Crypto Prices

Un miliardario mette in discussione il Bitcoin come ‘oro digitale’ a causa del rischio di sequestro delle criptovalute

prima di 10 ore
3 minuti letti
2 visualizzazioni

Il dibattito sull’oro digitale

Il miliardario canadese Frank Giustra ha nuovamente messo in discussione l’etichetta di “oro digitale” del Bitcoin, sostenendo che le criptovalute possono essere tracciate e sequestrate dai governi. Giustra ha rilasciato queste dichiarazioni dopo che il Segretario del Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha discusso del sequestro di quasi 1 miliardo di dollari in criptovalute legate all’Iran.

Le osservazioni di Giustra

Le osservazioni di Giustra hanno riacceso il dibattito su se il Bitcoin possa fungere da bene rifugio come l’oro. Il finanziatore del mining e sostenitore dell’oro ha argomentato che il registro pubblico delle criptovalute espone i detentori all’azione statale. A suo avviso, i registri della blockchain rendono gli asset digitali più facili da tracciare rispetto all’oro fisico.

“Le criptovalute non sono al sicuro dal sequestro governativo. Ecco perché non possono essere considerate oro digitale”

Ha anche sottolineato che le riserve di Bitcoin del governo degli Stati Uniti sono costituite da monete sequestrate, aggiungendo: “Non c’è via di scampo”, sostenendo che un detentore potrebbe dover vivere come un fuggitivo se le autorità lo perseguiscono.

Il sequestro delle criptovalute

Bessent ha dichiarato che le autorità statunitensi avevano sequestrato quasi 1 miliardo di dollari in criptovalute legate a reti collegate all’Iran, affermando che i funzionari stavano tracciando fondi digitali utilizzati al di fuori del sistema bancario tradizionale. Ha anche lanciato un avvertimento diretto ai detentori di wallet, dicendo:

“Alcuni di loro stanno digitando nei loro wallet proprio ora e non hanno idea che sia già tutto andato”

Questo commento ha attirato l’attenzione perché ha inquadrato il sequestro delle criptovalute come uno strumento di enforcement attivo.

Le differenze tra Bitcoin e stablecoin

Come riportato in precedenza da crypto.news, le autorità statunitensi hanno dichiarato di aver sequestrato quasi 1 miliardo di dollari in criptovalute legate all’Iran come parte di una campagna più ampia contro le reti finanziarie di Teheran. Lo stesso filone di reporting ha mostrato che Tether ha bloccato 344 milioni di dollari in USDT su due wallet Tron collegati al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran dopo sanzioni e azioni di enforcement.

Questi casi evidenziano la differenza tra gli asset crittografici: gli emittenti di stablecoin possono congelare direttamente i token quando ricevono richieste legali o di conformità. Il Bitcoin, invece, non può essere congelato da un emittente, ma i registri pubblici possono comunque supportare il tracciamento, ordini del tribunale, sequestri di exchange e azioni di recupero.

Le argomentazioni di Giustra

Giustra ha spesso utilizzato il Bitcoin detenuto dal governo per mettere in discussione la narrativa dell’oro digitale, sostenendo che se le riserve statali provengono principalmente da confiscazioni, la resistenza del Bitcoin al sequestro è più debole di quanto affermano i sostenitori. Un precedente rapporto di crypto.news ha notato che il governo degli Stati Uniti deteneva circa 328.372 BTC a febbraio 2026, rendendolo il più grande detentore statale noto di Bitcoin all’epoca.

Per Giustra, questo punto è cruciale, poiché il Bitcoin sequestrato ora fa parte delle discussioni sulle riserve ufficiali, indebolendo l’affermazione che il Bitcoin sia al di fuori della portata del governo.

Le risposte dei sostenitori del Bitcoin

I sostenitori del Bitcoin rispondono spesso che la custodia autonoma offre agli utenti più controllo rispetto ai depositi bancari o ai saldi degli exchange. Sostengono anche che le frasi seed memorizzate e i trasferimenti peer-to-peer possono ridurre la dipendenza dai custodi. Tuttavia, il controargomento di Giustra si concentra sul rischio pratico: gli utenti affrontano ancora il tracciamento, la pressione legale, i controlli di frontiera, la sorveglianza degli exchange e il rischio per la sicurezza personale se le autorità li collegano a wallet specifici.

Conclusione

Il dibattito tra Bitcoin e oro è cresciuto mentre gli investitori cercano asset al di fuori delle valute fiat. I sostenitori del Bitcoin sottolineano la sua offerta fissa, la trasferibilità globale e l’indipendenza dalle banche centrali, mentre i sostenitori dell’oro evidenziano il track record più lungo dell’oro fisico, l’assenza di una traccia digitale pubblica e la mancanza di necessità di regolamentazione basata su internet.

Giustra ha ripetutamente affermato che il Bitcoin si comporta più come un asset speculativo che come un vero bene rifugio. I suoi ultimi commenti non negano il valore di mercato del Bitcoin, ma si concentrano sulla questione se le criptovalute meritino lo stesso status di protezione che gli investitori spesso attribuiscono all’oro.

Il dibattito ora si colloca tra due fatti: il Bitcoin offre ai detentori un controllo diretto quando utilizzano la custodia autonoma, ma i governi possono comunque tracciare le transazioni e sequestrare gli asset attraverso custodi, ordini legali o casi di recupero. Per ora, l’argomento di Giustra mantiene la pressione su una delle narrazioni più forti del Bitcoin: se le criptovalute possono essere tracciate e sequestrate, non dovrebbero essere trattate come oro digitale allo stesso modo dell’oro fisico.

Popolare