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Il Regno Unito è una delle giurisdizioni fiscali più ostili al mondo per le criptovalute?

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Introduzione

Negli ultimi sviluppi riguardanti le criptovalute nel Regno Unito, la nazione insulare sta pianificando un sistema di reporting automatico delle criptovalute in 52 giurisdizioni, accompagnato da proposte per ampliare i poteri di raccolta informazioni dell’HMRC (Her Majesty’s Revenue and Customs) sulle attività legate alle criptovalute. Questo suggerisce un regime fiscale per le criptovalute nel Regno Unito più rigoroso in termini di raccolta dati, ma non dimostra che il paese sia la giurisdizione più ostile al mondo.

Il Crypto Tax nel Regno Unito

Il CARF (Crypto Asset Reporting Framework) espande il perimetro di reporting transfrontaliero. Si prevede che ulteriori 15 giurisdizioni si uniscano al framework entro il 2028, tra cui Singapore, Svizzera e Gibilterra. Il meccanismo previsto è lo scambio di informazioni tra le autorità fiscali, fornendo all’HMRC una visione più chiara delle partecipazioni in criptovalute all’estero collegate a clienti del Regno Unito, rispetto a quanto potrebbe ottenere solo dai registri domestici.

Questo rappresenta un cambiamento significativo nell’ambito dell’applicazione fiscale, non una nuova aliquota fiscale. L’implicazione pratica è che i conti offshore e i fornitori di servizi diventano fonti meno affidabili di opacità per i residenti del Regno Unito, mentre la data di inizio annunciata del framework rimane distinta dall’espansione proposta dei poteri domestici dell’HMRC.

Controlli e Privacy

I controlli sull’identità e sui trasferimenti stanno diventando parte del dibattito normativo più ampio sugli asset digitali. Le meccaniche discusse in proposte come i controlli sui token regolamentati illustrano come i requisiti di conformità possano influenzare quali informazioni e permessi accompagnano l’attività on-chain, sebbene ciò non dimostri che il CARF stesso imponga controlli sui trasferimenti.

I poteri di informazione domestici sollevano anche questioni di privacy. L’HMRC sta esplorando poteri di raccolta informazioni più ampi sulle attività legate agli asset crittografici, consentendogli di ottenere più dati su clienti e transazioni. Tuttavia, questa non è legge definitiva e non garantisce che l’HMRC richiederà informazioni a tutti i fornitori di portafogli.

Le misure preliminari potrebbero estendere i Financial Institution Notices a determinati fornitori di servizi di asset crittografici, consentendo all’HMRC di richiedere informazioni fiscali a un numero più ampio di aziende, a seconda della definizione finale dei fornitori coperti.

Preoccupazioni e Impatti

Sono state sollevate preoccupazioni riguardo all’impatto potenziale sui portafogli non custodiali, sugli esploratori di blockchain e sui fornitori di software fiscali riguardo all’accesso ai registri elettronici. Il rischio per la privacy è significativo, poiché collegare informazioni personali agli indirizzi blockchain potrebbe facilitare l’analisi delle storie delle transazioni e collegare le attività agli individui, aumentando l’esposizione a crimini come il phishing e le rapine fisiche, che sono in aumento in tutta Europa.

Conclusioni

L’approccio rigoroso del Regno Unito equivale a ostilità quando si tratta di tassazione delle criptovalute? L’argomento a favore del Regno Unito come giurisdizione più esigente nella tassazione delle criptovalute è supportato dal calendario CARF, che migliora la condivisione internazionale delle informazioni, e dai poteri domestici proposti che potrebbero aumentare l’accesso dell’HMRC ai dati delle attività legate alle criptovalute.

Le misure domestiche sono state oggetto di una consultazione di otto settimane che si è conclusa il 7 settembre 2026, ma questo non le finalizza. L’impatto finale dipenderà dalle decisioni ministeriali riguardanti le regole e le garanzie per l’accesso alle informazioni.

In sintesi, il Regno Unito si sta muovendo verso un ambiente di reporting fiscale per criptovalute più monitorato. Il calendario internazionale e le proposte domestiche non dovrebbero essere confusi, poiché le loro implicazioni rimangono poco chiare. La chiave sarà il trattamento finale delle regole domestiche, che siano esse promulgate, ristrette o limitate, portando a una maggiore visibilità dell’HMRC, mentre la linea tra applicazione efficace e intrusione eccessiva rimane incerta.

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