Introduzione al Fondo Monetario di State Street
State Street Investment Management ha lanciato un fondo monetario dedicato agli emittenti di stablecoin l’8 giugno 2026, diventando la quarta grande istituzione finanziaria a puntare su uno dei settori di gestione delle riserve in più rapida crescita di Wall Street. Il “State Street Stablecoin Reserves Money Market Fund” opera secondo la Regola 2a-7 della SEC e detiene solo attivi idonei ai sensi del GENIUS Act: titoli di Stato statunitensi a breve termine con scadenza di 93 giorni o meno, contratti di riacquisto overnight garantiti da tali titoli e liquidità.
Dettagli del Fondo
Il fondo mira a mantenere un valore netto degli attivi stabile di $1,00 e presenta attualmente una durata media ponderata di 3 giorni, ben al di sotto del massimo normativo di 60 giorni. Secondo il comunicato del gigante finanziario, il fondo è stato lanciato con circa $121 milioni di attivi in gestione. Offre un rendimento di circa 3,51% e applica un rapporto di spesa netta dello 0,18% sulla Capital Class (ticker: SSCXX). L’investimento minimo per quella classe di azioni è di $15 milioni.
Il GENIUS Act e il Mercato delle Stablecoin
Il GENIUS Act, firmato in legge nel luglio 2025, ha stabilito il primo quadro federale completo per le stablecoin di pagamento negli Stati Uniti. Richiede agli emittenti di garantire le stablecoin in circolazione uno a uno con attivi liquidi di alta qualità e consente esplicitamente ai fondi monetari registrati ai sensi del 1940 Act di fungere da veicoli di riserva qualificati. Questa chiarezza normativa ha aperto la strada a aziende come State Street per progettare prodotti specificamente pensati per gli emittenti di stablecoin, che necessitano di attivi di riserva sicuri, liquidi e conformi.
Il mercato delle stablecoin si attesta attorno ai $300-315 miliardi di capitalizzazione di mercato totale a metà giugno 2026. Tether detiene circa $186-188 miliardi di quella cifra, mentre USDC rappresenta circa $75 miliardi. Insieme, i due dominano circa l’85-90% del mercato. Le proiezioni del Citi Institute stimano che l’emissione globale di stablecoin si attesterà tra $1,9 trilioni e $4 trilioni entro il 2030, cifra citata da State Street nel suo annuncio di lancio.
Collaborazioni e Rischi
State Street Bank and Trust Company e Anchorage Digital fungono da investitori seed. Anchorage Digital detiene la prima licenza di banca cripto federale negli Stati Uniti e offre infrastrutture per l’emissione, la custodia e il regolamento delle stablecoin alle istituzioni.
“Le stablecoin stanno rapidamente diventando un’infrastruttura finanziaria fondamentale, rendendo la qualità e la gestione delle loro riserve di vitale importanza,”
ha dichiarato Nathan McCauley, co-fondatore e CEO di Anchorage Digital.
“Siamo entusiasti di collaborare con Anchorage Digital per portare queste capacità nello spazio degli asset digitali,”
ha aggiunto Yie-Hsin Hung, presidente e CEO di State Street Investment Management.
Competizione e Strategia di State Street
State Street entra in scena dopo BlackRock, che ha lanciato il fondo Circle Treasury Reserves in collaborazione con Circle, e Goldman Sachs e BNY, che hanno anch’essi lanciato veicoli di riserva allineati al GENIUS Act all’inizio del 2026. Il fondo di BNY, il Dreyfus Stablecoin Reserves Fund, si è posizionato sulla semplicità operativa e sulla familiarità istituzionale.
Il fondo si collega alla strategia più ampia di State Street sugli asset digitali, che include anche il “State Street Galaxy Onchain Liquidity Sweep Fund” (SWEEP), un prodotto di gestione della liquidità tokenizzato che opera 24 ore su 24 tramite le stablecoin. Gli attivi nel fondo si prevede si muovano con i cicli di emissione e rimborso delle stablecoin. Un evento di depeg o un periodo di rapidi rimborsi di stablecoin potrebbero innescare forti deflussi e costringere il fondo a vendere attivi a prezzi sfavorevoli. Il fondo non è coperto da assicurazione FDIC e non ha garanzie da parte di State Street contro la perdita del capitale. L’universo di investimento ristretto, limitato a titoli di Stato a breve termine idonei al GENIUS e a contratti di riacquisto, potrebbe anche comprimere i rendimenti rispetto a fondi monetari governativi o prime più ampi.