Il Digital Asset Market Clarity Act
Il Digital Asset Market Clarity Act è stato approvato dalla Camera dei Rappresentanti con 294 voti favorevoli e 134 contrari a luglio 2025, con 78 Democratici che hanno votato a favore. Ha superato il Comitato Bancario del Senato con un voto di 15 a 9 a maggio 2026. Ora si avvicina al voto decisivo, ma i numeri sono contro di esso e ci sono tre questioni politiche critiche nel testo.
Ottimismo e Scadenze
Il presidente della SEC, Paul Atkins, ha dichiarato ai giornalisti il 2 settembre di aspettarsi e sperare che la legislazione venga approvata dal Senato e infine firmata dal presidente. Questo ottimismo merita di essere analizzato in relazione al reale conteggio dei voti, alle disposizioni in discussione e alle dinamiche politiche che hanno trasformato un risultato bipartisan in una battaglia legislativa.
Il Senato riprenderà le sue attività il 14 settembre, con il voto di chiusura previsto per il giorno successivo. Dopo di ciò, i senatori avranno circa 14 giorni lavorativi prima che la stagione della campagna elettorale di metà mandato chiuda il calendario legislativo. Questo non è un termine generoso; è una scadenza senza possibilità di estensione.
Il Voto di Chiusura
Il 15 settembre non rappresenta l’approvazione finale, ma è un voto procedurale sulla mozione di procedere, che richiede il consenso di 60 senatori per far avanzare il disegno di legge al dibattito completo. Superare il voto di chiusura apre la porta a emendamenti e a un eventuale voto di approvazione o bocciatura. Non superarlo significherebbe la fine del Clarity Act per il 2026 e, date le elezioni di metà mandato, probabilmente fino al 2029.
“Un voto di chiusura è un voto per dibattere, non un voto per approvare.”
Le Questioni Politiche Critiche
La senatrice Cynthia Lummis ha affermato che il CLARITY Act garantisce che le criptovalute rimangano di proprietà degli utenti anche in caso di fallimento dell’azienda. Il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha presentato la mozione di chiusura poco prima della pausa di agosto, fissando la data del 15 settembre. Questa mossa è stata tatticamente aggressiva, costringendo ogni senatore a prendere una posizione entro 24 ore dal ritorno a Washington.
I Repubblicani controllano 53 seggi al Senato. La semplice aritmetica dice che hanno bisogno di sette Democratici. Tuttavia, l’aritmetica non è così semplice. Il senatore Rand Paul del Kentucky si oppone al disegno di legge per motivi libertari, mentre il senatore Josh Hawley del Missouri obietta a quello che chiama trattamento favorevole per le grandi aziende fintech.
Le Preoccupazioni dei Democratici
I sette Democratici più vicini a disertare sono Mark Warner, Catherine Cortez Masto, Raphael Warnock, Cory Booker, John Hickenlooper, Gallego e Alsobrooks. La loro dichiarazione congiunta ha affermato che la bozza attuale “non è sufficiente” in materia di applicazione etica, protezione dei consumatori, disposizioni sul finanziamento illecito e integrità del mercato.
Il presidente del Comitato Bancario del Senato, Tim Scott, ha pubblicamente previsto che 12-18 Democratici alla fine voteranno a favore. Tuttavia, non ci sono prove pubbliche che supportino quel numero.
Le Clausole Controversie
La singola clausola più esplosiva nel Clarity Act riguarda se i funzionari eletti e i funzionari governativi senior possano trarre profitto dalle attività di criptovaluta mentre sono in carica. I Democratici sostengono che approvare un quadro normativo sulle criptovalute senza guardrail etici applicabili conferisce un beneficio finanziario diretto al presidente in carica.
“Il linguaggio era sufficientemente preciso da lasciare aperta la porta e abbastanza vago da poterci passare in entrambe le direzioni.”
Implicazioni per il Settore delle Criptovalute
Se il Clarity Act supera ogni ostacolo e raggiunge la scrivania del presidente, l’impatto sui mercati delle criptovalute sarebbe strutturale e immediato. La CFTC acquisirebbe giurisdizione esclusiva sui mercati spot delle materie prime digitali, la più grande espansione dell’autorità dell’agenzia nella sua storia.
Un sondaggio del 2026 tra allocatori istituzionali di criptovalute ha rilevato che il 65% cita la chiarezza normativa come prerequisito per aumentare l’esposizione. L’approvazione sbloccherebbe probabilmente un’ondata di capitale istituzionale che è rimasta in attesa.
Conclusione
Il voto di chiusura del 15 settembre rappresenta un punto di svolta cruciale. Sessanta voti sono necessari per far avanzare il disegno di legge al dibattito in aula. Cinquantanove o meno ucciderebbero effettivamente la legislazione completa sulle criptovalute fino al 2029.
Dichiarazione di non responsabilità: Questo articolo è solo a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, legale o di investimento. Gli investimenti in criptovalute comportano rischi significativi. Effettua sempre le tue ricerche prima di prendere decisioni di investimento.
Pubblicato il 4 settembre 2026.