Bitcoin e Sicurezza Nazionale
Il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha informato i legislatori che il Pentagono ha classificato il lavoro legato a Bitcoin e alle criptovalute, in risposta alla domanda del deputato Lance Gooden riguardo all’uso di Bitcoin da parte degli Stati Uniti per ottenere un vantaggio strategico contro la Cina.
Discussione in Commissione
Questo scambio è avvenuto durante un’udienza della Commissione per i Servizi Armati della Camera, dove Gooden ha inquadrato Bitcoin come una questione di sicurezza nazionale, piuttosto che un semplice bene finanziario. Hegseth ha dichiarato di aver a lungo sostenuto il potenziale di Bitcoin e delle criptovalute, aggiungendo che alcuni sforzi del Dipartimento della Difesa riguardanti “l’abilitazione o la sconfitta” rimangono classificati.
Dettagli Operativi e Nodo Bitcoin
Sebbene Hegseth non abbia fornito dettagli operativi, la sua risposta ha dimostrato che i funzionari della difesa di alto livello discutono ora di Bitcoin in termini militari, considerando vantaggi, cybersicurezza e competizione con la Cina. Il registro pubblico non conferma l’intero ambito del lavoro classificato.
I commenti seguono una testimonianza precedente dell’Ammiraglio Samuel Paparo, capo del Comando Indopacifico degli Stati Uniti, il quale ha informato Gooden che il comando ha un nodo Bitcoin utilizzato per lavori di sicurezza della rete, non per il mining o il trading finanziario.
L’ufficio di Gooden ha dichiarato che Paparo ha descritto Bitcoin come uno strumento informatico legato alla crittografia, alla prova di lavoro e alla protezione della rete. Il comando sta utilizzando il nodo per monitorare la rete Bitcoin e condurre test operativi legati alla cybersicurezza.
Stime e Rischi
Gooden ha anche citato le stime del Bitcoin Policy Institute, secondo cui la Cina detiene circa 194.000 BTC, mentre gli Stati Uniti ne possiedono circa 328.000. Queste cifre rimangono stime, ma supportano l’argomento di Gooden secondo cui Bitcoin è entrato nei dibattiti sulla sicurezza nazionale.
Gooden ha affermato che Bitcoin è passato da un “bene marginale” a una questione di sicurezza nazionale, sottolineando diversi rischi, tra cui le richieste di criptovalute segnalate intorno allo Stretto di Hormuz, il crimine informatico legato alla Corea del Nord e le possibili partecipazioni in Bitcoin della Cina.
Conclusioni
Le affermazioni sull’uso da parte degli avversari necessitano di una formulazione attenta. Le fonti pubbliche supportano le preoccupazioni riguardo al furto di criptovalute legato alla Corea del Nord e ai rischi di pagamento in criptovaluta legati all’Iran, ma il Pentagono non ha confermato pubblicamente ogni dettaglio nel post del TFTC. Le notizie confermate sono più ristrette e più forti.
Hegseth ha riconosciuto il lavoro classificato del Pentagono che coinvolge capacità legate a Bitcoin, mentre Paparo ha confermato l’esistenza di un nodo Bitcoin militare statunitense. Insieme, queste osservazioni mostrano che Bitcoin è ora al centro delle discussioni sulla difesa e sulla geopolitica, non solo nei dibattiti delle commissioni finanziarie.