Congelamento di Criptovalute da Parte degli Stati Uniti
Gli Stati Uniti hanno congelato oltre 131 milioni di dollari in criptovalute detenute in portafogli collegati alla Banca Centrale dell’Iran, come dichiarato dal Segretario al Tesoro Scott Bessent. Questa azione si inserisce in una più ampia campagna statunitense volta a colpire l’uso di beni digitali da parte dell’Iran e altri canali finanziari.
Azione del Tesoro e Sanzioni
In un post del 14 luglio su X, Bessent ha comunicato che l’Ufficio per il Controllo dei Beni Stranieri del Dipartimento del Tesoro ha sanzionato diversi portafogli legati alla banca centrale iraniana, portando al congelamento di oltre 130 milioni di dollari. Il Tesoro è impegnato a interrompere e degradare le attività finanziarie illecite dell’Iran, incluso l’abuso di beni digitali.
“Il Tesoro rimane impegnato a interrompere e degradare le attività finanziarie illecite dell’Iran, incluso il suo abuso di beni digitali.” – Scott Bessent
Identificazione dei Portafogli e Blocco di Tether
L’investigatore on-chain Specter ha identificato quattro portafogli sulla rete Tron che detenevano un totale combinato di circa 131 milioni di dollari in USDT. Rapporti basati su questa analisi hanno confermato che Tether ha bloccato gli indirizzi, impedendo il trasferimento degli stablecoin. Bessent non ha specificato gli indirizzi individuali nella sua dichiarazione, ma ha ribadito l’impegno del Tesoro a seguire il denaro e limitare l’accesso ai fondi collegati alle reti di entrate del governo iraniano.
Contesto e Conseguenze
Questa mossa segue un’azione di enforcement molto più ampia avvenuta ad aprile. Come riportato in precedenza, Tether ha bloccato circa 344 milioni di dollari in USDT su due portafogli Tron dopo che le autorità statunitensi hanno collegato gli indirizzi a reti iraniane. Un portafoglio conteneva circa 213 milioni di dollari, mentre l’altro circa 131 milioni di dollari.
L’analisi della blockchain ha rivelato schemi di transazione associati a portafogli legati ai Corpi delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran e intermediari collegati alla Banca Centrale dell’Iran. I fondi sono stati bloccati attraverso controlli integrati nel token USDT, piuttosto che tramite modifiche alla blockchain di Tron stessa.
Operazione Economic Fury
Gli Stati Uniti hanno intensificato il loro focus sull’infrastruttura di beni digitali dell’Iran nel 2026. A giugno, il Tesoro ha sanzionato quattro exchange di criptovalute iraniani, tra cui Nobitex, che il dipartimento ha affermato gestisse oltre la metà degli afflussi di beni digitali iraniani nel 2025. Come riportato, Bessent ha anche dichiarato a maggio che le azioni statunitensi avevano sequestrato o congelato quasi 1 miliardo di dollari in criptovalute legate all’Iran.
Tensioni Militari e Enforcement delle Stablecoin
La nuova azione sui portafogli arriva in un contesto di rinnovate tensioni militari tra Washington e Teheran. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato nuovi attacchi contro obiettivi militari iraniani e la ripresa di un blocco dei porti iraniani questa settimana, dopo che una pausa nelle ostilità di giugno ha iniziato a rompersi.
L’ultimo congelamento evidenzia anche il ruolo di enforcement che le stablecoin centralizzate possono svolgere. A differenza di Bitcoin, USDT contiene controlli a livello di emittente che possono impedire a indirizzi sanzionati di muovere token. Tether ha utilizzato questi controlli in diverse azioni di enforcement, inclusa l’azione di congelamento legata all’Iran di aprile e un’azione di luglio che coinvolgeva portafogli sanzionati per presunto finanziamento di ISIS-K.
Per l’ultima azione di 131 milioni di dollari, il Tesoro ha confermato che i portafogli erano legati alla Banca Centrale dell’Iran e che i fondi erano stati congelati. Le dichiarazioni pubbliche non hanno rivelato come gli asset siano stati originariamente ottenuti o come le autorità abbiano determinato l’uso previsto dei fondi.