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Il lobby delle criptovalute si oppone a Warren e sostiene gli stablecoin charter dell’OCC

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Lo scontro normativo sulle criptovalute: Warren contro l’OCC

I principali gruppi commerciali delle criptovalute si stanno schierando dietro il regolatore bancario statunitense nel tentativo di contrastare l’affermazione della senatrice Elizabeth Warren secondo cui i national trust charter per aziende come Coinbase, Ripple e Circle sarebbero illegali secondo la legge bancaria federale. La Digital Chamber ha inviato una lettera al Comptroller Jonathan Gould esortando l’Office of the Comptroller of the Currency a “mantenersi ferma” sulla sua decisione di concedere national trust bank charter ad aziende focalizzate sulle criptovalute.

La lettera arriva giorni dopo che Warren, senatrice democratica di rango nella Senate Banking Committee, ha accusato l’OCC di aver “illegalmente” approvato almeno nove crypto trust charter in modo che, secondo lei, viola il National Bank Act e minaccia la sicurezza del sistema bancario statunitense.

La spesa del lobby delle criptovalute è fortemente orientata verso i Repubblicani, con decine di milioni in più diretti ai candidati e alle elezioni del GOP rispetto ai Democratici. Possibile implicazione: la dinamica politica partigiana potrebbe influenzare il rischio normativo e la leva del lobbying industriale.

Le accuse di Warren e il quadro normativo del GENIUS Act

In una lettera del 18 maggio a Gould, Warren ha sostenuto che dal dicembre 2025 l’OCC ha approvato “almeno nove national trust charter” per aziende crypto che intendono svolgere attività che sembrano andare ben oltre il ristretto insieme di attività consentite dalla legge. Tra i beneficiari figurano Ripple, Circle, Paxos, Fidelity Digital Asset Services, BitGo, Foris DAX di Crypto.com, Bridge di Stripe, Protego e Coinbase.

Warren ha avvertito che queste aziende sono “effettivamente banche crypto che vogliono eludere i fondamentali salvaguardie e gli obblighi che derivano dall’essere una banca” e ha fissato una scadenza del 1° giugno affinché l’OCC consegni tutte le domande, le analisi legali e qualsiasi comunicazione con il Presidente Trump o la sua famiglia legate alle approvazioni.

La risposta della Digital Chamber si basa pesantemente sul Guiding and Establishing National Innovations for U.S. Stablecoins Act—il GENIUS Act—che il Presidente Trump ha firmato come legge nel luglio 2025, rappresentando il primo quadro federale per gli stablecoin in dollari statunitensi supportati da riserve. Il gruppo sostiene che “il Congresso ha effettivamente autorizzato l’OCC a estendere i bank charter alle aziende stablecoin attraverso il GENIUS Act”.

Secondo il GENIUS Act, viene creata una nuova categoria di “permitted payment stablecoin issuer” posta sotto la supervisione primaria dell’OCC, con l’agenzia autorizzata a concedere licenze, regolamentare ed esaminare sia gli emittenti di stablecoin bancari che non bancari. L’OCC ha seguito nel febbraio 2026 con una regola proposta per implementare il GENIUS Act, sottolineando che gli emittenti federali qualificati saranno “autorizzati, regolamentati, esaminati e supervisionati esclusivamente dal Comptroller”.

Il cuore della controversia: privilegi bancari senza responsabilità

Cruciale per l’argomento dell’industria, i national trust charter non consentono a queste aziende di accettare depositi assicurati FDIC o condurre prestiti commerciali tradizionali. La Digital Chamber sottolinea questa limitazione nella sua lettera, affermando che le aziende charter “non accettano depositi assicurati FDIC e quindi non sono impegnate in operazioni bancarie tradizionali”, inquadrandole invece come custodi ed emittenti di stablecoin di pagamento che operano secondo un regime federale su misura.

L’entourage di Warren insiste che questo sia solo una questione semantica. La sua lettera sostiene che l’OCC sta utilizzando i limited-purpose trust charter e l’autorità del GENIUS Act per dare alle aziende crypto “privilegi a livello bancario senza responsabilità a livello bancario”, incluse attività come staking, prestiti, trading e emissione di stablecoin che vanno oltre ciò che il National Bank Act consente per i national trust bank.

Warren avverte che questa “scorciatoia normativa” potrebbe creare rischio sistemico se un emittente di stablecoin o un grande custode crypto dovesse fallire, senza i capitali, la liquidità e gli strumenti di risoluzione che si applicano alle banche a servizio completo.

Le implicazioni per il futuro del sistema bancario crypto

I gruppi industriali stanno trattando l’attacco di Warren come una minaccia esistenziale all’unica rampa federale che ha effettivamente iniziato a funzionare per le grandi aziende crypto. La lettera della Digital Chamber, insieme ai commenti presentati dalla Blockchain Association sulla regolamentazione GENIUS dell’OCC, inquadra i national trust charter e le licenze PPSI come un percorso faticosamente conquistato verso lo status supervisionato per i fornitori di stablecoin e custodia che in precedenza affrontavano un mosaico di licenze statali.

Quello che è veramente in gioco non è solo la legalità di una manciata di charter, ma chi ottiene il diritto di definire il perimetro del sistema bancario statunitense nell’era degli stablecoin. Se Warren riesce a convincere l’OCC a ritirarsi, Coinbase, Ripple, Circle e colleghi potrebbero vedere il loro percorso di charter federale più promettente ristretto o revocato, spingendoli di nuovo verso regimi a livello statale. Se l’OCC e i suoi alleati mantengono la loro posizione, il GENIUS Act avrà creato una nuova classe di istituzioni crypto supervisionate dall’OCC che non accettano depositi, ma che sembrano, si muovono e fanno lobbying molto come banche.

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