Introduzione a DOG Mode
L’avvocato di Bitcoin Ordinals, Leonidas, ha introdotto DOG Mode, un client Bitcoin open-source alternativo che modifica il modo in cui i nodi trasmettono determinate transazioni valide, senza alterare le regole di consenso di Bitcoin. Questo progetto aggiunge un nuovo strato alla disputa riguardante Ordinals, Runes e l’uso dello spazio blocco di Bitcoin.
Annuncio e Funzionalità di DOG Mode
Nella sua annuncio di DOG Mode, Leonidas ha sostenuto che Bitcoin Core e Bitcoin Knots applicano restrizioni politiche che non sono richieste dalle regole di consenso di Bitcoin. Ha affermato che una transazione può rimanere valida sotto consenso, mentre i nodi predefiniti continuano a rifiutarsi di trasmetterla attraverso la rete peer-to-peer.
“Sono molto entusiasta di annunciare il lancio di un nuovo client Bitcoin open-source chiamato Bitcoin $DOG Mode. Bitcoin Core e Bitcoin Knots hanno trascorso anni ad applicare regole che Bitcoin stesso non ha. Una transazione può essere completamente valida sotto consenso e comunque essere bloccata da…”
DOG Mode aumenterebbe la dimensione massima delle transazioni individuali consentite sotto la sua politica di trasmissione a 3,9 milioni di unità di peso, mentre la politica predefinita di Bitcoin Core attualmente limita le transazioni standard individuali a 400.000 unità di peso. Inoltre, il client abbasserebbe la soglia di polvere a un satoshi per piccoli output di transazione.
Implicazioni e Controversie
Come riportato da crypto.news, DOG Mode non richiede un fork di Bitcoin, poiché opera all’interno delle regole di consenso esistenti. I nodi possono scegliere di eseguire il software e trasmettere transazioni che altri client potrebbero considerare non standard, mentre i miner decidono ancora quali transazioni valide includere nei blocchi.
La proposta si concentra su una disputa di lunga data riguardante se Bitcoin debba trattare ogni transazione valida che paga una commissione in modo equo. Leonidas supporta un modello basato sul mercato in cui gli utenti competono per lo spazio blocco attraverso le commissioni, piuttosto che lasciare che siano i programmatori di software a decidere quali strutture di transazione dovrebbero ricevere supporto di trasmissione predefinito.
DOG Mode potrebbe facilitare la propagazione di grandi iscrizioni Ordinals e piccoli output utilizzati da alcuni protocolli di token nativi di Bitcoin. Tuttavia, diverse politiche di trasmissione potrebbero anche lasciare i nodi con visioni diverse delle transazioni non confermate prima che i miner le aggiungano ai blocchi. Le regole di consenso di Bitcoin rimarrebbero inalterate, anche se i mempool dei nodi differissero.
Confronto con BIP 110
L’approccio di DOG Mode contrasta con BIP 110, che propone restrizioni temporanee al consenso su diverse forme di dati di transazione. Come riportato da crypto.news, il sviluppatore di Bitcoin Luke Dashjr ha continuato a sostenere la proposta nonostante l’opposizione da parte degli utenti che vedono le restrizioni come censura. I sostenitori di BIP 110 sostengono che le transazioni pesanti in dati aumentano i costi di archiviazione e consumano spazio blocco scarso. I critici, d’altra parte, avvertono che cambiare le regole di consenso per limitare le transazioni attualmente valide potrebbe creare un precedente più ampio.
Michael Saylor e Adam Back si sono opposti a BIP 110, come riportato da crypto.news, mentre il segnale dei miner è rimasto ben al di sotto della soglia di attivazione proposta del 55% a metà luglio.
Governance e Futuro di DOG Mode
DOG Mode solleva anche interrogativi su come funziona la governance di Bitcoin al di fuori delle modifiche formali al protocollo. Gli sviluppatori di Bitcoin Core possono impostare politiche di trasmissione predefinite, ma gli operatori di nodi rimangono liberi di eseguire altri software. I miner possono anche ricevere transazioni attraverso canali diretti, invece della rete pubblica di trasmissione peer-to-peer. Questa distinzione significa che DOG Mode non ha bisogno di un ampio consenso per iniziare a operare.
La sua influenza dipenderà da se gli operatori di nodi, i miner e gli utenti di Bitcoin sceglieranno di adottare le sue politiche. Leonidas ha affermato che l’obiettivo a lungo termine è un uso più ampio per spingere i client Bitcoin esistenti a riconsiderare le restrizioni che lui considera non necessarie.
Conclusione
Il dibattito ora presenta due approcci diversi all’attività contestata di Bitcoin: BIP 110 cerca nuove restrizioni al consenso, mentre DOG Mode rimuove alcuni limiti delle politiche predefinite senza cambiare il consenso. L’esito dipenderà da quale software gli utenti sceglieranno di eseguire e quali transazioni i miner decideranno di elaborare.