Consumo Energetico di Ethereum
Il Cambridge Centre for Alternative Finance ha stimato il consumo annuale di elettricità di Ethereum in 7,87 gigawattora, corrispondente a una domanda di potenza continua di circa 0,90 megawatt. Lo studio colloca Ethereum vicino al limite inferiore dell’intensità energetica tra le principali blockchain proof-of-stake, quando i ricercatori aggiustano l’uso dell’elettricità in base al valore di mercato.
Emissioni di Carbonio
Cambridge ha anche stimato emissioni annuali di circa 2,37 kilotonnellate di anidride carbonica equivalente. Sebbene Ethereum abbia utilizzato più elettricità in termini assoluti rispetto alla maggior parte delle reti incluse nel confronto, ha consumato circa 33 kilowattora per ogni milione di dollari di valore di mercato, il secondo tasso più basso misurato, dietro a BNB Chain.
Confronto con Altre Reti
Solana ha registrato il valore più alto con circa 13,48 GWh all’anno, mentre Ethereum si è classificato secondo. Le reti nel confronto PoS di Cambridge hanno utilizzato un totale combinato di 38 GWh. NEAR, Tron e TON variavano da 3,6 a 5,1 GWh, mentre Cardano e BNB Chain sono rimasti sotto 1 GWh.
Metodologia dello Studio
Cambridge ha costruito la stima a partire da misurazioni dirette della potenza, piuttosto che applicare un valore presunto a ogni nodo. I ricercatori hanno testato 20 combinazioni dei principali client di esecuzione e consenso di Ethereum su due configurazioni hardware. Un sistema residenziale più leggero ha assorbito una media di 18 watt, mentre una workstation utilizzata per implementazioni professionali ha assorbito circa 152 watt. Lo studio ha calcolato una media ponderata per rete di circa 105 watt per nodo.
Distribuzione dei Nodi
I ricercatori hanno identificato 8.522 nodi completi scopribili, di cui circa il 36% operava su hardware residenziale e il 64% in cloud o nei data center aziendali. Gli Stati Uniti ospitavano il 31% dei nodi, seguiti dalla Germania con il 16%, dalla Finlandia con l’8% e dalla Francia con il 6%. Cambridge ha dichiarato che questi quattro paesi insieme rappresentavano quasi il 62% della rete di nodi completi misurata.
Fonti di Energia e Impatto Ambientale
Le fonti di elettricità di Ethereum ora influenzano la maggior parte della sua impronta di carbonio residua. Cambridge ha stimato che l’energia rinnovabile fornisse il 39,4% della potenza della rete e l’energia nucleare il 17%. Insieme, queste fonti rappresentavano il 56,4%. I combustibili fossili fornivano il restante 43,6%, con il gas naturale che rappresentava la fonte singola più grande al 27,7%.
Commento di Esperti
Alexander Neumüller, responsabile della ricerca del programma energetico degli asset digitali di Cambridge, ha dichiarato: “Sotto il Proof-of-Stake, l’elettricità non è più il prezzo della sicurezza.”
Transizione a Proof-of-Stake
Ethereum ha sostituito il mining proof-of-work con i validatori durante il Merge del 15 settembre 2022. Cambridge ha stimato che la domanda di potenza continua sia scesa da circa 2,4 gigawatt prima della transizione a 0,90 megawatt dopo, una riduzione di oltre il 99,9%.
Conclusioni e Prospettive Future
Il rapporto non afferma che Ethereum utilizzi la minor quantità di elettricità tra tutte le reti proof-of-stake; il suo totale annuale rimane più alto rispetto alla maggior parte dei peer studiati. La sua posizione più forte appare solo dopo che i ricercatori dividono l’uso energetico per il valore di mercato. Cambridge ha anche evitato una stima per transazione, poiché circa il 92% delle transazioni dell’ecosistema Ethereum ora si risolvono su reti di scaling, rendendo incompleta una valutazione solo sulla mainnet.
Cambridge ha dichiarato che una verifica stateless più leggera potrebbe ridurre i requisiti hardware, ma una maggiore partecipazione dei nodi potrebbe compensare questi risparmi. Il rapporto considera la domanda futura come incerta, piuttosto che assumere che i guadagni di efficienza ridurranno l’uso totale.