia rallentato da quando gli attacchi aerei statunitensi contro l’Iran sono iniziati alla fine di febbraio.
Speculazioni sui Pagamenti in Bitcoin
Al centro delle ultime speculazioni c’è un sito web chiamato “Hormuz Safe”, che ha circolato online attraverso screenshot pubblicizzando “Assicurazione Digitale Sicura per Carichi Marittimi”. Diversi rapporti focalizzati sulle criptovalute hanno affermato che la piattaforma era collegata a uno sforzo iraniano per raccogliere pagamenti assicurativi in Bitcoin, sebbene il sito fosse inaccessibile al momento della scrittura e non sia emersa alcuna conferma ufficiale da parte delle autorità iraniane.
Il mese scorso, Fars News aveva separatamente smentito rapporti secondo cui Teheran stesse già raccogliendo pedaggi di transito nello Stretto di Hormuz in criptovaluta.
Rischi e Truffe
La società di consulenza sui rischi MARISKS ha anche avvertito che i truffatori stavano sfruttando l’incertezza. Secondo l’azienda, i proprietari delle navi bloccate a ovest dello Stretto hanno ricevuto messaggi fraudolenti da attori sconosciuti che fingevano di rappresentare le autorità iraniane e richiedevano pagamenti in Bitcoin o Tether per “autorizzazione” e passaggio sicuro. MARISKS ha dichiarato che i messaggi erano falsi e ha avvertito che non provenivano da canali ufficiali iraniani.
Possibili Strutture di Pagamento
Nel frattempo, rapporti mediatici precedenti hanno suggerito che l’Iran avesse già raccolto le sue prime entrate dai pedaggi di navigazione in tempo di guerra il mese scorso, sebbene tali affermazioni rimangano contestate. Prima del conflitto attuale, non esisteva alcun sistema di pedaggio per le navi che attraversavano lo Stretto.
L’attenzione intorno ai possibili pagamenti in Bitcoin è aumentata dopo che le autorità statunitensi hanno congelato 344 milioni di dollari in Tether USDt legati all’Iran il mese scorso. Rapporti precedenti avevano indicato che gli operatori legati all’Iran preferivano USDT e lo yuan cinese per i pagamenti legati all’energia, accettando anche Bitcoin in alcuni casi.
Conclusioni e Rischi Futuri
Chainalysis ha notato in precedenti analisi che l’Iran ha storicamente fatto affidamento su stablecoin garantite in dollari, in particolare USDT sulla blockchain di Tron, per spostare fondi al di fuori dei circuiti finanziari tradizionali. La società di analisi blockchain ha affermato che qualsiasi futura struttura di pedaggio legata alle criptovalute nello Stretto di Hormuz potrebbe creare nuovi rischi di conformità per i fornitori di servizi di asset virtuali che interagiscono con entità sanzionate.
All’inizio di aprile, un portavoce dell’Unione degli Esportatori di Petrolio, Gas e Prodotti Petrolchimici dell’Iran ha riferito ai media che alcune navi potrebbero continuare a passare attraverso lo Stretto se avessero pagato una tariffa di 1 dollaro per barile in Bitcoin. Le navi riceverebbero presumibilmente istruzioni di pagamento solo dopo che le autorità iraniane avessero completato le revisioni interne, con transazioni che ci si aspetta vengano regolate in pochi secondi per evitare tracciamenti o confische nell’ambito dell’applicazione delle sanzioni.