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Il Chief Legal Officer di Ripple Chiede Unità nel Settore delle Criptovalute Dopo il Fallimento del CLARITY Act

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Richiesta di Maggiore Coordinazione nell’Industria delle Criptovalute

Il Chief Legal Officer di Ripple, Stuart Alderoty, ha sollecitato una maggiore coordinazione nell’industria delle criptovalute dopo che il CLARITY Act non è riuscito ad avanzare nel Senato. Ha affermato che questo fallimento ha messo in luce le divisioni nella comunicazione e nel supporto politico riguardanti la legislazione sugli asset digitali.

Unità Necessaria dopo il Fallimento del CLARITY Act

Secondo Alderoty, la risposta dell’industria delle criptovalute a Washington deve diventare più unita dopo il fallimento del CLARITY Act. Ha espresso questo punto di vista in un post del 17 settembre su X, due giorni dopo il voto del Senato. Alderoty ha inquadrato l’esito come un passo indietro politico piuttosto che un rifiuto dell’adozione delle criptovalute o della necessità di regole federali.

“La politica ha battuto la politica questa settimana. Questa è la lezione, non l’indignazione,”

ha scritto, facendo riferimento alla proprietà di criptovalute negli Stati Uniti e alla continua opposizione alle priorità legislative dell’industria. Il suo riferimento a 67 milioni di americani è in linea con il sondaggio “State of Crypto Holders 2026” della National Cryptocurrency Association, condotto con The Harris Poll, che ha stimato che oltre 67 milioni di adulti statunitensi possiedono criptovalute.

Critiche e Messaggi Contrastanti

Alderoty ha utilizzato questa cifra per sostenere che la presenza dell’industria persisterà indipendentemente dalla sconfitta legislativa. L’esecutivo di Ripple ha poi rivolto le sue critiche all’interno, sostenendo che messaggi contrastanti da parte di aziende di criptovalute e gruppi di advocacy hanno indebolito la posizione dell’industria. Ha dichiarato:

“La nostra industria ha troppe voci che spingono troppi messaggi. Sta a noi risolverlo. È tempo di parlare con una sola voce attraverso un solo megafono.”

Risultato del Voto e Conseguenze Normative

I commenti sono seguiti al voto procedurale del Senato del 15 settembre su H.R. 3633, quando la chiusura non è riuscita con 49 voti favorevoli e 50 contrari. La mozione richiedeva il supporto di tre quinti per avanzare, lasciando la legislazione sulla struttura del mercato delle criptovalute bloccata nonostante mesi di negoziati sul suo quadro normativo.

Ripple ha descritto il risultato come un opportunità mancata nella sua risposta post-voto, sostenendo che i consumatori statunitensi e le aziende di asset digitali hanno ancora bisogno di standard federali uniformi. L’azienda ha sostenuto legislazioni che stabilirebbero giurisdizioni e regole operative più chiare per i mercati delle criptovalute.

Prospettive Future e Sforzi Congressuali

La sconfitta è seguita anche al supporto pubblico del CEO di Ripple, Brad Garlinghouse, prima del voto. Egli aveva sostenuto argomenti per l’approvazione mentre i legislatori consideravano una versione sostanzialmente rivista della legislazione, con oltre 100 modifiche incorporate durante i negoziati. Il voto di chiusura fallito non ha messo fine agli sforzi congressuali attorno alla legislazione. Sette senatori democratici hanno successivamente promesso di continuare i negoziati bipartisan sul CLARITY Act, indicando che i sostenitori potrebbero tornare alla misura dopo aver affrontato disaccordi irrisolti.

Per Ripple, le conseguenze normative più ampie vanno oltre il risultato immediato del Senato. L’azienda sostiene che il trattamento legale e normativo esistente di XRP è separato dal fallimento di attuare un quadro normativo completo, una questione esaminata nelle implicazioni del fallimento del CLARITY Act per XRP e Ripple.

Conclusioni

Le ultime osservazioni di Alderoty spostano l’attenzione dal contenuto della legislazione a come il settore delle criptovalute organizza la propria advocacy. La sua richiesta di meno messaggi contrastanti arriva mentre aziende, gruppi commerciali, legislatori e regolatori continuano a dibattere su come le regole federali sui titoli e sulle merci dovrebbero applicarsi ai mercati degli asset digitali. Il dibattito influisce anche sugli americani che utilizzano criptovalute per conservare o trasferire valore, inclusi il 40% dei possessori che acquistano e pagano con criptovalute e il 41% che le invia a amici e familiari, secondo il sondaggio della NCA.

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