Esenzione Fiscale sulla Criptovaluta in Thailandia
L’esenzione fiscale di cinque anni sulla criptovaluta in Thailandia è tornata sotto i riflettori dopo che il fondatore di Binance, Changpeng Zhao, ha richiamato l’attenzione su questa politica, suscitando nuove affermazioni secondo cui il paese è diventato un “paradiso fiscale per criptovalute al 0%”. Sebbene l’esenzione sia reale, non è né nuova né illimitata.
Dettagli dell’Esenzione
Il Gabinetto della Thailandia ha approvato la misura il 17 giugno 2025 e il Regolamento Ministeriale n. 399 è stato pubblicato nella Gazzetta Reale il 5 settembre 2025. Questa regola esenta il reddito personale qualificato derivante da guadagni su trasferimenti di criptovaluta e token digitali dal 1 gennaio 2025 al 31 dicembre 2029.
È fondamentale notare che la transazione deve avvenire su un exchange di asset digitali, tramite un broker o con un rivenditore autorizzato dalla legge thailandese. Questa condizione rende la politica meno una vacanza fiscale universale e più un incentivo a spostare l’attività di trading nel mercato supervisionato della Thailandia.
Obiettivi del Governo
Il Ministero delle Finanze della Thailandia ha descritto la misura come parte di un piano per stabilire il paese come un “Hub di Asset Digitali” globale. Il Gabinetto ha approvato il principio a giugno 2025, mentre il regolamento finale è entrato nel quadro giuridico mesi dopo. Poiché la regola si applica al reddito imponibile ricevuto dall’inizio del 2025, il suo beneficio fiscale risale a gennaio, anche se il regolamento stesso è stato pubblicato a settembre.
Limitazioni dell’Esenzione
L’attuale regolamento del Dipartimento delle Entrate include ora l’esenzione aggiunta dal Regolamento n. 399. Copre il beneficio sopra il costo di un investitore derivante dal trasferimento di criptovaluta o token digitali tramite operatori autorizzati idonei. La formulazione è importante perché la regola riguarda i guadagni qualificati dai trasferimenti; non cancella, per i suoi termini, la tassa su ogni tipo di reddito legato alle criptovalute.
Ciò significa che le descrizioni della Thailandia come “senza tasse” per le criptovalute possono essere fuorvianti.
I premi di staking, i redditi da mining, i salari pagati in token, le entrate aziendali e i profitti aziendali non sono automaticamente coperti dall’esenzione sui guadagni da trasferimento. Il loro trattamento dipende da altre regole fiscali thailandesi e dai fatti del contribuente.
Strategia di Supervisione
Il governo thailandese sta cercando di canalizzare il trading attraverso operatori thailandesi supervisionati dalla Securities and Exchange Commission e dalle autorità anti-riciclaggio. Ha anche affermato che il cambiamento potrebbe aumentare l’attività economica e generare “non meno di 1 miliardo di baht” in entrate fiscali aggiuntive nel medio termine.
La SEC della Thailandia mantiene un registro attuale degli exchange di asset digitali, broker e rivenditori autorizzati. L’esenzione si applica ai trasferimenti effettuati all’interno di quelle categorie regolamentate, dando alle aziende domestiche autorizzate un chiaro vantaggio rispetto ai luoghi offshore che non detengono l’autorizzazione thailandese.
Conclusioni
La Thailandia ha creato un forte incentivo per l’attività crypto regolamentata piuttosto che un paradiso fiscale illimitato. La politica può abbassare l’imposta personale thailandese sui guadagni qualificati, ma la sua condizione di piattaforma autorizzata, il quadro di reporting e la scadenza del 2029 rimangono centrali per quanto sia preziosa per trader, exchange e costruttori.