Nuove Regole sulle Transazioni Criptovalutarie in Russia
La Banca Centrale della Russia ha annunciato che a partire dal 1° luglio 2027 saranno vietate le transazioni tra cittadini russi che utilizzano portafogli di auto-custodia o che effettuano trasferimenti da un broker regolamentato a un portafoglio di auto-custodia. L’istituzione ha chiarito che tali transazioni potranno essere effettuate esclusivamente tramite broker autorizzati. Questo provvedimento segna un ulteriore inasprimento del controllo del governo russo sull’industria delle criptovalute e sui detentori di criptovalute che gestiscono autonomamente i propri beni.
Regolamentazione delle Criptovalute
In una serie di comunicazioni riguardanti la regolamentazione delle criptovalute, la Banca di Russia ha evidenziato che, secondo la Parte 1 dell’Articolo 30 della Legge Federale n. 282-FZ, i residenti russi possono trasferire beni crittografici solo attraverso broker o scambi autorizzati dalla banca. Attualmente, 13 organizzazioni sono autorizzate come scambi di valuta digitale, tra cui grandi istituzioni come VTB Bank e Sberbank, oltre a realtà più piccole.
Transazioni Peer-to-Peer e Limitazioni
La banca ha anche chiarito la legalità delle transazioni crittografiche peer-to-peer (P2P) tra residenti russi, specificando che queste saranno consentite fino al 1° luglio 2027, poiché l’elenco delle transazioni approvate nella Parte 1 dell’Articolo 30 della Legge Federale n. 282-FZ non include transazioni dirette tra individui. Inoltre, i prelievi da conti di valuta digitale ospitati da scambi autorizzati verso portafogli di auto-custodia non saranno consentiti, anche se gestiti dalla stessa persona. Le transazioni tra due conti digitali ospitati da scambi autorizzati, ma di proprietà di individui diversi, saranno anch’esse vietate, in conformità con la Parte 5 dell’Articolo 31 della Legge Federale n. 282-FZ.
Obiettivi delle Nuove Misure
Secondo gli analisti, l’obiettivo di queste misure è garantire una piena visibilità del mercato delle criptovalute, consentendo una vigilanza più rigorosa sui movimenti di fondi e sull’evasione fiscale, poiché gli attivi digitali sono spesso utilizzati per effettuare pagamenti e nascondere flussi di denaro dalla supervisione delle autorità nazionali. Tuttavia, il quadro normativo approvato consente a importatori ed esportatori di regolare transazioni con attivi digitali approvati per eludere le sanzioni internazionali. Al contrario, la banca ha vietato l’uso delle criptovalute per i pagamenti interni. Invece, sostiene la propria valuta digitale della banca centrale (CBDC), il rublo digitale, che ha abbandonato la fase pilota ed è stato lanciato a livello nazionale a settembre.
Possesso di Criptovalute in Russia
Il vice ministro delle Finanze, Ivan Chebeskov, ha stimato che i russi possiedono attualmente circa 44 trilioni di rubli in attivi crittografici. Tuttavia, si prevede che la migrazione verso conti interni avvenga lentamente, con il vice presidente esecutivo di Sberbank, Anatoly Popov, che stima che solo il 20% dei volumi scambiati in Russia si sposterà verso scambi autorizzati, con ulteriori progressi attesi negli anni successivi.
Conclusione
In sintesi, il vice ministro delle Finanze Ivan Chebeskov ha stimato che 20 milioni di russi hanno investito circa 3,7 trilioni di rubli (quasi 44 trilioni di dollari) in criptovalute.