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Solo 40 aziende crypto sopravvivono alla rigorosa scadenza di licenza in Brasile

La rigorosa scadenza di licenza del Brasile ha visto solo 40 su 150-200 aziende crypto presentare domanda, portando a una consolidazione del mercato e a sfide di conformità.

Solo 40 aziende crypto sopravvivono alla rigorosa scadenza di licenza in Brasile

Situazione delle Licenze Operative per le Aziende di Criptovalute in Brasile

Secondo i rapporti, dopo la scadenza del 30 ottobre, delle 150-200 aziende previste, solo 40 hanno presentato domanda per le licenze operative. Questo processo di licenza ha portato a una significativa consolidazione nell'industria dei fornitori di servizi di asset virtuali (VASP), con molte aziende che hanno deciso di lasciare il Brasile a causa dell'aumento dei requisiti di conformità e dei costi.

Il periodo stabilito dalla Banca Centrale del Brasile per i VASP per presentare la richiesta di continuare a operare nel paese è terminato, e il bilancio attuale indica che la maggior parte delle aziende ha scelto di uscire dal mercato. Secondo fonti locali, delle 150-200 aziende crypto previste, solo circa 40 hanno presentato domanda per continuare a operare e conformarsi alle normative della banca centrale, consolidando così l'ecosistema dei fornitori di servizi.

Processo di Licenza e Requisiti di Conformità

Le aziende che hanno completato e presentato le loro domande continueranno a operare mentre la banca esamina le loro richieste. Al contrario, le aziende che non hanno presentato domanda avranno un mese dalla scadenza del 30 ottobre per chiudere le loro attività e uscire dal mercato in modo ordinato.

Anche se è possibile che più aziende decidano di presentare domanda per ottenere una licenza e operare in Brasile, la banca centrale avrà fino a due anni per rispondere a qualsiasi richiesta, rendendo il processo di ingresso nel mercato brasiliano lungo e complesso per le aziende non già presenti.

Commenti degli Esperti

Tiago Severo, esperto di criptovalute dello studio legale Panucci, Severo e Nebias Advogados (PSNA), ha dichiarato che il basso numero di aziende che hanno presentato domanda non è dovuto solo ai requisiti di capitale elevati, ma anche ai costi di conformità legati al programma di reporting stabilito dal nuovo quadro normativo. Severo ha spiegato a Livecoins che ora ogni azienda "deve inviare la custodia di ciascun cliente alla Banca Centrale ogni giorno e la prova delle riserve ogni mese, avere tre anni di bilanci auditati e un programma di prevenzione del riciclaggio di denaro in grado di subire audit."

"Molte piattaforme più piccole hanno concluso che non potevano sostenere questi requisiti," ha aggiunto Severo.

Tuttavia, aziende più grandi come Binance e Itaú hanno presentato domanda, il che significa che il capitale dei clienti sarà custodito da aziende con budget di sicurezza più elevati, traducendosi in protocolli di sicurezza migliori nella pratica. Secondo Severo, queste aziende più grandi fungeranno da infrastruttura e fornitori di servizi per le aziende più piccole, che si affideranno a loro per offrire servizi crypto ai loro clienti.

"Le banche di medie dimensioni, le cooperative e i rivenditori potranno offrire crypto senza dover creare un exchange, assumendo un fornitore autorizzato. La questione legale centrale diventa chi fornisce il servizio regolamentato e chi risponde al cliente," ha spiegato.

Implicazioni per il Settore Finanziario

A partire dal 6 novembre, le banche e i fornitori di pagamento non potranno facilitare transazioni per i VASP al di fuori del regime normativo, compromettendo effettivamente la loro capacità di raggiungere i clienti brasiliani utilizzando il sistema fiat legacy. La Banca Centrale brasiliana ha ora incluso i VASP sotto la classificazione di Tipo 3, con gli stessi requisiti delle società di intermediazione e dei titoli.

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