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UK Finance Espelle Coinbase: Crescono le Tensioni tra Banche Tradizionali e Criptovalute

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Espulsione di Coinbase da UK Finance

L’associazione commerciale britannica UK Finance ha espulso il gigante statunitense degli scambi di criptovalute Coinbase dalla sua membership, dopo che una valutazione interna ha concluso che gli scambi di criptovalute autonomi non soddisfano gli standard fondamentali di inclusione. Questo evento segna un chiaro segnale di crescenti tensioni tra le istituzioni bancarie tradizionali e le piattaforme di asset digitali.

Dettagli della Valutazione

Secondo un rapporto di Bloomberg, il gruppo di lobby ha inviato un avviso formale a Coinbase, confermando che la sua membership era stata terminata a seguito di una valutazione interna completa. Il consiglio ha stabilito, dopo una revisione dei criteri di membership, che gli scambi di criptovalute autonomi non soddisfano gli standard richiesti per l’inclusione nell’organizzazione. Tuttavia, Coinbase mantiene il diritto di appellarsi alla decisione del consiglio, come riportato.

Implicazioni per il Settore Finanziario

UK Finance rappresenta circa 300 istituzioni membri, tra cui importanti banche al dettaglio nazionali, case d’investimento internazionali, aziende di infrastrutture di pagamento e startup nel settore della tecnologia finanziaria. Gli analisti del settore interpretano l’espulsione come un modo in cui la finanza tradizionale (TradFi) sta ristabilendo i propri confini in risposta all’espansione della presenza politica delle criptovalute e agli sforzi di lobbying aggressivi negli Stati Uniti e in Europa.

Critiche e Controversie

Inoltre, le ripetute critiche delle aziende di criptovalute nei confronti delle banche legacy britanniche, accusate di limitare i trasferimenti di fiat dei clienti verso le piattaforme di asset digitali o di congelare conti associati a preoccupazioni relative al riciclaggio di denaro, sono considerate un fattore determinante nella decisione di UK Finance. Le crescenti controversie sui rischi finanziari sistemici e sui rendimenti sugli investimenti in stablecoin continuano a mettere in conflitto le banche di compensazione tradizionali con gli emittenti di criptovalute internazionali. Le banche commerciali tradizionali avvertono che i token ancorati al dollaro che generano rendimento funzionano come sostituti di deposito non regolamentati, minacciando di innescare una fuga di capitali dai normali conti di risparmio per i consumatori.

Scontri con il Lobby Bancario Statunitense

Dall’altra parte dell’Atlantico, Coinbase ha avuto scontri con il lobby bancario statunitense, guidato da gruppi come l’American Bankers Association, riguardo alle proposte di restrizioni sui rendimenti delle stablecoin nel CLARITY Act. Mentre le istituzioni finanziarie legacy hanno spinto i legislatori a limitare o vietare i premi pagati dagli emittenti per proteggere le basi di deposito al dettaglio, Coinbase e i suoi alleati del settore hanno lottato per preservare i modelli di condivisione dei ricavi.

Reazioni e Discussioni sui Social Media

Nel frattempo, la notizia dell’espulsione di Coinbase ha innescato ampie discussioni sui social media, con molti sostenitori degli asset digitali che vedono la mossa come una forma di protezione difensiva da parte delle banche incumbenti. Altri interpretano questa decisione come un tentativo di bloccare l’exchange dall’aiutare a redigere il regolamento sulle criptovalute del Regno Unito. Tuttavia, gli osservatori della finanza tradizionale e gli scettici bancari supportano la decisione del consiglio, sottolineando che gli scambi di criptovalute autonomi operano sotto profili di rischio, modelli di business e regimi normativi fondamentalmente diversi rispetto alle banche tradizionali.

Il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, ha dichiarato che il Wall Street Journal sta preparando un articolo che lo accusa in merito al CLARITY Act al Senato.