Proposta di Tassazione sulle Criptovalute in Francia
Tre dirigenti di aziende legate alle criptovalute hanno proposto di tassare direttamente gli scambi tra criptovalute e stablecoin, sottolineando che questo approccio accelererebbe l’uso delle criptovalute come mezzo di pagamento e ridurrebbe la complessità del calcolo delle tasse per gli utenti.
Critiche e Proposte
Una proposta per sviluppare un nuovo regime fiscale per le criptovalute è emersa in Francia, suscitando critiche da parte della comunità crypto locale. Jean Meyer, CEO di Deblock, Damien Patureaux, co-fondatore di Lyzi, e Pierre Morizot, CEO di Waltio, hanno suggerito di abbassare il livello della tassazione sulle criptovalute in Francia, tassando direttamente le conversioni da asset crypto a stablecoin.
“Un detentore francese che converte i suoi bitcoin in stablecoin non attiva alcuna tassazione.”
Inoltre, hanno spiegato che questa particolarità non comporta alcun vantaggio competitivo e costituisce una “singolarità fiscale” che si traduce in entrate mancate e infrastrutture non costruite.
Opinioni dei Dirigenti
Quando è stato chiesto il fondamento di questa proposta, Patureaux e Meyer hanno presentato un punto di vista che risuona con le loro aziende, le quali forniscono soluzioni di pagamento elettronico che supportano criptovalute e stablecoin. Secondo Patureaux, questa misura semplificherebbe i pagamenti in criptovalute per gli utenti e incentiverebbe una più ampia adozione dei pagamenti in crypto a livello commerciale.
“Quando si paga in crypto, i clienti pongono molte domande ai commercianti riguardo alla tassazione. Ci troviamo a dover fornire assistenza post-vendita per il cliente del commerciante invece di effettuare vendite.”
Meyer ha proposto di abbandonare la tassazione delle plusvalenze sulle criptovalute in cambio della tassazione sugli scambi da crypto a stablecoin, mantenendo l’esenzione sulle transazioni da crypto a crypto, spostando così la complessità del calcolo fiscale sugli utenti e sugli scambi.
Morizot, che dirige un’azienda di software fiscale, ha sottolineato che “la non tassazione delle transazioni crypto/stablecoin è una spada di Damocle.” La proposta porterebbe a un boom nelle dichiarazioni fiscali degli individui, comportando una maggiore raccolta fiscale dai detentori di criptovalute, insieme all’implementazione di DAC8, un’iniziativa di condivisione dei dati crypto tra i paesi dell’UE a cui la Francia ha aderito e che si sta espandendo a più nazioni.
Statistiche e Preoccupazioni
Chainalysis stima che oltre il 90% dei guadagni crypto in Francia non venga dichiarato, considerando i dati del 2025. Claire Balva, Direttore Generale dell’Associazione per lo Sviluppo degli Asset Digitali (ADAN), ha sottolineato che la tassazione può avvenire solo a livello di conversione fiat, poiché le tasse possono essere pagate solo in euro, non in bitcoin o stablecoin.
Per Balva, l’implementazione di tale misura spingerebbe gli utenti a effettuare scambi verso stablecoin non regolamentate nell’UE, come USDT. Tuttavia, Balva ha spiegato che questa è ancora solo una proposta e che non ci si aspetta che vengano approvati cambiamenti al regime fiscale attuale.
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