Indagine sull’ex sindaco di Incheon
La polizia sudcoreana ha perquisito la casa dell’ex sindaco di Incheon, Yoo Jeong-bok, e gli uffici comunali nell’ambito di un’indagine su presunti beni in criptovaluta non dichiarati nella sua dichiarazione finanziaria per le elezioni locali.
Dettagli dell’indagine
Secondo l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, gli investigatori dell’Unità di Indagine Anti-Corruzione e Crimine Economico della Polizia Metropolitana di Incheon hanno effettuato operazioni di perquisizione e sequestro domenica presso la residenza di Yoo e la Divisione Affari Generali del Comune di Incheon. Durante queste operazioni, sono state raccolte prove, tra cui telefoni cellulari e computer, come parte di un’indagine su presunte violazioni della Legge sulle Elezioni dei Pubblici Ufficiali.
L’indagine si concentra su affermazioni secondo cui Yoo e sua moglie avrebbero intenzionalmente omesso di segnalare circa 21.000 token di criptovaluta dopo aver trasferito i beni a un exchange estero prima di presentare le dichiarazioni patrimoniali obbligatorie durante le elezioni locali del 3 giugno in Corea del Sud.
Interrogatori e accuse
La polizia ha già interrogato Yoo, sua moglie, identificata solo con il cognome Choi, e alcuni individui collegati alla campagna del denunciante Park Chan-dae, come riportato da Yonhap. Le nuove perquisizioni fanno parte degli sforzi per ottenere ulteriori prove mentre gli investigatori continuano a esaminare se i beni segnalati avrebbero dovuto essere inclusi nelle dichiarazioni elettorali.
“Le accuse sono emerse circa dieci giorni prima del giorno delle elezioni, quando il comitato della campagna di Park Chan-dae ha presentato una denuncia penale accusando Yoo e sua moglie di aver deliberatamente escluso i beni in criptovaluta dalla loro dichiarazione patrimoniale legalmente richiesta.”
Il rapporto ha affermato che la Commissione Elettorale della Città di Incheon ha successivamente condotto una propria revisione e ha riferito separatamente il caso alla polizia dopo aver determinato che c’erano possibili violazioni della legge elettorale.
Controlli e risultati
Ulteriori controlli sono seguiti il 2 giugno, il giorno prima che gli elettori andassero alle urne, quando la commissione elettorale ha emesso un avviso di correzione affermando che il totale dei beni elencati nei materiali della campagna di Yoo era di circa 78 milioni di won coreani inferiore ai suoi beni effettivi, secondo Yonhap. Le autorità stanno ora indagando se la differenza sia stata causata dall’omissione dei beni in criptovaluta e se tale omissione fosse intenzionale.
Contesto e implicazioni
La Corea del Sud richiede ai candidati alle elezioni pubbliche di divulgare i propri beni, e dichiarazioni inaccurate o incomplete possono portare a indagini penali ai sensi della Legge sulle Elezioni dei Pubblici Ufficiali se le autorità determinano che le informazioni sono state consapevolmente trattenute. Sebbene gli investigatori non abbiano reso pubbliche quali criptovalute siano state coinvolte, il trasferimento segnalato di circa 21.000 token a un exchange estero è diventato una parte centrale dell’indagine.
Yonhap ha riferito che le prove raccolte durante le perquisizioni saranno esaminate insieme alle testimonianze già raccolte da Yoo, sua moglie e altri individui collegati al caso. L’indagine è ancora in corso e la polizia non ha annunciato se ulteriori sospetti saranno interrogati o se alla fine saranno presentate accuse.
Altre indagini in Corea del Sud
Questo caso si aggiunge a una serie di indagini in Corea del Sud in cui gli asset digitali sono diventati parte di indagini politiche o normative. A giugno, News1 ha riferito che la polizia ha perquisito l’exchange di criptovalute Bithumb nell’ambito di un’indagine su presunti abusi di influenza politica da parte del deputato indipendente Kim Byung-gi, per aiutare suo figlio a ottenere un impiego presso Bithumb e Dunamu, l’operatore di Upbit.
Le autorità hanno interrogato Kim più volte mentre esaminavano se fossero state violate leggi attraverso presunti abusi di influenza sulle decisioni di assunzione. L’inchiesta si è successivamente ampliata per includere perquisizioni degli uffici di Bithumb e interviste con i dirigenti dell’exchange.
Sebbene l’indagine su Bithumb riguardi presunti favoritismi nell’occupazione piuttosto che le dichiarazioni di proprietà delle criptovalute, entrambi i casi dimostrano che le questioni legate agli asset digitali continuano a ricevere un’attenzione ravvicinata da parte degli investigatori sudcoreani e delle autorità elettorali o finanziarie.
Controllo del settore delle criptovalute
I regolatori sudcoreani hanno anche mantenuto un attivo controllo del settore delle criptovalute oltre alle indagini penali. All’inizio di quest’anno, Bithumb ha contestato le sanzioni imposte dall’Unità di Intelligenza Finanziaria per presunti fallimenti nel rispetto delle normative Know Your Customer e Anti-Money Laundering, dopo che un tribunale ha temporaneamente sospeso l’applicazione di una restrizione parziale all’attività mentre l’exchange contesta la decisione del regolatore attraverso procedimenti legali separati.
Riflessioni internazionali
Le dichiarazioni sugli asset in criptovaluta da parte dei pubblici ufficiali hanno anche attirato l’attenzione al di fuori della Corea del Sud. All’inizio di questo mese, il direttore dell’FBI Kash Patel ha rivelato un acquisto non precedentemente segnalato di azioni Strategy per un importo compreso tra $100.001 e $250.000, mesi dopo la scadenza per la presentazione legale ai sensi del STOCK Act degli Stati Uniti. Tuttavia, Patel ha attribuito il ritardo a una cattiva comunicazione, mentre il Dipartimento di Giustizia ha affermato che la transazione non ha creato un conflitto di interessi.
Tuttavia, i controllori governativi hanno criticato la tardiva divulgazione, poiché Strategy è il più grande detentore aziendale di bitcoin quotato in borsa al mondo, riaccendendo il dibattito sulla trasparenza finanziaria tra i funzionari pubblici di alto livello.